Alla scoperta del fantastico e spaventoso mondo di Escape Room

Alla scoperta del fantastico e spaventoso mondo di Escape Room

ROMA – Enigmi, Rebus, scenari horror e cinematografici. Avete un’ora per uscire dalle stanze (o spazi) dei segreti. Credete di farcela? Per conoscere ogni dettaglio su un format che sta spopolando in tutta Italia, abbiamo intervistato Spartaco Del Grande, proprietario di Escape Room Roma L’Originale, inventore della nuovissima modalità interattiva Real Movie Experience.

A Roma, come in tutte le più grandi città d’Europa, è scoppiata da qualche anno la Escape Room Mania! Il successo della stanza dei segreti è in continuo aumento e tutti, ma proprio tutti si sono appassionati! In cosa consiste? Chiusi in una stanza per un tempo limitato dovrete riuscire con i vostri amici a trovare la via di fuga sciogliendo tutti gli enigmi all’interno della stessa. Nel corso degli anni, le varie stanze sparse per tutta la città hanno apportato migliorie e innovazioni, e tra le più attrattive e originali, c’è sicuramente quella proposta da Escape Room Roma L’Originale, la prima Escape della Capitale. Infatti, all’interno dei loro “spazi” (attenzione a non chiamarle stanze!) si aggirano i personaggi dei film a cui le stanze sono ispirate, per immergersi ancora di più nell’atmosfera. Con la loro “Real Movie Experience” vi sentirete ancora più partecipi e attivi nel gioco.

Ma come funziona esattamente questa esperienza unica a Roma? Per capirci di più abbiamo intervistato il proprietario, Spartaco Del Grande, che ci aiuterà a destreggiarci al meglio nel gioco

ESCAPE ROOM: INTERVISTA A SPARTACO DEL GRANDE

Ciao Spartaco, iniziamo con le domande. Il successo di Escape è molto grande a Roma. Come vi è venuta questa idea? E’ un format importato dall’estero?

Ciao Paolo, iniziamo col fare un po’ di chiarezza. Il format Escape Room nasce nel 2007 in Giappone riscuotendo una partecipazione incredibile. Questo successo viene notato immediatamente dagli Americani che importano in fretta e furia il prodotto, ottenendo anche in questo caso numeri davvero significativi in termini di partecipazione. In Europa, la prima nazione a puntarci è stata l’Ungheria con Budapest, mentre per quanto riguarda l’Italia, bisogna aspettare il 2014, quando, a Torino, un imprenditore decide di scommettere su Escape e i risultati gli danno oltremodo ragione. Qui entriamo in gioco noi di Real Escape: mi capitò di leggere un articolo sul giornale che raccontava nei minimi dettagli tutto ciò che riguardava la stanza, i 60 minuti di tempo per uscirne e gli enigmi e rimasi subito affascinato dal format e in breve tempo riuscii a portarlo nella Capitale. E ci tengo a sottolineare, che noi di Real Escape, siamo stati i primi a portare a Roma questo gioco meraviglioso!

E a quel punto cosa è successo?

Iniziammo a scrivere la trama della prima stanza, L’Annegatore, che ancora oggi pochi riescono a risolvere e dopo vi spiegherò perché. Come location inizialmente, utilizzammo il mio vecchio ufficio a Viale Libia ma dopo 6 mesi, visti i risultati eccezionali, capimmo che dovevamo trovare una sede più grande da dedicare interamente al progetto. E così facemmo, affittammo un locale sempre a Viale Libia, investendo tempo, soldi e passione. Devo dire che siamo stati ripagati.

I risultati e la crescita immagino che vi abbiano portato alla creazione della Real Movie Experience.

Esatto, non ci siamo adagiati. Dopo circa un anno abbiamo preso una sede ancora più grande, lanciando un nuovo format totalmente interattivo, con una vasta presenza di attori all’interno delle varie stanze. Real Movie Experience rappresenta un’evoluzione del prodotto: tanti attori all’interno come detto, nessun conto alla rovescia, un’area di gioco enorme, pochi enigmi e tanti rebus esplorativi e davvero complessi. Al pubblico piace tantissimo e anche a noi!

