Arriva al cinema Nino: l’intervista al protagonista Théodore Pellerin

Arriva al cinema Nino: l’intervista al protagonista Théodore Pellerin

ITALIA – Dopo i grandi festival cinematografici arriva nelle sale italiane “Nino”, un film della regista esordiente Pauline Loquès. Ne abbiamo parlato con il protagonista Théodore Pellerin.

Presentato alla Settimana internazionale della critica del Festival di Cannes 2025 e successivamente alla Festa del Cinema di Roma 2025, finalmente “Nino” arriva nelle sale italiane. Il giovane protagonista Nino Clavel, interpretato da Théodore Pellerin, scopre improvvisamente di avere un tumore alla gola.

La regista e sceneggiatrice di “Nino” Pauline Loquès

L’opera prima della regista e sceneggiatrice francese Pauline Loquès è il delicato racconto dei tre giorni che vanno da questa terribile scoperta al giorno in cui dovrà iniziare il suo percorso terapeutico. Seguiamo questo personaggio solitario e silenzioso che cerca di prendere coscienza di sé e del mondo che lo circonda. Tra festeggiamenti, strani incontri e ritorni dal passato, Nino ricomincia a vivere proprio quando la morte sembrava incombere su di lui. Qui il trailer in italiano del film.

L’intervista al protagonista Théodore Pellerin

Théodore Pellerin intervistato il 15 aprile 2026 presso Villa Medici a Roma – foto MyWhere

Nella splendida cornice di Villa Medici a Roma abbiamo avuto la possibilità di parlare di “Nino” con il suo protagonista Théodore Pellerin che si è dimostrato estremamente disponibile nel rispondere alle nostre domande.

C’è un momento nel film in cui Nino incontra in bagno un uomo che gli offre il dopobarba e Nino dice che non ha la barba. Allora l’uomo risponde di non preoccuparsi perché la barba non simboleggia quello che è l’uomo, e alla domanda di Nino su cosa simboleggi cos’è l’uomo risponde “la stessa cosa che simboleggia cos’è la donna. Secondo te il modo in cui Nino interpreta questa cosa è un punto chiave nel film? E qual è la tua interpretazione personale?”

Sinceramente non lo so, dargli un significato pratico o reale potrebbe anche ridurre la poesia di questa frase. Questo personaggio – quello dell’uomo nel bagno – è un personaggio abbastanza strampalato, arriva ed è come se portasse una vasta gamma di possibilità, d’immaginazione, di poesia. Se vogliamo dare una spiegazione più intellettuale, sappiamo che Nino è molto confuso e chiuso nel suo corpo, non è una persona libera e liberata e quando l’uomo gli dice “quello che fa un uomo è la stessa cosa che rende donna una donna” è forse proprio l’idea di uguaglianza. Non è stato qualcosa a cui abbiamo pensato in modo più razionale, forse ognuno lo può leggere come vuole.”

Il tema dell’infertilità in “Nino”

Uno dei temi di questo film è sicuramente il rischio dell’infertilità, che noi abbiamo visto in molti altri film dal punto di vista femminile. Qui in Nino invece lo vediamo dal punto di vista maschile. Come ti sei sentito ad interpretare questa sfaccettatura del personaggio?”

Diciamo che inizialmente questo tema del dover raccogliere e conservare lo sperma per non rischiare l’infertilità ruota al fatto di doverlo fare in quei tre giorni – la fascia temporale che è narrata nel film -. Prima non ci aveva mai pensato, deve iniziare la chemio e c’è solo l’urgenza di un dato di fatto, di una realtà. Poi però secondo me dopo tutto il film è legato a questo slancio verso la vita.

Il personaggio di Nino fino a quel momento era un personaggio piuttosto bloccato per tutto quello che riguardava la sua vita. Poi scopre di avere un cancro alla gola che è il risultato di un papillomavirus, di una malattia a trasmissione sessuale, e questa necrosi alla gola è come se lo portasse ad una necrosi di tutti gli slanci verso la vita. Nel momento in cui gli viene comunicato di avere una malattia forse mortale l’idea invece di dare la vita… sicuramente ti porta in tutta un’altra direzione. Nino ha perso il padre quando era piccolo, sicuramente questo tema per lui è molto importante; così come c’è la paura di ritrasmettere quest’idea di morte donando il suo sperma.

C’è una scena con la sorella di Sofian – il migliore amico di Nino – che dice che ha paura che congelare in quel momento i suoi ovuli vorrà dire trasmettere la sua ansia del momento ai figli nati da essi. Per Nino c’è la paura di trasmettergli un cancro, ma anche di trasmettere l’inevitabilità della morte. Sicuramente il tema della genitorialità è molto importante per la regista Pauline: ha avuto un figlio quando era molto giovane ed un altro poco dopo.

Una scena tratta da “Nino” con la sua amica d’infanzia

C’è una frase che dice un’amica a Nino, e cioè che i bambini ti vogliono bene qualunque cosa tu faccia, comunque ti amano. E per Nino, che forse è un po’ carente di amore nonostante sia circondato da tanti affetti e tante persone, l’idea che un bambino ti amerà in maniera incondizionata perché dipende da te è sicuramente importante. E poi si, hai ragione sul tema dell’infertilità: per gli uomini è diverso perché non hanno una temporalità così limitata come quella delle donne. Quindi forse tornando alla domanda precedente forse quello che rende un uomo uomo e una donna una donna è questo, a volerci pensare.”

Il ruolo dell’attore e la scelta della sceneggiatura

Successivamente Pellerin ha parlato dei suoi futuri progetti e di come stia cercando un ruolo giusto da interpretare. Ritiene che in generale il ruolo dell’attore sia passivo rispetto a quello degli sceneggiatori e dei registi.

Prima abbiamo parlato del ruolo dell’attore come passivo, ma immagino che quando leggi una sceneggiatura ci sia qualcosa che ti colpisce. Cosa ti ha colpito di questa sceneggiatura? E in generale, cosa vorresti vedere rappresentato o ti piacerebbe interpretare in particolar modo?

“Se sapessi cosa mi piace vedere al cinema, e soprattutto se sapessi scrivere allora scriverei delle cose, ma purtroppo non sono dotato di questo talento. Quello che mi ha attratto in questo ruolo è un po’ quello che ho cercato di dire in questa nostra conversazione: è proprio il rapporto che Nino ha con la vita e con la mortalità, è un personaggio che ritorna alla vita con la liberazione della parola, la liberazione sessuale, il suo rapporto con l’infanzia e con questo bambino – il figlio dell’amica con la quale si confida -, è un personaggio che viveva sconnesso e fuori dalla realtà e che invece ritorna verso la vita.”

Théodore Pellerin in una scena di “Nino”

Quando esce al cinema “Nino”

Grazie a Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures, “Nino” arriva nei cinema italiani dal 30 aprile. Non perdetevi il delicato racconto di Pauline Loquès e la splendida interpretazione di Théodore Pellerin.

Testo e intervista a cura di Eva Forti e Giulia Ricci

Eva Forti

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