Nature’s glamour: tra moda e magia di una natura incolta e meridionale

Nature’s glamour: tra moda e magia di una natura incolta e meridionale

Paesaggi innevati, ghiacciai, fiori, animali e pesci tropicali. Taffetas, rasi, organze, swarosky, drappi e volant. Non è Alta Roma, non è Milano, non è la fashion week parigina. È l’edizione numero 17 del Moda Movie festival, l’evento calabrese che da anni mira a costruire nuove possibilità per giovani stilisti emergenti esaltando il territorio e il connubio tra moda, cinema e arte.

Abito di Lettieri
Abito di Lettieri

Quest’anno, per la realizzazione del festival ormai fiore all’occhiello della città cosentina che sembra risvegliare in questa parte di inizio estate  il suo spirito glamour, il direttore creativo Sante Orrico e sua figlia Paola, hanno tenuto a realizzare una nuova sfida che portasse in luce come sempre la creatività e il talento ma che avesse come obiettivo quello di enfatizzare una terra per molti versi inesplorata, per altri abbandonata. La novità del tema che si rinnova in ogni edizione questa volta ha riguardato il connubio tra natura e moda, due mondi apparentemente distanti e contrapposti tra loro, e, per farlo, gli ideatori del progetto hanno designato una location del tutto originale ed estremamente utile ad entrare nell’evento. Ai momenti consueti, quali la conferenza stampa e la serata di gala finale, lo staff Moda Movie ha scelto di affiancare un’intera giornata nel Parco Nazionale della Sila, noto per la sua vegetazione curata e selvaggia allo stesso tempo. Al tempo, particolarmente piacevole di una domenica di giugno, si sono legati momenti altrettanto positivi determinati dalla presenza di numerosi artisti musicali, di body painting, live painting e quant’altro che hanno allietato la visita dei turisti i quali nonostante la presenza degli esperti intenti a lasciare un loro contributo culturale, hanno preferito un contatto diretto con la semplicità e l’essenzialità. Nulla di più  ricorrente nel panorama fashion del nuovo millennio. Biologico, ecologico, naturale, riciclato sono tutti una serie di appellativi che da qualche anno a questa parte sembrano aver preso piede nella moda. A tal punto da lasciar spazio ad una similitudine che pone in relazione il mondo dei decadentisti abituati a rintracciare nella natura il loro rifugio dato l’avvenire di decadenza posto davanti ai loro occhi e i  giovani designer (per la maggior parte in questa edizione calabresi)  che anche in questo tempo così difficile sembrano aver trovato, almeno a giudicare dalle particolari creazioni realizzate, la loro ispirazione. Pesci tropicali, colorati e dalle forme stravaganti donano vita a modelli con silhouette ad anfora e dalle forme trapezoidali in tessuti di taffetas e chiffon per Maria Elisabetta Mazzuca, terza classificata; origami e capsule che ripropongono l’elemento naturale del lino sia nel materiale che nell’atto tintorio per la seconda classificata Marina Vespa; neve e ghiaccio donano forma a volumi eccessivi che i frappongono a  dettagli secchi ed aggressivi a voler ricordare una principessa che non ha bisogno di essere salvata per Maria Rosa Petrungaro, pavese vincitrice dell’edizione che ha lasciato stupiti e appassionati i presenti in sala.

Lo stilista Lettieri con le sue modelle
Lo stilista Lettieri con le sue modelle

Vera chicca dell’evento la sfilata di abiti ispirati alla “monstera”, foglia della foresta amazzonica, celebrata da Nino Lettieri. Forme semplici, colori neutri ma abbinati a tessuti preziosi e fiabeschi declinati nelle varie forme e nei vari stili hanno lasciato ad una città che ama la moda ma non la pratica, un tocco di genio in più. “Per fare gli stilisti occorre essere prima di tutto couturier; apprendere con umiltà è la base di tutto”, ha sostenuto lo stilista partenopeo.  Una lezione di vita e di coraggio in una terra che regala dolori, che costringe ad andare lontano, che si comporta come una natura matrigna finendo col divenire, nel tempo, una madre benigna di cui avere rimpianto e nostalgia. Una lezione di coraggio quella di questi signori calabresi che dal nulla sono riusciti a realizzare un evento che attrae oramai contatti di fama internazionale dando a giovani e meno giovani la speranza che nascere in Calabria sia davvero uno stimolo e non una penalità.

La premiazione. Nella foto la vincitrice Paola Petrungaro, Orrico Eva Crosetta
La premiazione. Nella foto la vincitrice Maria Rosa Petrungaro

 

Testo di Lia Giannini

Redazione

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