Gli oggetti di scena, i costumi e gli scenari sono davvero incredibili. Quanto è difficile allestire un Escape Room? Sono idee vostre o importate?

Escape Room
L’inizio della Escape Room dedicata al film The Ring

Beh, sicuramente questo dipende dalla cura e dalla passione che ci metti. Quando abbiamo aperto la prima stanza era tutto più semplice, era un’idea nuova e sconosciuta, non c’era concorrenza e colpire lo spettatore era abbastanza normale. Oggi per rimanere ad alti livelli, sia rispetto alle realtà capitoline che a quelle nazionali e internazionali è necessario offrire un mix di creatività e impegno non indifferente. Il pubblico inizia a diventare esigente, conosce il prodotto e lo paragona con gli altri. Insomma, la gente ha affinato il palato e sta a noi offrire sempre qualcosa di originale. Oltre alla stesura della trama delle varie Escape, è fondamentale proporre scenografie e atmosfere sempre più complesse.

Che rapporto avete con gli altri centri Escape. C’è rivalità tra di voi?

Sai, di rivalità in questi anni non mi sono accorto. Ho un rapporto d’amicizia e di condivisione con quasi tutti i proprietari di Escape di Roma e d’Italia, con alcuni ci vado addirittura a giocare a Bowling. Noi siamo stati i primi a Roma a importare il prodotto e molti che hanno aperto in altre sedi sono stati prima di tutto nostri clienti. Con loro mi confronto e parlo costantemente e sono quasi tutte persone valide. Poi, se non lo sono, più che rivalità possono nascere antipatie, ma non succede molto spesso per fortuna.

Spartaco, entriamo nel dettaglio delle stanze. Tutti i ragazzi con cui abbiamo parlato ci dicono che l’Annegatore è una stanza praticamente impossibile da risolvere. Ce ne parli un po’?

ESCAPE ROOM
Interni della stanza “L’Annegatore”

E’ molto difficile devo ammetterlo. E’ stata la prima Escape che abbiamo aperto ed è stata la prima ad avere un attore al suo interno. E’ molto coinvolgente e offre un’atmosfera particolarissima. E’ così complessa appunto perché è stata la prima, avevamo tante idee e le abbiamo messe tutte lì. Nel corso degli anni abbiamo dovuto apportare alcune migliorie in questo senso, alcuni enigmi erano troppo complicati. E’ la stanza più difficile sotto l’aspetto del ragionamento e ha un tasso di riuscita molto basso. Noi però, durante la prova, offriamo dei suggerimenti se c’è bisogno, ma aldilà della vittoria, Escape è un gioco divertente perché ti permette di condividere le emozioni insieme al tuo gruppo di amici e non conta tanto uscire quanto viversi tutte le attrazioni. E poi ti dirò, L’Annegatore ha due finali, uno si verifica se esci, l’altro se non ce la fai, e quello della sconfitta, a parer mio, è molto più bello e originale.

E oltre all’Annegatore, qual è la stanza più particolare?

Se proprio devo scegliere, ti dico The Ring e L’Esorcista, che rientrano perfettamente negli obiettivi e nei concetti della Real Movie Experience. C’è una differenza incredibile con tutte le altre per atmosfera e scenografia, per tecnologia e format. Sono stanze interattive ai massimi livelli; ci sono meno lucchetti ed enigmi, il gioco è più fluido e scorrevole, insomma, davvero particolari!

In conclusione, so già che non potrai rispondere pienamente a questa domanda, ma come si fa ad uscire da Escape? Quali consigli ti senti di dare ai partecipanti futuri?

Semplice e difficile allo stesso tempo: non tentate di risolvere i rebus nel minor tempo possibile, ma vivetevi al massimo l’esperienza che vi offriamo. Concentratevi sul passare dei bei momenti con gli amici di sempre perché questa è la cosa più bella che c’è!

Grazie Spartaco, proveremo a seguire il tuo consiglio!

INFO

Sito Ufficiale

DOVE SI TROVA: Via del Casale Fainelli 69

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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