È stato davvero il Last Christmas per il nostro George Michael

MONDO – L’ultimo mito si è avviato nell’Olimpo. È stato davvero il Last Christmas per il nostro George Michael. Lo ho amato, in tutti i sensi, idolo musicale ed idolo sexy. Vivevo a Londra quando, nell’89, in un talk show annunciò la sua omosessualità. Fu un duro colpo per tutte noi ragazzine pazze di lui, del suo unico ed inimitabile modo di ballare, cantare e trasmetterti quella forza e quell’allegria che ti facevano sobbalzare dalla sedia.

Cresciuta con “Wake Me Up Before You Go-Go”,   “Faith” o ancora “Freedom”, quelle song ballabili  che ti coinvolgevano e ti portavano a seguire quel ritmo sul battito del tuo cuore.

<<non ballerò mai più 

E’ ’colpa dei miei piedi che non hanno ritmo 

….quindi non ballerò mai più 

nel modo in cui ho ballato con te 

ma ora chi ballerà con me? 

ti prego resta 

non ballerò mai più 

adesso che sei andato via >>

Non ballerò mai più, adesso che sei andato via caro George.

Così le lacrime mi scendono ripensando alla lirica di “careless whisper”,  che non solo ha dominato un’intera generazione musicale, ma è stata sempre protagonista nelle notti di malinconia e romanticismo. Le note che mi risuonavano nella testa sono quelle di “Kissing a Fool”… e non sapevo che quelle parole le avremmo pronunciate noi oggi per lui:

<<Quindi addio, ma per favore non prendere il mio cuore…>>

Ho visto tanti di quei concerti nella mia vita, dopo la mia collaborazione decennale con le riviste musicali “storiche” da “Ciao2001” a tutte le produzioni concertistiche, dagli stadi ai palazzetti ed auditorium di così tante città che era difficile colpirmi in modo memorabile.

Ho visto i concerti dal vivo dei più grandi artisti stranieri, (oltre che italiani), da Michael Jackson a Madonna, passando per tutti i gruppi punk, rock, pop fino ai singer più affascinanti quali Sting e l’altro grande compianto Lou Reed, per non parlare poi dell’altro mio diletto: Prince, visto in un palasport all’Eur quasi deserto….Tristissimo.

L’unico che non ho mai visto dal vivo, e che non vedrò più, è David Bowie.

Ho ballato e cantato negli stadi centinaia di volte in loro compagnia, uscendo tante volte delusa (dai concerti di Madonna per esempio) ed alcune volte conscia di aver fatto un’esperienza di vita memorabile.

Ma quel giorno si, lo ricordo bene: il concerto di George Michael allo stadio olimpico a Roma nel luglio del 2007!

Coinvolgente e sconvolgente dalle prime note, il ritmo della sua voce e la sensualità del suo ballo, la gioia e l’allegria delle ballad alternate alle song più struggenti che si ricordino, mi hanno fatto vivere due ore di completa magia.

È stata una serata dove lo stadio olimpico s’illuminava di luci e colori mentre le note ti penetravano dentro una ad una. Rapita, i miei occhi lacrimavano increduli. Non immaginavo che potessi emozionarmi così tanto a vedere il mio idolo. E che non deludesse le aspettative impareggiabili, che non mi lasciasse fredda seduta ad ascoltare, o al massimo a cantare parole conosciute fin troppo bene a memoria, com’era stato per Madonna i cui tecnicismi tra piroette e scenotecnica mi lasciavano fredda ed indifferente nel mio posto.

Il concerto di George Michael non si può dimenticare, “non ballerò mai più” continuo a ripetermi in questo Natale che è stato l’ultimo in cui ci hai donato le tue note.

Last Christmas George.

Riposa in pace,

e per dirti addio uso ancora una volta le tue parole:

<<quando la musica muore, qualcosa nei tuoi occhi 

richiama nella mia mente uno schermo d’’argento 

e tutti i suoi tristi arrivederci >>

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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