Alta Roma: Antiche forme e nuove creatività

Alta Roma: Antiche forme e nuove creatività

Dal 25 al 27 gennaio il quartiere generale dell’alta moda internazionale è stato ancora una volta il complesso monumentale del Santo Spirito in Sassia. Per chi non è di Roma spiego che il  Santo Spirito è la parallela di Via della Conciliazione, cioè si trova di fronte a San Pietro. Potete immaginare, già nella caotica e trafficata capitale, San Pietro nel weekend? E la domenica con la messa del Papa? Senza pensare durante le varie udienze…! Il giorno che si è inaugurata la Manifestazione (24 gennaio) Hollande era dal Papa! Lascio intuire la situazione parcheggio. Bei tempi quando Alta Roma era al Parco della Musica dove non a caso si svolgono manifestazioni internazionali come il festival del cinema…

Comunque per questa edizione, ridotta in solo tre giorni di sfilate, (la fashion week è diventata fashion weekend) abbiamo assistito come di consueto, nella giornata d’apertura, alla sfilata della Maison Sarli. La sorpresa è stato nell’annuncio all’ANSA delle dimissioni del direttore creativo Carlo Alberto Terranova a 24 ore dalla passerella!

Massimo Anselmi, nuovo AD Sarli
Alta Roma: Massimo Anselmi, nuovo AD Sarli

Il nuovo Amministratore Delegato Massimo Anselmi, imprenditore di Arezzo, che con la sua azienda Chimera Gold ha rilevato il 47% delle azioni della Maison non è sembrato per niente a disagio dell’assenza dell’ex direttore creativo facendo calpestare la passerella, per la chiusura di sfilata, lo staff di tutta la Maison (compresi tutte le sarte e lavoranti). E’ stata una collezione discontinua, dove si alternavano gli inconfondibili pezzi storici dal taglio identificabile con la griffe con altri rivoluzionari che evocavano una grande innovazione nel taglio e nel tessuto. Poi di nuovo, dopo le geometrie che abbiamo imparato a conoscere ed amare in questi ultimi decenni, (presenti solo in un paio di abiti) con alcuni che si distinguevano per le nuance di colore che non appartenevano alla storia creativa del Maestro. Poi alcuni che, per quanto belli e romantici, con ramage floreali, intarsi e velature, sembravano usciti da altre collezioni di stilisti confondendoci ulteriorente. Però grande merito agli accessori, dalle scarpe alle borse, in rigide linee, dl prisma al tacco a parallelepipedo in metallo specchiato nelle tonalità dall’argento all’oro brillante. Anche i gioielli esaltavano i colori e le linee ma, ora lo sappiamo, tutti gli accessori per Sarli erano made Gold.

Sarli
Alta Roma: Sarli

Nella serata dello stesso giorno Raffaella Curiel ha fatto sfilare una collezione, come sempre ricchissima di tailleur per il giorno e per la sera (i tipici curiellini) con chiffon e volute sbieche, nervature, volant e ricami di fiori su prati dal fondo bianco, nero, blu, turchese o rosso.

Raffaella Curiel
La sfilata di Raffaella Curiel

Non sono state disattese le aspettative per l’evento di Gattinoni che ha presentato la collezione Primavera Estate 2014 eccezionalmente nel Cantiere del Nuovo Centro Congressi EUR S.p.A., detto la Nuvola di Fuksas. Poter percorrere il tragitto che collega le varie sale aeree ed attraversare quella che sarà la sala Congressi dell’edificio più all’avanguardia che avrà la capitale, come sarà appunto la Nuvola progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas, è stata un’occasione ed un’emozione irripetibile. Inoltre la sfilata, meravigliosa nelle nuance di colori vividi e nei tagli spaziali ed all’avanguardia (proprio come l’architettura che ci avvolgeva), ha reso ancor più magica l’atmosfera.

Gattinoni
Uno scatto della sfilata di Gattinoni alla Nuvola di Fuksas

In realtà la sfilata della collezione creata da Guillermo Mariotto, sembrava un evento parigino della fashion week internazionale più glamour.

Gattinoni alta roma

Comunque in questi tre giorni di sfilate non ci sono stati i soliti libanesi Tony Ward e Abed Mahfouz, ma, l’unica maison straniera presente, (ad esclusione di Jamal Taslac che lo consideriamo di adozione romana dopo l’apertura della boutique di via Ludovisi), era la stilista libanese Mireille Dagher. Taslac purtroppo presenta sempre delle collezioni monotone dove l’eco ad antiche collezioni riporta solo un sapore amaro di difficoltà creativa.

La manifestazione dell’haute couture capitolina è stata ancora capitanata dalla presidente Silvia Venturini Fendi, nonostante il cda sia scaduto lo scorso luglio, in quanto nomina legata alle vicende della presidenza della Camera di Commercio, che gestisce al 50% con Regione, Comune ed ex Provincia.

Non abbiamo poi visto cose nuove nelle proposte collaterali e nelle varie sfilate che si sono succedute, fino all’entrata in scena delle creazioni dello stilista-artista Gianni Molaro dove donne leonine ci avvolgevano di suggestioni africane. Modelle trasformate in maschere cubiste e spiriti leggiadri interpretavano la forza di giacche dalle spalle squadrate, con stole a gabbia di rigide crinoline. Infine bustier che si ergono su gonne a ruota di morbida seta. Come antiche divinità modelle dalle acconciature svettanti in lunghe code imprigionate in decine di cerchi dorati (come i noti bracciali indossati dalle donne africane). Ma l’apice è stato nella conclusione della sfilata con una sposa con lunghissimo strascico di mikado avorio (di oltre tre metri) adornato da perline dorate che riflettevano la luce della giungla incantata.

Molaro alta roma
Molaro

Innovazione nelle forme e nei tagli per la collezione del veterano Renato Balestra che colora la passerella dal verde giada, il mandarino e l’intenso turchese fino alla conclusione con l’istituzionale Blu Balestra. Di tanto in tanto, sorprendentemente, un ventaglio di piume variopinte che esplode nell’abbinamento eclatante del blu con l’arancio.

Renato Balestra alta roma
Renato Balestra

Poi nessuna sorpresa fino alla conclusione di  lunedì con la new entry del calendario Raffaella Frasca (al suo primo anno di vita) dove una donna dark che ripercorre un po’ la Daryl Hannah nella replicante di Blade Runner (di oltre 30 anni fa: era il 1982!) con abiti in pelle decorato al laser nei toni dei grigi cosparsi di pietre argento e pietre e catene metal. E come un elettrochoc un rientro alla banalità nella chiusura con una sposa meringa classico/romantica di tulle, volant e plissé.

Ricordiamo che le presentazioni e sfilate della manifestazione Alta Roma AltaModa, dopo gennaio, le rivedremo a luglio nella venticinquesima edizione che ci auguriamo rinnovata da nuove energie creative, più internazionalità tra gli stilisti ed i partecipanti, un nuovo organo direttivo rafforzato dalle esperienza e dalla fiducia nel futuro, il tutto per ricreare l’evento più glamour della capitale.

Fabiola Cinque

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