Bilancio finale del Giubileo della Misericordia

Bilancio finale del Giubileo della Misericordia

ROMA – Con la chiusura della porta Santa della Basilica di San Pietro, l’ultima rimasta aperta, si è ufficialmente concluso il Giubileo della Misericordia.

Indetto da Papa Francesco per celebrare i 50 anni dalla fine del Concilio Vaticano II e per affrontare il tema della misericordia, il Giubileo, ha voluto rappresentare un momento di raccoglimento e di vicinanza tra i fedeli di tutto il mondo, in un periodo di grandi tensioni e tumulti internazionali e di persecuzioni religiose.

Ve ne avevamo parlato qui.

Ma come potremmo definire il Giubileo voluto da Bergoglio? Il bilancio è positivo?

Prima di fare dei paragoni e andare a considerare i numeri, occorre fare una puntualizzazione importante. Il Giubileo della Misericordia è stato il primo Giubileo “diffuso” della storia, ed è stato celebrato in ben 2898 diocesi in tutto il mondo. I fedeli quindi, non hanno dovuto per forza recarsi a Roma per onorare l’Anno Santo, ma hanno potuto festeggiare la ricorrenza in più di 10 mila porte sante aperte in tutto il mondo. Questo rispecchia perfettamente il progetto di Papa Francesco, che fin dall’inizio si è posto l’obiettivo di una chiesa più vicina alla gente e una maggiore attenzione per gli ultimi e gli emarginati, sia a livello sociale che geografico.

Ma passiamo ai dati di questo Giubileo della Misericordia. Sono stati 20 milioni i pellegrini recatisi a Roma dall’8 dicembre scorso, data di inizio dell’Anno Santo. Nel 2000 i fedeli erano stati 25 milioni. “L’effetto Giubuleo”, che tanto giovò alla città di Roma nel 2000, quest’anno non si è ripetuto. E non solo per la delocalizzazione dell’Anno Santo, ma anche perché molti pellegrini, hanno preferito alloggiare negli ostelli religiosi o nelle case famiglia cattoliche romane, invece che utilizzare le tradizionali strutture recettive capitoline.

In compenso, si è assistito a una forte mobilitazione nelle chiese locali. Per la prima volta sono state aperte Porte Sante non solo nelle 5 mila cattedrali sparse in tutto il mondo, ma anche negli ospedali, nei santuari e nelle carceri, ad avallare il messaggio ecumenico fortemente voluto da Bergoglio.

Tra gli eventi più importanti c’è sicuramente da ricordare la proclamazione a santa di Madre Teresa di Calcutta, figura simbolo della carità e della misericordia nel ‘900. La canonizzazione è avvenuta il 4 settembre e ha registrato la maggiore affluenza di tutto l’Anno Santo.

A noi piace anche sottolineare: la simbolica apertura della prima Porta Santa non in San Pietro, come voleva la tradizione, ma a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, uno dei paesi più poveri al mondo; la Porta Santa viaggiante del vescovo Luciano Capelli, che con un piccolo aereo ha permesso ai fedeli sparsi nell’arcipelago delle Isole Salomone (Pacifico meridionale), di celebrare il giubileo; l’apertura di una Porta Santa alla stazione Termini, alla mensa dell’ostello Caritas, attraverso la quale sono passati oltre 12 mila pellegrini e volontari.

Il bilancio del Giubileo allora qual è? A noi è sembrato un giubileo molto in linea con papa Bergoglio, un papa che non ha nessuna intenzione di diventare una superstar o una nuova icona pop.

L’idea di porre il mondo al centro della chiesa e non più Roma ha portato grande entusiasmo e partecipazione in tutto il globo, ma è forse la Capitale ad aver perso più di un’occasione.

Oltre al mancato e già citato “Effetto Giubileo”, anche sotto l’aspetto organizzativo si poteva fare di più. Il Giubileo della Misericordia poteva essere un’occasione di miglioramento (necessario) delle condizioni della città. E vi spieghiamo perché. Nel 2015 il Governo aveva stanziato 25 milioni di euro per un piano di interventi che doveva dar luogo a ben 146 progetti. E oggi, a un anno di distanza, possiamo comunicarvi che i cantieri terminati sono appena 42. Tra le voci che non si è riusciti a mandare in porto figurano: 4,7 milioni per la manutenzione delle strade, 3,3 per la segnaletica stradale e 600 mila euro per ricostruzione dei marciapiedi.

Info Giubileo della Misericordia

Giubileo a Roma

Giubileo Roma

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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