ITALIA – In occasione del No Diet Day 2026, la nutrizionista Chiara Manzi rilancia il concetto di alimentazione senza rinunce. Attraverso la Medicina Culinaria e il Metodo Scientifico Cucina Evolution, anche piatti considerati “proibiti” come carbonara, fritti e dolci possono diventare parte di uno stile di vita equilibrato.
Il 6 maggio si celebra il No Diet Day, giornata internazionale nata per dire no alle diete drastiche e al rapporto conflittuale con il cibo. Un’occasione che Chiara Manzi, nutrizionista e docente universitaria di Medicina Culinaria, utilizza per lanciare un messaggio chiaro: il problema non è il cibo, ma il modo in cui viene cucinato.
Secondo Manzi, eliminare piatti iconici della tradizione italiana non è la soluzione. La vera sfida è imparare a riformularli attraverso tecniche di preparazione più attente al profilo nutrizionale.
Dalla carbonara ai dolci: i cibi “riabilitati”
Tra i simboli di questo approccio c’è la carbonara, spesso considerata un piatto troppo calorico. Con il Metodo Scientifico Cucina Evolution, spiega Manzi, può essere alleggerita senza modificare gli ingredienti, intervenendo su tecniche, dosi e abbinamenti.
Anche la frittura viene rivalutata. Se eseguita correttamente, con temperature controllate e oli adatti, può ridurre l’assorbimento di grassi e preservare meglio alcuni nutrienti.
Lo stesso vale per i dolci, realizzati con ingredienti alternativi come fibre prebiotiche, eritritolo e inulina. L’obiettivo è ridurre l’impatto glicemico senza rinunciare al gusto.
Tra i piatti “riabilitati” figurano anche pasta e lasagna, reinterpretate secondo criteri nutrizionali più equilibrati ma fedeli alla tradizione.
Cos’è la Medicina Culinaria
Alla base di questo approccio c’è la Medicina Culinaria, disciplina codificata negli Stati Uniti nel 2008 e introdotta in Europa da Chiara Manzi insieme al medico Michele Rubbini.
Si tratta di una branca che unisce nutrizione e tecniche di cucina, con l’obiettivo di prevenire patologie e migliorare il benessere attraverso ricette basate su evidenze scientifiche. Non si concentra solo su cosa mangiare, ma soprattutto su come cucinare.
Il nuovo round di crowdfunding
Questi principi sono al centro di Antiaging Italian Food, azienda fondata da Chiara Manzi con il manager Danilo Pertosa. La società ha già raccolto oltre 800mila euro in due round di equity crowdfunding.
Il lancio del nuovo round che, nelle prime 24 ore, ha già superato i 200mila euro, entrando subito in overfunding. Un dato che conferma il crescente interesse per il mercato dell’healthy food.
«Oggi non basta più parlare di cosa mangiare», conclude Manzi. «Bisogna capire come cucinare per trasformare il cibo in uno strumento di salute».







