ISIA Thinking Tool, intervista a Marco Pietrosante

ISIA Thinking Tool, intervista a Marco Pietrosante

E’ iniziato il ciclo di conferenze ISIA Thinking Tool, ideate e promosse da ISIA Roma Design in collaborazione con Edil Piemme e Timía Edizioni e patrocinate da ADI (Associazione per il Disegno Industriale) e da IN/ARCH (Istituto Nazionale di Architettura).

Lo scorso 23 maggio si è svolto il primo Magister Talk dal titolo “Dizionario Dorfles”, condotto da Rossella Caruso e con protagonisti Gillo Dorfles e Aldo Colonetti. Ma è solo l’inizio.

Sono previsti infatti undici incontri sul tema del progetto Master ISIA Roma Design che offriranno la concreta possibilità a studenti, professionisti e cultori del design, di confrontarsi con i Maestri del Design italiano ma anche con designer internazionali. Le giornate, strutturate in forma di talks, sono un invito che l’ISIA di Roma offre alla comunità dei progettisti per lanciare uno sguardo sul contemporaneo attraverso la testimonianza dei protagonisti di ieri e di oggi, con l’obiettivo di fornire gli strumenti per capire ed interpretare il futuro. È previsto un programma articolato per A.A. 2016 – 2017, che si propone di aprire la storica sede dell’Istituto posta al centro della Capitale, al confronto tra professionisti, ricercatori e studenti sul valore del progetto e le sue ricadute sul mondo reale.

Il prof. Giordano Bruno, Direttore ISIA Roma Design ha dichiarato: “Strumenti per pensare e strumenti per fare, strumenti per fare e strumenti per pensare. In questo processo senza soluzione di continuità si giocano le capacità di formazione e ricerca dell’ISIA di Roma nel campo del design, dove opera da più di quarant’anni. Con l’iniziativa che proponiamo, desideriamo far conoscere ai nostri studenti e a tutti coloro che siano interessati come questo circolo virtuoso abbia guidato menti e cuori di coloro che hanno lasciato un segno nel panorama del design. Ci auguriamo che ragionare insieme di questi aspetti produca un rafforzamento di ciò a cui più teniamo: la cultura del progetto”.

Ci siamo fatti una chiacchierata  con Marco Pietrosante, responsabile Master ISIA Roma Design per conoscere ancora meglio questa interessante iniziativa.

  1. Com’è nata questa idea dell’ISIA Thinking Tool?

L’iniziativa è scaturita dalla volontà dell’ISIA Roma Design (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche), di animare la scena cittadina con incontri sul tema del progetto, coinvolgendo i protagonisti della materia.

Abbiamo così i Magister Talk centrati sull’incontro con i maestri del progetto italiano e Beyond Design con professionisti che affronteranno il progetto attraverso il racconto del loro lavoro nei diversi ambiti del design.

Con ITT e aprendo le porte della sua sua storica sede vicino al Pantheon, l’ISIA Roma Design si rivolge a tutta la cittadinanza, perché crediamo che in questa città ci sia un grosso bisogno di “progetto” a tutti i livelli e portare l’esperienza di chi esercita questa attività a livello internazionale dovrebbe essere una fonte di ispirazione per chiunque, non solo i designer.

  1. E’ la prima edizione di questo ciclo di conversazioni?

Si, si tratta della prima edizione che si protrarrà anche nell’anno accademico 2016/17 e speriamo per gli anni successivi. Dipenderà dalla risposta che il pubblico vorrà riservare ai temi che verranno proposti.

  1. Essendo voi leader nella formazione dell’industrial design avrete ospitato nell’arco degli anni i più illustri personaggi del settore. C’è qualcuno di questi che vi sarebbe piaciuto o vi piacerebbe coinvolgere o ancora non ha mai partecipato?

Il novero di personalità che ci piacerebbe ospitare è molto lungo, perché il design è una materia trasversale che include le competenze più varie. Basti pensare che gli argomenti di cui ci occupiamo in Istituto vanno dal food design al progetto dei sistemi integrati di mobilità, passando per il car design e l’illuminotecnica. Ma se dovessi citare il nome di un protagonista che mi piacerebbe avere, la mia scelta ricadrebbe non su un designer ma un filosofo svizzero, Alain de Botton, che ha scritto delle riflessioni bellissime sulla relazione tra noi, gli altri e il mondo delle cose (che è poi l’essenza del design).

  1. Ci può dare qualche anticipazione sui prossimi 3 incontri?

Vi posso anticipare che il prossimo incontro che si terrà l’8 giugno, avrà come tema il Transportation design ed avremo come ospiti due designer internazionali Luis Chomiak e Chiara Cattero. Il primo disegna treni in tutto il mondo la seconda si occupa dell’interior design automobilistico per una grande multinazionale. Sarà una bella finestra su un mondo poco conosciuto dal grande pubblico. Dopo la pausa estiva, col nuovo anno accademico continueremo ad avere ospiti che ci parleranno di Social design, Sneacker design, Moda, Food design e molto altro.

  1. Cosa è emerso dal primo incontro riguardo l’intervento di Aldo Colonetti?

Nel primo incontro abbiamo avuto come ospiti Aldo Colonetti ed in video, con una intervista realizzata ad hoc, Gillo Dorfles. Il tema dell’evento ruotava attorno alla figura di Dorfles che, con i suoi 106 anni, ha attraversato  il secolo scorso, determinandone gran parte delle considerazioni critiche-estetiche che ci hanno accompagnato. Pittore, designer, critico artistico, la sua figura eclettica si è sempre caratterizzata per la lucidità con la quale ha saputo leggere il proprio tempo, basti pensare ad una delle sue opere più note “Le oscillazioni del gusto” del 1970. Ancora oggi riesce ad illuminare con le sue intuizioni e nell’intervista che ci ha rilasciato, è stato molto evidente. Aldo Colonetti ha accompagnato il pubblico alla comprensione di questo gigante del pensiero italiano ed internazionale, attraverso il racconto di una vita passata insieme come allievo prima ed amico poi, spiegando la complessità del suo pensiero e aneddoti di vita quotidiana, non a caso il titolo da lui scelto era “Dizionario Dorfles”.

 

Cliccando sul link trovate il calendario completo del ciclo eventi Isia Thinking Tool (https://mail.google.com/mail/?ui=2&ik=fc0300bd6f&view=att&th=154e301045c35f6d&attid=0.1.5&disp=inline&safe=1&zw)

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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