Itinerario tra le righe da La Grande Parigi di Jacopo Veneziani

Itinerario tra le righe da La Grande Parigi di Jacopo Veneziani

PARIGI- Itinerario parigino sulle orme dei grandi artisti del passato, modellato sulle pagine del libro di Jacopo Veneziani La Grande Parigi. Della capitale francese si è detto tutto, forse troppo. Per molti è la città romantica per eccellenza, ma non nel senso più ovvio di meta per innamorati. Parigi è romantica in senso artistico. E’ il luogo dove trovare ispirazione, coltivare ideali, perdersi per ritrovarsi. Vogliamo quindi suggerire ai creativi, ai non creativi, a chi ama l’arte  e a chi la vuole scoprire, un itinerario “tra le righe” della città lumiere.

Immaginate di essere nel 1900 e di coltivare aspirazioni artistiche. L’approdo ideale per voi è sicuramente Parigi. Ed è così anche per i due giovanissimi pittori provenienti dalla Spagna che giungono alla Gare d’Orleans carichi di sogni e aspettative. Stiamo parlando di Pablo Ruiz divenuto poi famoso come Pablo Picasso dal cognome della madre e Carlos Casagemas meno fortunato di lui. Oggi la Gare d’Orleans non esiste più o meglio è stata trasformata nel meraviglioso Museo d’Orsay. Per provare a rivivere l’atmosfera della Parigi dell’inizio ‘900 ecco le parole di Veneziani

Una Babele moderna, assordante e variopinta, con strade nuove piene di traffico

Arrivati dunque a Parigi i due troveranno alloggio in 49 di rue Gabrielle a Montmartre, che è appunto il primo atelier di Picasso e Casagemas. E questo potrebbe essere l’inizio del nostro itinerario artistico.

Pablo Picasso conosce Modigliani a Parigi
foto profilo IG Jacopo Veneziani

Montmartre era chiamata allora la butte, la collina. In un’area di pochi chilometri c’era una concentrazione così alta di artisti di ogni genere da riempire i musei di tutto il mondo negli anni a venire. Da qui, dalla butte,  come fecero Picasso e Casagemas  potreste muovervi sulla linea 1 della metropolitana e raggiungere il Louvre, Petit e Grand Palais , Palais de l’Industrie lungo gli Champs Elysées. Provate a immaginare di essere degli artisti ancora sconosciuti e cercare nelle sale magnifiche di questi musei  la scintilla che accenderà la vostra mente. Per gli artisti era importante anche prendere contatti con le Gallerie d’arte. Segnate sulla cartina questi indirizzi.

Le Gallerie

Tra la Borsa e l’Hotel Drouet ce n’erano moltissime. In particolare Rue Lafitte strada di collegamento tra Boulevard Haussmann e Boulevard des Italiens ne era particolarmente prolifica.  Al numero 6 Galerie Vallard, al numero 8 Alexandre Bernheim, al numero 16 Paul Durand Ruel, al numero 46 Clavis Sagat. Sarà però al numero 25 di rue Victor Massè che Picasso venderà il suo primo quadro. A compiere l’impresa fu Berthe Weill la prima donna mercante d’arte a Parigi, così ecco per dire.

Berthe Weill

Vale proprio la pena leggere le pagine che Veneziani le ha dedicato nel suo libro. Ci restituisce l’immagine di una donna forte, una femminista, dotata di un grande fiuto per il talento, spinta più dalla sua passione per l’arte che dal pensiero di arricchirsi. Sfortunatamente nello stesso anno Picasso sarà sconvolto dalla morte dell’amico Casagemas. Si suiciderà infatti presso il Café de l’Hippodrome credendo di aver ucciso la donna amata. In seguito  Picasso sprofonda nella depressione e nel famoso periodo blu.

Nuovo indirizzo

Il secondo indirizzo di Picasso a Parigi è  130 Boulevard de Clichy e nei pressi dell’abitazione, al numero 104 all’ Atelier Libre di Fernand Corman  l’artista  incontra Fernande Olivier la donna di cui si innamora perdutamente. In questi anni conosce anche Max Jacob e ne diventa amico. Picasso si dedica anche con fervore alla vita notturna e le serate migliori le passa con gli amici nei locali di Place Ravignan oggi Place Emile Goudeau.

Strane coincidenze

Dopo un altro breve soggiorno in Spagna ritorna nella capitale francese e dimora  prima a l’Hotel des Ecoles e poi all’ Hotel du Maroc  57 rue de Seine. Adesso è inspiegabile come le coincidenze, o forse no, abbiano fatto di questo indirizzo un luogo mitico. Prima di Picasso  anni prima vi aveva abitato Baudelaire e nel 1971 vi tenne l’ultimo concerto Jim Morrison. Dato che all’indirizzo suddetto si trovava  il Rock’n’Roll Circus, un live club dove si esibivano musicisti famosi. Tornando a Picasso e seguendo le sue orme ci ritroviamo al numero 87 di rue boulevard Voltaire dove divide una misera camera con Max Jacob. Le cronache dicono che il poeta dormisse di notte e il pittore di giorno fino a quando Picasso non si stabilisce al Bateau- Lavoire, altro edificio   divenuto leggendario per aver ospitato numerosissimi artisti. Sempre dal libro di Veneziani

Un grande baraccone sgangherato in cui vissero i principali attori della modernità, era uno strambo edificio dall’architettura quasi incomprensibile

Nel 1970 un incendio distrugge completamente l’edificio e quindi non resta ora più nulla del Bateau-Lavoir originale. Gli artisti del Bateau erano soliti passare le loro serate alla Closerie des Lilas, 171 boulevard de Montparnasse . Salotto letterario frequentato da Guillaume Apolinnaire e altri scrittori. Ernest Hemingway in questo locale pare abbia ricevuto da  Fransis Scott Fitzerald  la prima bozza del Grande Gatsby.

