ROMA – Al Mattatoio di Roma la mostra di Vincenzo Scolamiero ripercorre 15 anni di pittura tra materia, musica e poesia. Dal 1° aprile al 17 maggio 2026.
Dal 1° aprile al 17 maggio 2026 il Mattatoio di Roma presenta Vincenzo Scolamiero. Con qualche parte della terra, una mostra che attraversa quindici anni di ricerca dell’artista.
Promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Twiceout, l’esposizione offre una visione ampia e articolata del percorso di Vincenzo Scolamiero, docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
In mostra oltre trenta opere tra tele, tavole, carte e libri d’artista, che restituiscono l’evoluzione di un linguaggio pittorico sviluppato nel tempo.

Tra poesia, musica e materia
La ricerca di Scolamiero nasce dall’incontro tra pittura, poesia e musica. Un dialogo continuo che trasforma la tela in uno spazio di riflessione profonda, dove ogni segno diventa traccia di un movimento interiore.
Il titolo della mostra, ispirato a un verso di Louise Glück, suggerisce un rapporto intimo e totale con il mondo, che nelle opere emerge attraverso dettagli minimi e silenzi visivi. La pittura si costruisce così intorno al vuoto, inteso non come assenza ma come elemento strutturale.

Un percorso in evoluzione
L’esposizione accompagna il visitatore lungo un percorso che parte da composizioni essenziali, sospese e rarefatte, per arrivare progressivamente a lavori più complessi e stratificati.
In questo sviluppo si avverte sempre più forte il legame con musica e poesia, richiamato anche nei titoli delle opere che dialogano con figure come Piero Bigongiari e Luigi Nono.
Il risultato è una pittura in equilibrio tra astrazione e figurazione, capace di restituire ritmo, respiro e movimento.

Vincenzo Scolamiero: il gesto e la materia
Al centro del lavoro di Scolamiero c’è la sperimentazione tecnica. Pigmenti, oli, inchiostri e acrilici convivono in una pratica che coinvolge interamente il corpo dell’artista.
La pittura nasce da un gesto lento e consapevole, costruito attraverso stratificazioni, velature e variazioni luminose. Il segno si fa così esperienza fisica, in cui mano, corpo e respiro diventano parte integrante dell’opera.

Un artista tra ricerca e riconoscimenti
Nato nel 1956, Scolamiero ha costruito nel tempo un percorso riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Ha partecipato a manifestazioni come la Quadriennale di Roma e la Biennale di Venezia, e le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private.
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue edito da De Luca Editori d’Arte, con contributi critici di Francesca Bottari e Maria Vittoria Pinotti.





