BASILEA – Un viaggio tra arte contemporanea, creatività e sostenibilità nella Basilea dell’Art Basel. Dai grandi padiglioni della fiera alle rive del Reno, passando per Kleinbasel e Matthäus, un racconto personale di una città multiculturale, verde e sorprendentemente accogliente.
A inizio estate ho visitato per la prima volta la mitica ART BASEL, dopo averne sentito parlare tanti anni dai miei amici veneti. In città ero già stata lustri fa, e ricordavo che mi era piaciuta ma non l’avevo così chiara in mente. Le città cambiano e cambiamo noi, e ci sono luoghi dove merita sempre tornare. Basilea è senz’altro uno di quelli per me.
ART BASEL, tra grandi opere e arte digitale
La fiera mi è piaciuta, pur se un solo giorno non basta per percorrerla per intera. Così ho deciso di cominciare dai padiglioni meno impegnativi come quello delle opere di grande formato della Hall 1 (UNLIMITED PROJECTS), sempre di un certo impatto già soltanto per le dimensioni, alcune però veramente interessanti. E quello dell’arte digitale della Event Hall (ZERO 10), che un po’ mi ha deluso, ma capisco che si tratti d’una tipologia d’arte meno adatta a scopi commerciali come quelli di una fiera. Anche se ART BASEL è molto di più di quello ormai da mezzo secolo.
Della Hall 2, la principale, quella delle gallerie, sono riuscita a visitare soltanto uno dei due piani, ma basta per avere una idea del meglio del mercato dell’arte a livello europeo e non solo. Tante opere dei migliori artisti del secolo scorso fino ai nostri giorni, che non lascerebbero esitazioni davanti a una ipotetica scelta d’acquisto se come me hai una decantata debolezza per qualcuno in particolare, come è il mio caso con Anish Kapoor. Pure lui presente con diverse opere e format per mio godimento.
Innamorarsi di Basilea e del Reno
Nonostante oltre la fiera in sé, mi sono innamorata di Basilea, della Kleinbasel, situata sulla riva nord del Reno, del suo Altstadt pieno di gente che vive il fiume in tutti i modi edonistici possibili. Dal bagno, alle jam di musica dal vivo di ogni genere, ai barbecue, all’aperitivo in costume, al ballo, alla performance artistica di ogni tipo.
Matthäus, tra verde urbano e creatività
Mi sono trovata come un pesce nell’acqua nel quartiere di Matthäus, pieno di giardini verticali ovunque, dalla villa modernista più chic affacciata sul Reno, al palazzo popolare pieno di studenti o giovani lavoratori di ogni provenienza. Tutto in questi mercatini improvvisati alle porte di casa dove i vicini lasciano tutto quello che non usano più e lo regalano o lo vendono per poche monete.
Questo stand Gratis Zum Mitnehmen, dove trovi dai capi agli oggetti di decorazione, stoviglie, pezzi d’arredamento, ecc., insieme a questo verde sporgente da per tutto, rendevano il cemento urbano molto più piacevole e armonioso, e mi trasmettevano una sensazione di accoglienza e di benessere che mi facevano pensare “mi piacerebbe vivere in un posto così”, con questa filosofia gentile, creativa e fresca, molto easy.
Una città multiculturale e sostenibile
Anche la sua multiculturalità così integrata mi ha colpito molto. Il Reno come asse di coesistenza colorata, dove c’è posto per tutti e ognuno se la gode a modo suo, con una contaminazione spontanea e rispettosa che riempie la città di allegria e una variegata vivacità che risulta contagiosa.
Credo che Basilea sia proprio un modello di sostenibilità creativa dal quale potrebbero imparare molto le nostre città mediterranee.
Un weekend che vale il viaggio
Ho pensato che il viaggio in macchina dal Ticinese per un corto weekend di un giorno e mezzo, con 39º all’arrivo che già anticipavano l’estate definitiva del cambiamento climatico in Europa, ne valevano assolutamente la pena. E che se tornerò sarà per un soggiorno più lungo e non dimenticherò di mettere il costume nella borsa di viaggio.
Congratulazioni Basilea!
Testo e foto di Patricia Edith Carrizo per MyWhere ©
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