Il Black Cinema e La La Land dominano agli Oscar 2017

LOS ANGELES – Ci si aspettava un’edizione degli Oscar all’insegna del musical (e in parte lo è stata) ma ci si è trovati di fronte a un thriller a tutti gli effetti. E come ogni thriller che si rispetti, il momento più emozionante è da trovare sempre nel finale. E’ da brivido infatti il fuoriprogramma avvenuto durante l’ultima premiazione della cerimonia. Sono le ore 6 di mattina in Italia e a Los Angeles tocca alla coppia Warren Beatty- Faye Dunaway (gli indimenticabili Bonnie & Clyde) consegnare la mitica statuetta per il Miglior Film. Tutti ma proprio tutti, si aspettano il trionfo di La La Land (che piaccia o no vero caso cinematografico dell’anno). E in effetti, Warren, annuncia proprio il film di Damien Chazelle come vincitore. Tutti sul palco allora, attori, sceneggiatori, produttori. Arrivano anche le dichiarazioni di rito, con ringraziamenti e commozioni. Ma questa non è una storia comune. E’ un thriller appunto! L’annuncio si rivela sbagliato, a Warren Beatty è stata consegnata la busta del premio precedente. Il vero vincitore è Moonlight di Berry Jenkins. Che imbarazzo! La sala rimane in silenzio, qualcuno crede sia una trovata del simpaticissimo conduttore Jimmy Kimmel, qualcun altro non riesce a trattenere il disappunto.

Tutto davvero strano e imprevedibile, ma paradossalmente in perfetta sincronia con il trend intrapreso da qualche anno dall’Academy. Mi spiego. Seppur totalmente involontario, il clamoroso ribaltamento di verdetto al quale abbiamo assistito, è la metafora del trionfo del “cinema nero”, fortemente voluto dalla giuria. La domanda da porsi è: se non ci fosse stato il duello rusticano tra Trump e le star di Hollywood, la sua politica contro i migranti, le sue dichiarazioni a dir poco controverse, sarebbe stato comunque Moonlight a trionfare? Dubbi, grossi dubbi. Non fraintendete, il romanzo di formazione basato sull’opera teatrale di Tarrel Alvin McCraney, sulle difficoltà di un giovane omosessuale di colore che combatte per vivere in libertà la sua sessualità è davvero valevole, ma di La La Land, se ne parlerà per i prossimi 30 anni.

Il musical frenetico con protagonisti Emma Stone e Ryan Gosling dal canto suo, ha messo comunque in bacheca la bellezza di 6 statuette tra cui Miglior Regista a Damien Chazelle (il più giovane di sempre, 32 anni), Miglior Attrice a Emma Stone (premio strameritato) e Miglior Fotografia. Tanti i riconoscimenti per La La Land, ma il merito più grande dell’opera di Chazelle, sta nell’aver rivitalizzato ed esaltato un genere considerato passato e dèmodè come il musical.

Tra i momenti più intensi troviamo sicuramente le vittorie di Viola Davis, Miglior attrice non protagonista per Barriere e Casey Affleck Miglior Attore protagonista per Manchester By The Sea. Il fratello meno famoso della famiglia Affleck, autore di una prova tanto sorprendente quanto magistrale, non è riuscito a trattenere le lacrime e ha voluto ringraziare non solo tutti i suoi cari, ma anche l’amico d’infanzia Matt Damon, co-produttore del film e suo principale sponsor al momento del casting. A proposito, avete visto la faccia di Denzel Washington durante il discorso di Casey? Pare che il due volte premio Oscar e protagonista del drammatico Barriere non abbia preso benissimo la vittoria del giovane collega, ed è rimasto impassibile anche quando il più giovane dei fratelli Affleck lo ha ringraziato pubblicamente.

Importante e significativo è il successo del film Il Cliente dell’assente forzato Asghar Farhadi (vinse anche nel 2011 per il bellissimo Una separazione) che ha ottenuto l’Oscar per il Miglior Film Straniero. Il regista iraniano non ha ritirato la statuetta per protestare contro le misure restrittive per l’ingresso negli USA imposte a 7 paesi, Iran compreso, dall’amministrazione Trump.

In conclusione non potevamo non parlarvi della divertente conduzione di Jimmy Kimmel, scelto quest’anno come presentatore dall’Academy. Il conduttore e comico americano ha rispolverato le sue classiche battute contro il rivale-amico Matt Damon (i due si punzecchiano da anni con gag preparate e esilaranti) e non ha risparmiato pesanti critiche al Presidente Trump. “Matt Damon avrebbe potuto essere il protagonista di Manchester By The Sea, ma ha fatto un gesto molto generoso: ha lasciato il ruolo all’amicone Casey Affleck e anche quest’anno non ha vinto un Oscar. Continua così Matt!”. Su Trump: “Voglio ringraziare il Presidente – ha esordito Kimmel – ricordate l’anno scorso quando sembrava che gli Oscar fossero razzisti? Tutto dimenticato grazie a lui”. Non poteva mancare poi un commento alla diatriba tra il neo-presidente e Meryl Streep: “Stasera vogliamo onorare una delle attrici più sopravvalutate della storia del cinema. Sto parlando di Meryl Streep. Davvero mediocri le sue performance ne Il Cacciatore, in Kramer contro Kramer, ne La scelta di Sophie e ne La mia Africa, quest’attrice ci ha annoiato in oltre 50 film. Tributiamole un applauso non meritato!”

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Oscar 2017

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

3 Responses to "Il Black Cinema e La La Land dominano agli Oscar 2017"

  1. Marco   28 Febbraio 2017 at 17:48

    Capisco l’errore dell’Academy, ma Warren Bitty poteva essere più “presente” a se stesso e capire che quella non era la busta giusta.
    Nel complesso una bella serata di cinema, anche se per me il film più meritevole era Barriere con Denzel

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  2. Agnese   28 Febbraio 2017 at 17:58

    Vittoria strameritata per Emma Stone, per me meritava anche Ryan Gosling, bello, bravo e autore di una recitazione completa!

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  3. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   3 Marzo 2017 at 13:25

    D’accordo sulla vittoria di Emma Stone ma Manchester By The Sea non poteva rimanere a bocca asciutta nei premi importanti. Gosling avrà molte più occasioni di Affleck per rifarsi.

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