Gisele come Marilyn?

Gisele come Marilyn?

“Cosa indosso a letto? Chanel N.5 ovviamente”.
Così rispondeva l’eterna bambola Marilyn Monroe, icona di sensualità femminile degli anni ’50, diventando per sempre la prima e indimenticabile testimonial del profumo più famoso al mondo. Grazie a Marilyn, Chanel N.5 diventò una vera leggenda e l’aumento delle vendite di questo prodotto, grazie sicuramente anche al boom economico tra gli anni ’50 e ’60, fu incredibile, tanto che rimase al primo posto fra i profumi più venduti per circa 50 anni.
Oggi è Gisele Bundchen che prende il suo posto come testimonial del profumo.
maxresdefaultDa pochi giorni, infatti, spopola, prima sul web, e poi on air, la campagna pubblicitaria firmata da Baz Luhrmann. Lo spot (“The One that I Want”), mostra una donna che decide di seguire il cuore, che conosce bene se stessa e si sente libera di seguire i propri desideri e fare le proprie scelte. Il regista ha voluto portare avanti il nuovo concetto di “donna Chanel”: una donna che può stare sola su una spiaggia, stare con sua figlia, avere una carriera ricca di impegni che la tiene lontana da casa, ma che, al tempo stesso, può vivere una vera relazione, una storia d’amore. E alla fine, la “donna Chanel”, sceglie sempre l’amore.
Nulla è dovuto al caso. Per questa nuova pubblicità, lontana dall’ultima con Nicole Kidman di 10 anni fa, emerge ancora lo stesso regista, Luhrmann, lo stesso de “Il Grande Gasby”. E nuova è la protagonista, la già citata bellissima modella brasiliana Gisele Bündchen, volto del momento, la più pagata secondo la rivista Forbes.
chanel-gisele-11La pubblicità è un cortometraggio di quasi 4 minuti.
I più polemici si sono già espressi ritenendola troppo lunga da distogliere il pensiero dal vero scopo per cui è prodotta: pubblicizzare il profumo. Io non sono d’accordo. Senza dubbio, come spot è senz’altro più lungo del solito, ma dall’inizio alla fine si viene trasportati dapprima direttamente su una spiaggia delle isole Fiji per poi concludere immersi in una sempre più radiosa New York che oso definire “chanellissima”. La Bündchen nuota nell’oceano su una tavola da surf brandizzata, corre sulla spiaggia, abbraccia la sua bambina e poi si reca su un set fotografico. Il cuore e i pensieri volano a una lettera lasciata dal suo amore, e al termine con un abito in crepe nero con applicazioni gioiello (Cruise collection 2015) eccola raggiungere il suo lui a teatro, in un luogo quasi surreale. Il tutto è reso ancora più intenso grazie alla colonna sonora: una cover di “You’re the One that I Want”, un classico di John Farrar, interpretata magistralmente da Lo-Fang.
I particolari Chanel sono disseminati in varie parti del cortometraggio in modo pulito e molto pacato. Di primo acchito sembrerebbe quasi di trovarsi davanti a uno dei tanti video musicali interpretati da bellissimi protagonisti, ma i particolari, le grandi 5 di “Chanel N5” e le due C intrecciate arrivano silenziosamente nella nostra mente e ipnotizzano i nostri occhi.
Quanto incide Gisele Bündchen davanti alla macchina da presa del regista Baz Luhrmann?
chanel-gisele-7Secondo me molto. Già dagli esordi del profumo, Chanel ha sempre attuato tecniche di marketing molto audaci. Possiamo dire che ha sempre capito a chi piacesse in un dato momento o con chi “conveniva” collaborare. E anche oggi, quei pochi, pochissimi che non sono a conoscenza del profumo (mi risulta difficile da credere ma l’ignoranza/non conoscenza è tanta) conoscono sicuramente lei, la modella brasiliana, volto e corpo delle passerelle di Victoria Secret, presente in quasi tutte le copertine delle più prestigiose riviste di moda e, incuriositi dalla sua presenza, possono scoprire la famosa dolcezza della fragranza pura al muschio e gelsomino. I suoi occhi sono di un blu intenso, quasi da non sembrare reali, e definire statuario il suo fisico sembra quasi una prassi, per cui, l’unica cosa da fare, è soffermarsi a guardare ed “ascoltare” l’armonia composta da ogni minima parte del corpo, ogni singolo muscolo della gamba che si coordina perfettamente insieme al resto, come se nascosto, accanto al regista, ci fosse un vero maestro di orchestra a dirigere il tutto.
Io rimango incantata a guardare Gisele e, come me, immagino tante altre donne, per non parlare del genere maschile, ovviamente, anche se reputo che riesca a incantare più le donne che gli uomini. Proprio come Marylin. Non è questione di bellezza, è proprio un’alchimia che poche persone hanno, il dono di impossessarsi completamente dell’attenzione di chi guarda e di far si che, anch’io, come chiunque altra donna che l’osserva incantata, mi senta trasportata, come lei, su quella spiaggia abbacinante o a teatro impreziosita da un gioiello Chanel.
Chanel-No-5-The-One-That-I-Want_Gisele_surf-and-sand-and-houseA questo punto mi domando: Gisele davvero come Marylin? La scelta delle musiche, questo sottofondo malinconico reintrerpetrato in modo eccellente (era una delle canzoni del musical Grease), è in ricordo di una Marilyn oramai lontana o è l’inizio di una nuova vera diva? E’ veramente lei La Diva – come da decenni non se ne vedono più – che in pochi minuti riesce a portare in alto la bandiera (nel video in questione, la tavola da surf…) del brand più famoso al mondo di profumi?

