5 cose da fare a Milano questo week end

5 cose da fare a Milano questo week end

Siete già in astinenza da vacanze e avete già evidenziato i prossimi ponti sulla vostra nuova agenda? Siete appesantiti dai cenoni  (o forse dai parenti)? Ansiosi a causa della vostra interminabile to-do list e dei buoni propositi per il 2016? Arrivo in vostro soccorso proponendovi  5 cose da fare a Milano questo week end in tutta leggerezza.

Non c’è modo migliore per cominciare il sabato mattina coccolandosi con torte e dolci fatti in casa della caffetteria Ofelé (Via Savona 2).  La matrice gastronomica è anglosassone anche se il nome è un modo di dire milanese (Ofellee fa el tò mesté – a ciascuno il suo lavoro). Troverete succhi artigianali, spremute fresche, una selezione di tè, ma anche buonissimi pancakes e brownie, muffin e cookies, cheesecake e apple pie. Se non vi basta la colazione, ricordate che c’è sempre la merenda!

Ofelé. Caffè & Coccole - Via Savona 2, Milano
Ofelé. Caffè & Coccole – Via Savona 2, Milano

Se siete amanti dei tessuti e degli intrecci non potete perdervi la mostra Essere è Tessere a cura di Chiara Gatti, allestita alla Fondazione Stelline (Corso Magenta 61) che raccoglie 80 esempi di arte tessile selezionati dalle collezioni Canclini. Il percorso espositivo si snoda tra accostamenti di pezzi antichi, provenienti da varie culture del mondo,  affiancati per attinenza a lavori di artisti contemporanei  da Arman ad Alighiero Boetti, da Chiristian Boltansky e Daniel Buren a Christo and Jean  Claude, da Mario Della Vedova e Dorazio a Jannis Kounellis e Kimsooja, fino a Maria  Lai e Andy Warhol. Troverete anche una sequenza straordinaria dei bauli di Yves Saint Laurent o una raccolta preziosa di forbici da sartoria.

Alighiero Boetti
Alighiero Boetti

Vi è venuta fame, ma volete proseguire il vostro giretto senza ricadere in un pranzo natalizio di due o tre ore? Vi consiglio Luini (Via Santa Radegonda 16), quello del mitologico panzerotto. Sarò un inguaribile amante dei luoghi del passato e della mia infanzia, ma questa tappa secondo me è (quasi) obbligatoria.

Luini - Via Santa Radegonda 16, Milano
Luini – Via Santa Radegonda 16, Milano

Un appuntamento en plein air vi aspetta in via Montenapoleone e in via Sant’Andrea, non per fare shopping, ma per scoprire l’arte guardando per terra.  Domenica 16 sarà – infatti –  l’ultima occasione per vedere la terza edizione di Tombini Art,  in cui 24 grandi stilisti della moda, da Giorgio Armani a Ermenegildo Zegna  attraverso motivi geometrici, citazioni artistiche, simboli, icone e giungle metropolitane hanno rivestito i tombini rendendoli pezzi unici.

Tombini Art - via Montenapoleone, via Sant'Andrea
Tombini Art – via Montenapoleone, via Sant’Andrea – Milano

Siete stufi di guardare per terra? Perché non rivolgere lo sguardo al cielo presso il Civico Planetario Ulrico Hoepli (Corso Venezia, 57). Sabato e domenica  alle 15.00 e alle 16.30 c’è l’osservazione guidata del cielo per tutti. Un appuntamento imperdibile per chi  vuole conoscere il cielo e non vuole aspettare fino alla notte di S. Lorenzo per esprimere un desiderio.

Planetario Milano
Civico Planetario Ulrico Hoepli – Corso Venezia 57,  Milano

E se dopo le stelle volete continuare ad emozionarvi con uno spettacolo cult e appassionato arriva Caligola al Teatro Litta (Corso Magenta 24), con Corrado d’Elia tratto dall’opera di Albert Camus. Uno spettacolo che sorprende e commuove dalla regia graffiante ed ironica e dal montaggio quasi cinematografico, pieno di inventiva, di soluzioni sceniche originali e di suggestioni visive che ci restituiscono un Caligola postmoderno ed ironico.

Corrado D'Elia - Caligola
Corrado D’Elia – Caligola

Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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