Crush, il Manifesto Globale di Fabio Ferrone Viola

Fare arte riciclando. Fare arte attraverso rifiuti in plastica, tappi di bottiglia e lattine schiacciate. Sono queste le opere che potete ammirare dal 5 al 31 luglio al Complesso del Vittoriano nella mostra Crush-Manifesto Globale di Fabio Ferrone Viola. Noi di MyWhere siamo stati all’anteprima e vi possiamo assicurare la rassegna va assolutamente vista.

Partiamo dal titolo. Crush si riferisce al gesto attorno a cui ruota tutta la ricerca dell’artista, ovvero schiacciare lattine accartocciate raccolte per strada. Da questo il termine “crushismo”, coniato dallo stesso Ferrone Viola, espressione che descrive la sua particolare tecnica esecutiva per realizzare qualcosa che possa essere ancora una volta “utile”, rivestendo i “rifiuti” di una nuova dignità artistica. Ed è proprio in questo contesto che si inseriscono le 30 opere proposte dall’artista per la mostra al Vittoriano. Le creazioni di Ferrone Viola sono state infatti realizzate assemblando lattine e materiali di scarto, e trasformando i rifiuti in risorsa. Prendono così forma artistica svariati tipi di materiali: non solo lattine ma anche scatole e tappi di plastica, cassette di legno e pezzi di oggetti smontati, pc, residui di schede madri e i più disparati materiali di scarto, facendo di questa mission il fil rouge di tutta la sua ricerca.

“Schiacciare è la forma d’arte che uso per far capire il mio stato d’animo- racconta l’artista– Ho trovato lattine schiacciate ovunque e così ho cominciato a raccoglierle e metterle da parte: da New York a Parigi, dall’Asia all’Africa ho avuto modo di verificare quanto comune sia questo gesto di inciviltà, e ho cominciato a pensare di realizzare qualcosa utilizzando questi rifiuti e riproporli come veicolo d’arte per lanciare uno spunto di riflessione, un messaggio d’amore che possa smuovere le coscienze e ricominciare a far apprezzare la bellezza che ci circonda”.

Lo spettatore viene quindi invitato a una conversione ecologica globale, in forte contrapposizione con la cultura “usa e getta” e il circolo vizioso del consumismo.

Quella di Ferrone Viola è arte vera come forse poche lo sono, un’arte che evade da schemi preesistenti per farsi voce di un grande impegno nell’ambito delle politiche green attraverso una nuova espressione compositiva.

La risposta del pubblico è stata sorprendente. La serata inaugurale ha registrato più di 1000 presenze con molti omaggi da parte di illustri cittadini romani e non solo: da Sandra Carraro alle attrici Camilla Filippi, Stella Egitto, Mia Benedetta, Manuela Morabito; e poi Giovanni Anversa, Alessandro D’Alatri, Melania Rizzoli, Massimiliano Violante, Sabrina Colle, Francesca Ferrone, Maria Leitner, Manuela Moreno, Carlotta Mannu, Cristina Pedersoli.

Sempre d’impatto la sorprendente lectio magistralis tenuta da Vittorio Sgarbi – che ha curato il testo critico in catalogo della mostra – offrendo una personale chiave di lettura dell’arte e delle opere del giovane artista: “Un artista che dopo la prima grande personale sarà da tenere in considerazione sul piano artistico e ambientale”.

Insomma Crush- Manifesto Globale è una mostra che cattura, fatta di esperienze e passioni, ma anche di sentimenti di paura e insofferenza rispetto all’avanzare del degrado ambientale. Vi stupirà!

Al Complesso del Vittoriano, Ala Brasini di Roma
dal 5 al 31 luglio 2016

Info

Crush Manifesto Globale

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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