Modigliani

Lasciamo per un momento Picasso e seguiamo gli spostamenti di Amedeo Modigliani.  Il pittore arriva in Francia dalla sua città natale Livorno nel gennaio 1906. Anche lui come molti altri è convinto che solo a Parigi si sarebbe potuto compiere il suo destino come artista. E aveva ragione.  Si sistema al numero 7 di place Jean Baptiste Clement. Siamo sempre a Montmartre nelle vicinanze di Place du Tertre. Oggi luogo sommamente turistico allora frequentato da artisti, poeti, ladri e figli di …. per parafrasare  Claudio Baglioni.

Delta

Frequentava abitualmente il gruppo del vicino Bateau Lavoir e alcune taverne tra cui quella di Fréderic Gérard chiamata Lapin agile. Proprio qui una sera incontra il pittore Henri Doucet. Modigliani non ha più risorse ed è stato sfrattato. Doucet gli propone di trasferirsi al Delta,  al numero 7 di rue du Delta. L’immobile che vi sorgeva era stato affittato dal medico Paul Alexandre per i suoi amici artisti indigenti. Era una sorta di comune dove ci si dedicava ad ogni genere di espressione artistica.  Presto Modì entrerà in questa cerchia di bohemiens e il medico sarà  il suo primo mecenate. Nel 1913 un nuovo trasloco a place Dancourt.

Nel frattempo le condizioni economiche di Picasso stavano migliorando e questo gli permise di trasferirsi all’  11 di Boulevard de Clichy in una vera casa con tanto di domestica. Come spesso accade al migliorare delle situazione finanziaria segue anche un cambiamento di abitudini. Dal Lapin agile  al cabaret Le Grelot in Place Blanche.  Lentamente Montmartre viene abbandonata a favore di Montparnasse, altro luogo simbolo dell’arte.  Nel 1912 Picasso si trasferisce con la sua nuova compagna Eva Gouel  al 242 di Boulevard Raspail e poi al 5 bis di rue Victor Schoelcher.

Montparnasse

A Montparnasse c’era anche il ristorante preferito di Modigliani Chez Rosalie, 3 rue campagne Première. Era di proprietà di una donna italiana e serviva numerosi piatti della cucina nazionale. Proprio nel ristorante avviene uno dei primi fatali incontri sentimentali del pittore livornese, quello con Beatrice Hastings. Una relazione travagliata che termina bruscamente nel 1916. Lo stesso anno Leopold Zborowski un commerciante d’arte polacco rimane affascinato dai quadri di  Modigliani e gli propone di trasferirsi a casa sua (3 rue de Joseph Bara) dove avrebbe potuto lavorare senza preoccuparsi di nulla offrendogli un fisso mensile di 15 franchi al giorno e tutto il necessario per dipingere.

Jeanne

L’anno seguente incontra Jeanne Hèbuterne e poco dopo i due andranno a vivere insieme in un piccolo atelier al numero  8 rue de la Grande-Chaumière.  Finalmente Zborowski riesce ad organizzare la prima personale dell’artista. Guarda caso proprio presso la galleria di Berthe Weill (50 rue Taitbout) che come sappiamo aveva venduto il primo quadro di Picasso. I famigerati nudi di Modigliani crearono scandalo e la mostra fu chiusa prima del tempo. Sul finire del 1918 la salute di Modì peggiora, eppure rifiuta di curarsi e continua a lavorare indefessamente. La fine arriva poco più tardi. Una sera di gennaio del 1920 Dedo viene portato in ospedale, non c’è nulla da fare è già in coma. Muore alle otto di sera del 24 gennaio. Aveva 35 anni. Jeanne si suiciderà subito dopo all’alba del 25 gennaio al nono mese di gravidanza. Aveva 21 anni. Per ironia della sorte  come scrive Veneziani

Lo stesso giorno dei funerali di Modigliani al civico 43 dell’elegante boulevard Malesherbes, la Galerie Devambez, una delle più importanti di Parigi, esponeva dodici suoi dipinti all’Exposition de peinture moderne  curata da Paul Guillaume

 

Un consiglio. Prendete una cartina di Parigi e segnate tutti gli indirizzi citati e vivetela con gli occhi di questi straordinari artisti la cui vita è appassionante tanto quanto la loro arte.

Il libro di Jacopo Veneziani che negli ultimi giorni mi ha fatto compagnia e ha ispirato questo articolo.

Jacopo Veneziani 

La Grande Parigi

Feltrinelli    (30€)

Anna Maria Di Francesco

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