Venezia 82: Delitto e castigo

Venezia 82: Delitto e castigo

VENEZIA 82 – In concorso abbiamo visto il penultimo film italiano, Elisa di Leonardo Di Costanzo. Ispirato al saggio Io Volevo ucciderla dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali. Protagonista Barbara Ronchi. Fuori concorso nella sezione no fiction il ritratto di Roberto Andò del grande fotografo siciliano Ferdinando Scianna. 

Venezia 82 si avvia alla conclusione. Sabato 6 settembre la serata finale con l’assegnazione dei premi. Intanto ieri in concorso un altro film italiano, Elisa regia di Leonardo Di Costanzo. L’ispirazione proviene dal libro Io Volevo ucciderla dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali.

Leonardo Di Costanzo a Venezia 82 foto Martina Dal Piano per MyWhere

Da sempre, dice il regista, mi sono occupato del tema della colpa. Del libro dei due criminologi mi attirava l’idea trasformativa del personaggio. L’idea di vedere il colpevole come un essere umano in trasformazione senza inchiodarlo per sempre alla sua colpa.

Barbara Ronchi protagonista del film Elisa foto di Martina Dal Piano per MyWhere

Elisa, interpretata da Barbara Ronchi, è in carcere per aver ucciso la sorella. Sembra però aver rimosso la colpa. Con l’aiuto di un criminologo affronta il difficile lavoro di ricerca su sé stessa che la conduce gradualmente all’assunzione di responsabilità del suo gesto, premessa per un migliore e più efficace reinserimento nella società.

Anche Valeria Golino nel cast di Elisa foto di Martina Dal Piano per MyWhere

Il fotografo dell’ombra 

Fuori concorso nella sezione no fiction, il documentario di Roberto Andò sul fotografo siciliano Ferdinando Scianna. Entrambi palermitani hanno condiviso gli stessi riferimenti culturali e letterari, in primo luogo Sciascia. E’ un tributo a un maestro 

Ferdinando Scianna

 Entrare nella sua vita vuol dire ripercorrere una esistenza ricca di incontri con alcuni giganti della cultura del Novecento, intessuta dall’amicizia e dal continuo interrogarsi sul senso del fotografare, e sul significato che può ancora avere produrre delle immagini. Scianna rivendica la specificità della fotografia, affrancandola dall’essere una forma d’arte. È un’altra cosa, dice. Rivendica per essa la funzione insostituibile di sonda del reale in un momento storico in cui le immagini sembrano servire più a nascondere la realtà che a rivelarla, in un’epoca in cui la realtà sembra sul punto di sparire del tutto. È affascinante quando parla, Scianna, irresistibile direi.  

Un regista, un fotografo. Due visioni. Una doppia e fortunata lezione per noi spettatori. Domani in concorso l’ultimo film italiano Un film fatto per Bene di Franco Maresco, altro  palermitano, altro enfant terrible della terra di Sicilia così prodiga di figure di rilievo nel mondo della cultura.

Anna Maria Di Francesco

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