ITALIA – Con la sua nuova raccolta di poesie, “L’anima non vola”, Laura Mancini torna a esplorare le complessità dell’animo umano. Ho avuto il piacere di incontrarla e vi racconto qui della nostra chiacchierata.
Con la sua nuova raccolta di poesie, “L’anima non vola”, Laura Mancini torna a esplorare le complessità dell’animo umano. Conosco la scrittrice grazie al suo Blog Candy Valentino ed ho avuto il piacere di intervistarla prima della presentazione di un suo libro.
Pubblicato da Cose Note Edizioni, con la prefazione a cura di Marilde Trinchero, il libro è un viaggio tra sogni infranti, illusioni e l’irrequieto dialogo tra anima e corpo. I versi evocano una natura che non è solo paesaggio ma anche rifugio e specchio delle emozioni.
Abbiamo incontrato l’autrice per discutere del suo ultimo lavoro, del ruolo della poesia nella società contemporanea e di come questo genere stia trovando nuovi modi per dialogare con il pubblico.
Laura, il tuo libro sembra parlare di attese, sogni e illusioni. Qual è stato il punto di partenza per questa raccolta?
Alcuni componimenti nascono da esperienze personali, tuttavia non definirei questa raccolta solo come un’opera dedicata al tema dell’amore, come alcuni hanno ipotizzato: è più un’indagine sulle dinamiche dell’anima, sulle sue aspettative e sui suoi limiti. Spesso desideriamo cose che non si realizzano, oppure che si concretizzano in modi diversi da ciò che immaginavamo.
La natura sembra giocare un ruolo importante nelle tue poesie. Perché questa scelta?
La natura è stata una grande fonte d’ispirazione. Sabbia, mare, sole e luna ricorrono spesso nei miei versi. Attraverso questi elementi, l’anima prende forma e si esprime. Anche la fisicità e la corporeità nella loro concretezza, però, entrano prepotentemente nei componimenti, rendendoli più vividi. Si tratta di un intreccio tra il mondo interiore e quello esterno, che mi ha permesso di creare una connessione profonda tra emozioni e paesaggi.

Come viene rappresentato invece il tempo in queste poesie?
Il tempo è evocato come un elemento che porta cambiamento e consapevolezza, ma anche rimpianto. In Tardiva, ad esempio, l’arrivo di un raggio di sole a ottobre diventa simbolo di un amore passato, mentre in Cicatrici, il tempo è visto come un possibile guaritore, anche se ambiguo.
Alcune immagini ricorrono frequentemente nelle tue composizioni: odori e sensazioni tattili come “fili” che legano i ricordi al presente; luci e ombre a esprimere emozioni contrastanti. Parlaci di più del linguaggio che hai adottato.
Il linguaggio è semplice e diretto, ma con la ricerca di una maggiore capacità evocativa rispetto ai miei componimenti del passato. Le metafore sono delicate e cariche di emozione, come in Polvere, dove il pianoforte diventa simbolo di un rapporto ormai silenzioso.
Le poesie non seguono schemi rigidi di rime o metrica, la forma è libera e riflette il fluire delle percezioni e dei moti interiori. Questa scelta amplifica il senso di immediatezza e intimità.
La poesia oggi è spesso vista come un genere marginale. Secondo te, perché?
Credo che la poesia soffra di un pregiudizio di “inaccessibilità”. È percepita come difficile, riservata a pochi e questo distacco si è acuito con la crisi dell’umanesimo in Italia. Viviamo in una cultura veloce, visiva, che lascia poco spazio alla lentezza della riflessione poetica. Nonostante ciò, non credo che la poesia sia in crisi definitiva: si sta adattando. I social, ad esempio, hanno aperto nuove porte ai versi che stanno tornando ad essere fruiti in forme brevi e immediate.
E tu due social te ne intendi! Ricordo infatti ai lettori la doppia anima di Laura Mancini con il suo Blog Candy Valentino.
Cose Note Edizioni ha un ruolo centrale nella pubblicazione del tuo libro. Quanto sono importanti le case editrici indipendenti per la poesia in Italia?
Moltissimo a mio avviso! Le grandi case editrici spesso si concentrano su generi che garantiscono guadagni certi, ma alcune piccole realtà come Cose Note Edizioni per fortuna ancora scommettono sulla poesia, dando spazio a progetti di nicchia e autori emergenti. Senza di loro, molte voci rischierebbero di non essere ascoltate.
Con “L’anima non vola”, Laura Mancini ci invita a riflettere sull’imperfezione e sulla vulnerabilità che accomunano tutti. Poesie che parlano di amore, attesa, perdita e speranza, ricordandoci che anche le cicatrici hanno una bellezza propria: quella di sigillare ricordi e sogni.
Non resta quindi che lasciarsi trasportare dalla potenza dei versi.
Il libro è disponibile negli store online e in alcune librerie d’Italia e si trova in vendita qui

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