ITALIA – Esce nelle sale la riduzione cinematografica del capolavoro di Bulgakov. Tutto perfetto. Persino troppo. Anzi: tutto, troppo. Troppo materiale, troppo perfetta la fotografia, troppo perfetti gli effetti speciali. Non c’è una sola immagine che emozioni veramente, perché è un film che non è stato realizzato col cuore. Sospettiamo che l’idea dell’adattamento di un romanzo così tanto storicizzato abbia fatto gola per via di un possibile appeal commerciale, e nulla più.
Tanta forma e poca sostanza
Ma avere il polso di ferro e una certa qual dose di ambizione non sono caratteristiche bastanti a fare di un film un’opera degna di attenzione. E così la storia del Maestro e di Woland, con gli intrecci della vita in Russia nel secolo scorso e più indietro fino al mito fondatore di Joshua Hanozri e di Ponzio Pilato si perde in mille rivoli visivi senza incidere minimamente, non ostante una perfezione formale fredda e per nulla incantatrice.
Non ci interessano in questa sede le polemiche che hanno visto Michail Loskin, il regista, accusato di essere filo-ucraino dal governo russo. C’è poca attualità in quest’opera, come c’è anche poco della iniziazione di Margherita – se non una lunga teoria di incontri rituali – e di conseguenza c’è poco pathos, poca capacità di passare sottobanco concetti complessi come avviene invece col romanzo originale di Bulgakov.

Un film che verrà spazzato via da altre mode e altre forme di attualità
Ero stato lontano dalle sale qualche settimana, e questa capatina non è certo stata la miglior presentazione possibile alla nuova stagione cinematografica estiva. E’ il caso forse di cercare altrove quel lavoro visionario che deriva dall’esperienza di esseri umani: tutto sommato, questo film sarebbe potuto essere stato girato con la sola AI, tanto è privo di vissuto, di spunti, di tracce mnestiche o di una ipotesi di come sia fatta la realtà o di come si possa mettere mano ad essa.
E’ vero, il cinema è anche questa cosa gonfiata, questo giocare con la superficie senza arrivare a un fondo, a una verità qualsiasi, per quanto piccola e provvisoria. Cosa che piace molto. Soprattutto al pubblico generalista. Non sappiamo se questo lavoro avrà o meno successo al botteghino, ma di sicuro si farà dimenticare in fretta, sommerso dall’attualità e dal continuo avvicendarsi di nuove opere. E, per una volta, non è un male.

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