Bando al superfluo: ecco chi era Stanley Kubrick

Bando al superfluo: ecco chi era Stanley Kubrick

ACCADDE OGGI – Il 7 Marzo 1999 muore uno dei più grandi cineasti del ventesimo secolo, un regista che non ha mai girato niente d’inutile o scontato.

Tutti hanno visto i suoi film ma in pochi conoscono il volto di Stanley Kubrick. Questo dice tanto della sua personalità, del suo modo di gestire la notorietà nell’ombra. È stato bello vederlo muoversi in un ampio numero di generi cinematografici, di vicende così diverse ed interessanti che da qualche anno mancano ai suoi fans. Vi avevamo parlato di lui nella fotografia. Ha diretto in totale solo tredici lungometraggi, ma in ogni sceneggiatura c’era un fine preciso. Mai un’idea stupida.

STANLEY KUBRICK: LO SCANDALO DELL’OSCAR

stanley kubrick

Io rispetto le giurie, le gare, quelle competizioni dove normalmente vince il migliore. Aborro invece le sfide nelle quali non vince il più bravo, quelle stipate di facce false e stempiati che consegnano statuette a personaggi ai margini del talento. È uno scandalo che Stanley Kubrick non abbia mai vinto un Oscar per la regia o la sceneggiatura. I suoi film, sempre candidati, hanno avuto una misera elemosina.

Hanno fatto incetta di statuette minori – con tutto il rispetto -, non andando però mai nemmeno vicine a quelle più importanti. Strani algoritmi, obesi abbuffati di tacchino hanno votato altro, altri. In tanti hanno detto che Kubrick è un genio, che piace, che è il perfetto capitano di un vascello di fantasie e realtà, che non stona con il cannocchiale e la scimmia sulla spalla. E invece al massimo è stato apprezzato come abile nocchiere.

Dico. Avete visto i suoi film? Com’è possibile che questo signore del cinema non abbia vinto un Oscar? Ha girato la guerra, il noir, il thriller, il dramma, la satira politica, la fantascienza spaziale, la storia, la fantascienza sociologica, l’erotismo, l’horror psicologico. E lo ha fatto sempre in modo unico, profondo, ha affrontato il mondo conoscendolo a fondo. Inizio questo articolo con amarezza, con la certezza che ormai nessuno potrà dare a quest’uomo quello che avrebbe meritato.

STANLEY KUBRICK, MAI UN’IDEA BANALE: FULL METAL JACKET

cattivi stanley kubrick

La potenza di questa pellicola del 1987 è senza pari. Già dal titolo, deciso personalmente da Kubrick, si capisce quanto questo film entrerà nella testa dello spettatore senza uscirne più. Full Metal Jacket è la guaina in ottone ramato dei proiettili incamiciati, di quegli oggetti protagonisti di guerra, morte, dolore, violenza. Il modo unico nel quale Kubrick racconta l’addestramento umano ad uccidere mette spavento. Una realtà che molti tentano d’insabbiare, un modo di emergere pericoloso e spietato fatto di crocifissi baciati e umiliazioni. Una storia di contraddizioni e mezze verità che viene trattata con forza da un uomo che non ha paura a far capire come la pensa. Un mondo eroico distrutto con scene dissacranti. Mette in mostra la fragilità di chi si trova nel posto sbagliato e la prepotenza di chi invece usa quelle debolezze con codardia.

Proprio in questi giorni consiglierei la visione di questo film ad alcuni personaggi influenti russi. Vedere questo film sul grande schermo, toccare con mano la guerra, potrebbe far capire perché serve starne lontani. Kubrick mostra il prima, il durante, il dopo ed in ogni fase l’unico lato positivo che emerge è la naturale fratellanza umana, la nostra indole a salvare il compagno. In questo film la violenza perde su tutti i fronti contro il dialogo. Capolavoro assoluto!

2001 ODISSEA NELLO SPAZIO

stanley kubrick

Altro film di successo planetario del quale non mi soffermo sulla trama, perché anche in questo caso la conoscerete tutti. Questo lungometraggio del 1968 rappresenta una svolta epocale per il cinema di fantascienza, è una pietra miliare del genere. Nessuno prima di Kubrick aveva evocato così potentemente l’ignoto oltre il sistema solare. Mai prima l’uomo era stato un vero protagonista di un viaggio così remoto.

In questa pellicola c’è più dello spazio, di astronavi o pianeti. Questa storia la possiamo definire filosofica, quasi una metafisica ricerca del significato della vita. Che ruolo abbiamo nell’universo? L’opera di Kubrick è unica, irripetibile, una bobina immortale del cinema. Sceglie musiche originalissime: perfette per le tematiche spaziali ed il problematico rapporto con l’intelligenza artificiale. Un film suggestivo, una favola apocalittica sul destino dell’umanità e sullo sviluppo della tecnologia.

Questa avventura spaziale è, a tutti gli effetti, un lungo viaggio per trovare noi stessi ed è ancora attuale. George Lucas, il papà di Guerre Stellari, è stato influenzato dal maestro Kubrick ed ha dichiarato:

Negli anni ’50 la scienza ha prevalso sulla fantasia e il romanzesco è stato più o meno abbandonato, man mano che i viaggi nello spazio e la tecnica venivano in primo piano. In questo filone, il capolavoro è 2001: Odissea nello spazio, uno dei miei film preferiti, in cui tutto è scientificamente esatto e immaginato partendo dal possibile. È veramente l’apice della fantascienza.

SHINING

30 Film Horror Spaventosi:

Anno 1980 esce questo altro diamante prezioso. Tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, questo film ti lascia senza fiato. Il genio di questo regista regala a Jack Nicholson la più grande interpretazione della sua vita, una storia così reale e allo stesso tempo incredibile da suscitare paura dal primo all’ultimo secondo. L’abilità di Kubrick sta proprio nell’usare le parole di King mettendo in luce la tranquillità di una famiglia e l’incontro con eventi inquietanti.

Quando la monotonia si scontra con l’impossibile i fuochi d’artificio non tardano a scoppiare. Kubrick ha avuto il merito di avvicinare la pazzia alla normalità passettino dopo passettino, corridoio dopo corridoio. Ancora a carnevale uno dei costumi di coppia più gettonato è quello delle gemelline: nei negozi di settore vanno a ruba quei vestitini anni Cinquanta pieni di pizzi rosa. La pace schiacciata dalle facoltà extrasensoriali, la neve che congela la vita terrena in virtù dell’oscuro passato di quel luogo abbandonato. È anche questo un cult movie, un altro Oscar mancato per motivi non chiari al genere umano, o almeno a me che la ritengo una pellicola inimitabile. Questa storia girata in modo magistrale è entrata nell’immaginario collettivo del pianeta Terra ed è stato classificato dai più grandi critici cinematografici del mondo come il miglior horror psicologico di tutti i tempi.

Nel giorno della sua morte, ci teniamo a ricordare il più grande regista di tutti i tempi fra quelli che non hanno mai vinto il premio Oscar.

Francesco Danti

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