Piero di Cosimo: un genio rivalutato

Piero di Cosimo: un genio rivalutato

Per gli amanti dell’arte, e del Rinascimento fiorentino in particolare, questa è veramente un’occasione da non perdere: una mostra monografica su Piero di Cosimo alla Galleria degli Uffizi.

L’evento, iniziato il 23 giugno seguendo a ruota quello della National Gallery di Washington dedicato allo stesso pittore, è ancora in corso e terminerà il 27 settembre. Grazie alla comunione di intenti delle due prestigiose gallerie, è stata finalmente messa in luce una figura artistica che, se era ovviamente nota agli esperti del settore, rimaneva, invece, alquanto sconosciuta ai più.
Vissuto tra fine ‘400 e inizio ‘500, Piero di Cosimo (1462-1521) si può annoverare nella scia di quegli artisti comunemente definiti “tutto genio e sregolatezza”, poiché da quanto afferma la nostra fonte più cospicua, il Vasari, sembra fosse un personaggio alquanto fuori dalle righe, schivo, paranoico, dal carattere ringhioso e un modo di vivere a dir poco selvatico. E al di là delle informazioni fornite dallo storico aretino (che non sempre brilla per imparzialità di vedute), possiamo in effetti cogliere nelle opere stesse di questo pittore il riflesso di una personalità decisamente stravagante , curiosa, versatile, estremamente fantasiosa, insofferente ai moduli figurativi convenzionali, che non esita a inserire nelle sue opere – anche quelle di soggetto religioso – particolari bizzarri e strane simbologie (l’apparente stigma sul piede di un santo, ad un occhio attento e indagatore si rivelerà in realtà…. un insetto!!)

Stravaganze a parte, la mostra intende ripercorrere l’itinerario artistico di Piero di Cosimo, con una ricca esposizione di opere che seguono un percorso cronologico e relativamente monografico. In diverse sale, infatti, si incontrano anche opere di pittori a lui contemporanei del calibro di Cosimo Rosselli, Filippino Lippi, Frà Bartolomeo, Lorenzo di Credi, Hans Memling. Da questi accostamenti appare evidente come il di Cosimo non si sia limitato a una mera assimilazione di stili altrui ma, indipendentemente dal tipo di rapporto che lo legava a questi maestri, fosse riuscito invece a elaborare un linguaggio proprio, muovendosi in un continuo rapporto dialettico con i fermenti culturali dell’epoca.
Nella varietà sia dei soggetti rappresentati che delle scelte formali, si ritrova costantemente un denominatore comune in tutte le sue opere: una profonda e complessa attrazione verso la natura, non indagata attraverso speculazioni filosofiche o freddi intellettualismi, tipici delle correnti culturali del tempo, ma concepita come una forza primordiale e misteriosa, che va lasciata libera di agire “..si contentava di veder salvatico ogni cosa come la sua natura, allegando che le cose d’essa natura bisogna lassarle custodire a lei senza farvi altro” (Vasari).
Tra disegni e dipinti figurano circa 75 opere del pittore, eseguite sia per la committenza religiosa (pale d’altare, predelle, trittici etc) che quella privata (tondi, spalliere, cassoni e ritratti).
L’unicità di questa iniziativa risiede nel fatto che, oltre a essere la prima mostra monografica fiorentina su Piero di Cosimo, offre la possibilità di vedere riuniti suoi capolavori provenienti dai maggiori musei del mondo come la Visitazione (National Gallery di Washington), Morte di Procri (National Gallery di Londra), i ritratti di Giuliano da Sangallo e Francesco Giamberti (Rijksmuseum di Amsterdam), ciclo de La Caccia (Metropolitan di New York).

Ideata da Serena Padovani, la mostra è stata curata da Antonio Natali, Elena Capretti, Anna Forlani Tempesti e Daniela Parenti, organizzata dalla Galleria degli Uffizi e Firenze Musei, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali dei turismo della Toscana, e del Polo Museale di Firenze.

Piero Di Cosimo

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Mary Magdalen.

Mary Magdalen.

Giuliana D’Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell’arte mi sono interessata più all’aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l’inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C’è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna…
Giuliana D'Urso

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