A questo link potrete vedere lo spot pubblicitario
https://www.youtube.com/watch?v=8asRWe5XNw8

Mariapaola Giuliotti

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4 Responses to "Gisele come Marilyn?"

  1. Lisa   21 Ottobre 2014 at 08:40

    Buongiorno Mariapaola,
    Vorrei farti i complimenti per il tuo articolo toccante. Non sono un’ esperta di moda ma mi piace molto..vorrei farti una domanda: se tu avessi dovuto scegliere un’ altra donna meravigliosa e di impatto per fare lo spot, chi avresti scelto?
    Liz

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  2. perdindirindina   21 Ottobre 2014 at 17:18

    Vi prego, lasciate che la scrittura, la stesura di “articoli” venga destinata a gente competente in materia di sintassi e punteggiatura.

    Rispondi
    • Mariapaola Giuliotti
      Fenice   22 Ottobre 2014 at 12:41

      Accidenti che acume? Sintassi e punteggiatura…Sono le uniche cose a cui hai pensato quando hai letto questo articolo. Lasciati andare, dammi retta, e apri il tuo cuore. Ti trovo piuttosto arido/a , per non dire acido/a.

      Rispondi
    • Roberta   23 Ottobre 2014 at 16:12

      Caro Perdindirindina,
      capisco il tuo punto di vista ma lo considero fuori luogo. Noi non siamo un quotidiano o una rivista con professionisti pagati per un lavoro. Il giornalistese non ci interessa. Noi esploriamo la “scrittura” attraverso un nuovo media. Chi partecipa a questa esperienza scrive i suoi interventi di getto, con Smartphone, con i pad, in treno, al bar, sdraiato sul letto, all’uscita di un museo, di un concerto, di un cinema… Noi privilegiamo l’immediatezza, la spontaneità, il tentativo di dare forma all’energia della lingua parlata. I puristi della “Langue” possono trovare altri luoghi per bearsi del loro fondamentalismo linguistico. A noi basta la “Parole”, l’uso concreto del linguaggio, con tutte le impurità e le imperfezioni che si trascina dietro. Per me è importante che una ventenne come Maripaola, invece che perdersi in un mondo allucinato da immagini, rompa gli indugi e cominci a ricostruire il suo mondo, con le sue parole, la sua sintassi, le sue imperfezioni, la sua sincerità, spontaneità, immediatezza.
      Io ho capito benissimo cosa ha cercato di dire, e sono convinta che l’hai capito anche tu. E sono altrettanto convinta che la prossima esperienza che scriverà si troverà interrogata dalla lingua e cercherà di nuovo di stressarla per inscrivervi un po’ più di sé stessa. Forse si fermerà un attimo a pensare alla sintassi, ma non certo per far felice il perdindindina di turno, ma semplicemente perché, in quel preciso momento, la sintassi non sarà più una specie di prigione, bensì una risorsa per conoscere più in profondità se stessi.

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