Samsung Galaxy Gear

Samsung Galaxy Gear

Con questo dispositivo, Samsung, entra nel mondo degli smartwatch, categoria molto in voga in quest’ultimo periodo. Un terminale apparentemente simile agli altri orologi intelligenti, ma che fin dal primo utilizzo risulta molto diverso grazie a delle funzionalità uniche, prime fra tutte la possibilità di scattare foto e registrare video.
All’interno della confezione, oltre al Gear, troviamo un alimentatore microUSB e un piccolo involucro che permette oltre che a caricarlo, di effettuare la prima connessione con il nostro smartphone.
La scossa è in alluminio con viti a vista, il cinturino è in silicone flessibile e la chiusura deployante, rendono l’orologio elegante, comodo e ben saldo al polso (anche per quelli più sottili).
L’hardware all’interno è eccellente soprattutto paragonato a tutti i suoi rivali presenti sul mercato, tanto che per molti punti si avvicina più a uno smartphone che a uno smartwatch. Il processore è un single core da 800 MHz con 512 MB di ram e 4 GB di memoria interna utili per archiviare foto, video e applicazioni. La connettività dati è solo via bluetooth e ciò implica quindi che tutte le sue funzioni (tranne quella puramente da orologio) sono strettamente collegate alla connessione diretta con il nostro smartphone.
La fotocamera presente nel Gear è ottima per essere installata su un orologio. La qualità è da 1,9 megapixel e scatta foto discrete ma ciò che colpisce è la velocità dell’autofocus, la fluidità dei video e la cattura delle immagini in scarse condizioni di luminosità. Manca purtroppo la funzione “Condividi” direttamente dal Gear (dovrebbe essere implementata nei prossimi aggiornamenti) però l’upload automatico istantaneo delle foto sul nostro telefono ovvia in parte questa lacuna.
Il display è un SuperAMOLED da 1,63 pollici con una risoluzione di 227 ppi. Lo schermo è ultra definito, ottima la luminosità sia se ci troviamo all’aperto che negli spazi chiusi, lo rendono molto piacevole nell’utilizzo quotidiano. Inoltre la funzione di attivazione automatica quando ruotiamo il polso verso il volto fa risparmiare tanto la batteria e funziona bene.

Galaxy Gear

Il software presente su questo Gear è ottimizzato molto bene e l’interfaccia risulta molto elegante e minimale. Le funzioni di SVoice sono implementate perfettamente e grazie a questo assistente vocale potremmo effettuare varie operazioni senza toccare lo schermo. Iniziare una chiamata (o rispondere a una ricevuta), dettare un messaggio, prendere una nota, non è mai stato così semplice. Gradevoli sono le skin per l’orologio, comode le applicazioni per il running (Runtastic su tutte), il calendario, i controlli multimediali per le foto, la musica e tanti altri software. Sullo smartphone poi sarà necessario installare il Gear Manager, un software gratuito che permette di gestire in modo intuitivo lo smartwatch. La funzione che però ci ha sorpreso di più e che probabilmente fa più la differenza rispetto alla concorrenza è quella di notifica. Il Gear supporta quasi tutte le applicazioni presenti nello store Android e grazie a questo potremmo ricevere tutte le notifiche in modo chiaro e comodo senza dover tirar fuori il nostro smartphone.
L’autonomia della batteria si attesta sulle 50/60 ore e ne siamo rimasti positivamente stupiti. Certo, rispetto alla concorrenza è scarsa, ma le funzioni di quest’ultimo e le sue peculiarità, rendono il consumo energetico più elevato.
Il prezzo del Gear è di 299€, abbastanza fuori mercato e che lo pone in una fascia quasi di lusso. Vista la sua compatibilità con i soli dispositivi Samsung, lo avremmo visto più come un prodotto venduto in bundle cosa che fortunatamente Samsung sta facendo.
In definitiva il Galaxy Gear è il miglior smartwatch presente sul mercato. Tutte le sue funzioni sono ben studiate (notifiche e telefonate in primis) e i costanti aggiornamenti settimanali lo stanno perfezionando ulteriormente. Ci siamo avvicinati a questo gadget da polso con diffidenza, ma dopo un intenso utilizzo né si sente la mancanza quando non s’indossa e, anche se la perfezione è lontana, non è cosa da poco.

Andrea Guidetti

Nato col Commodore 64, Amiga e Nintendo 8-bit ho passato l’adolescenza sul divano in compagnia degli amici e della famiglia Playstation. Quando ero fuori casa facevo le mie prime chiamate con i gettoni, ma dagli anni ’90 ho conquistato quello che credevo essere una delle tecnologie più rivoluzionarie: il Motorola 8700, altro che il “risoluzionario” iPad di oggi! Dovevo combattere con mia madre quando con la linea a 56k pretendevo di andare in internet mentre lei voleva telefonare. Per fortuna oggi ho la casa cablata con wifi e fibra ottica.
Andrea Guidetti

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