Il Killer Tattoo di Daniela Schembri Volpe: ossessioni e esoterismo al servizio del noir

Il Killer Tattoo di Daniela Schembri Volpe: ossessioni e esoterismo al servizio del noir

ITALIA – Un noir che attraversa un’Europa dalle tinte pigmentate di macabro, i cui protagonisti viaggiano sul filo di ossessioni, tra tattoo ed  esoterismo, pronti a qualsiasi folle paradosso. Siete pronti per Killer Tattoo?

Uscito da poco per la casa Editrice Castelvecchi, il nuovo romanzo di Daniela Schembri Volpe disponibile nelle librerie ma anche online. Killer Tattoo: la strana coppia può annoverarsi fra il genere Noir sebbene esuli dallo schema del thriller classico. Un romanzo originale, a tratti comico e grottesco ambientato in tre luoghi chiave per l’autrice.

Daniela Schembri Volpe, si è molto divertita a scrivere questo libro ed ha accolto la nostra intervista.

Buongiorno Daniela, tu arrivi da una formazione grafica ed artistica. Come sei approdata alla scrittura?

La scrittura mi ha sempre appassionato. Dallo studio della storia della scrittura alla letteratura, dal giornalismo alla saggistica. Tanti anni fa, in una Torino anni Novanta, impaginavo dei periodici. Il mio capo di allora mi chiese di scrivere degli articoli, da allora non ho più smesso di scrivere approdando poi dopo diversi corsi di editoria a collaborare con case editrici e a svolgere la professione di editor. Ora sono anche giornalista pubblicista…

 

Nella tua biografia vediamo che hai scritto anche un libro d’avventura per bambini ambientato a Natale.

È Natale per tutti è un giallo per ragazzi, una storia che amo molto, si svolge a Torino nella settimana di Natale. Viene rapito un cane poliziotto e un gruppo di adolescenti si scatena alla sua ricerca. Il mistero verrà risolto grazie all’arguzia di un ragazzo diversamente abile.

Come sei approdata  al genere Noir?

Ho editato diversi noir e ho fatto una scommessa con me stessa: scrivere un noir grottesco in cui non si ripetesse il classico schema omicidio, scientifica, commissario, assassino. Insomma, leggendone un certo numero ho trovato che ci fosse poca capacità di costruire un racconto noir che uscisse fuori dagli schemi soliti del noir nostrano territoriale.

Tu sei palermitana d’origine e torinese d’adozione. Come vivi nella tua quotidianità e nella tua arte, queste due città così diverse fra loro?

Palermo l’ho vissuta poco. Certo mi manca il clima e quel quasi perenne cielo azzurro e la spontaneità d’espressione tutta siciliana. Torino ha delle potenzialità enormi e mi piange il cuore vedendo che non vengono sfruttate fino in fondo, un po’ per chi la amministra, un po’ per quella che io chiamo “sabaudade”, quel vivere tutto torinese che non è malinconia ma un modo di essere dal fare da sé senza “disturbare” nessuno a quel briciolo di sana diffidenza che un torinese ha nel dna, all’essere naturalmente gentili (o falsamente come si dice).

Adesso parliamo del tuo nuovo libro “Killer Tatoo”. Che effetto ti ha fatto scrivere un Thriller?

Mi sono messa alla prova e non poco; dopo la prima stesura ho cambiato il temperamento di un personaggio, ho trasformato in cattivo un altro personaggio, ho variato il finale! Insomma un “effetto” di difficoltà nella continua ricerca della perfezione dell’intreccio, dello stile, del lessico…

Vuoi parlarci di Emmo, il protagonista del tuo romanzo…

Io amo Emmo! Emmo è un personaggio che per amore delle sue passioni muta e si dissocia dalla vita di sempre. Ci riesce bene e quasi lo vedo uscire dalle pagine vestito da influencer patinato, con la massa di pigmento che gli tatua il corpo. È una figura del male ma con un modo di fare che conquista.

Quando i personaggi si spostano a Londra, si legge una certa euforia di fondo. Cosa ti ha suscitato mentre scrivevi la storia ambientata a Camden Town?

Sono stata a Camden più volte e lo trovo un luogo elettrizzante! La scena della finale della tattoo convention non potevo che immaginarla in quel luogo di Londra.

Concludi il tuo libro ringraziando le persone a te vicine ma sopratutto con la frase “never give up”… Come mai hai scelto questa frase importante?

È una frase che dedico a noi donne, anche quando le difficoltà ci sommergono, abbiamo una capacità unica di resilienza. Non darsi mai per vinte, credere in noi stesse, non permettere mai che qualcuno uccida i nostri sogni!

Carmen Bartolone

2 Responses to "Il Killer Tattoo di Daniela Schembri Volpe: ossessioni e esoterismo al servizio del noir"

  1. Giuliana D'Urso   22 Novembre 2020 at 23:26

    Mi piacciono i noir, e questo libro, anche se sembra non un noir tradizionale mi incuriosisce comunque. E magari potrebbe essere un’idea anche per un regalo natalizio. Visto che non si può andare in giro in questo periodo, viaggiamo almeno con la fantasia!

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  2. Carmen Bartolone
    Carmen   25 Novembre 2020 at 21:00

    Grazie Giuliana, la curiosità accende gli animi!

    Rispondi

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