Le Collezioni (In)visibili dell’Università degli studi di Torino

Le Collezioni (In)visibili dell’Università degli studi di Torino

TORINO – Fino al 25 ottobre, l’Università degli Studi di Torino riscopre i dipinti più preziosi della sua collezione. Qui vi raccontiamo da cosa nasce questo titolo: Le Collezioni (In)visibili.

Qualche giorno fa è stata inaugurata Le Collezioni (In)visibili – tra Battistello e Previati, la mostra che si terrà fino al 25 ottobre all’Università degli Studi di Torino. La rassegna, a 15 anni dalla pubblicazione del prezioso volume edito in occasione del sesto centenario dell’Ateneo Torinese a cura di Ada Quazza e Giovanni Romano, Il Palazzo dell’Università di Torino e le sue collezioni, riscopre e riporta agli occhi del pubblico i dipinti più preziosi della collezione universitaria.

DIAGNOSTICA PER L’ARTE SEMPRE PIU’ UN SUCCESSO: CE NE PARLA DANIELA MAGNETTI

Si tratta di opere che, nel corso dei decenni, sono entrate a far parte del ricco Patrimonio di UNITO per acquisto, donazione o lascito testamentario e che, da quel 2004, sono rimaste per la maggior parte quasi inaccessibili, custodite per lo più in Rettorato e nei luoghi di rappresentanza delle diverse sedi dell’Università.

Figura chiave e ideatrice del progetto, è Daniela Magnetti, con la quale ho voluto approfondire il discorso per conoscere anche eventuali aggiornamenti ed evoluzioni rispetto alla nostra ultima chiacchierata che risale al restauro del Qui vult venire post me di Battistello Caracciolo. Qui, in compagnia di Thierry Radelet e Filippo Timo mi era stato illustrato per la prima volta lo strumento rivoluzionario nel campo della diagnostica per l’arte dotato di Riflettografia Infrarossa a 1700 nanometri: la Telecamera Apollo.

“Il progetto è stato presentato nella Sala Athenaeum della Biblioteca Storica di Ateneo Arturo Graf, che conserva un patrimonio di circa 200.000 libri e 520 testate – mi racconta il Direttore Artistico di Banca Patrimoni Sella vogliamo rappresentare un punto di partenza per nuovi e aggiornati studi storico-artistici su queste numerose opere d’arte, prosecuzione della strada intrapresa con la mostra dedicata al capolavoro di Battistello Caracciolo, esposto  lo scorso marzo alla Galleria Sabauda di Torino. Grazie al contributo di Banca Patrimoni Sella, anche in questa occasione molte opere presenti in mostra hanno potuto beneficiare di esami diagnostici di assoluta avanguardia i cui esiti, presentati attraverso un allestimento didattico, saranno messi a disposizione degli studiosi per approfondimenti e ricerche”.

COLLEZIONARE PER CONDIVIDERE

La ricerca, condotta in stretta collaborazione con l’Archivio Storico e l’ Area Patrimoni dell’Università degli Studi di  Torino, è partita dall’aggiornamento dell’inventario: una ricognizione resa necessaria dai vari spostamenti occorsi alle opere durante gli anni e divenuta occasione anche per la verifica dei dati fisici e delle provenienze. Il secondo passaggio è stato quello del check up conservativo, che in alcuni casi ha condotto sino alla realizzazione di un approfondimento diagnostico completo, foriero di scoperte fondamentali anche dal punto di vista della ricerca storico-artistica.

Secondo il principio del «collezionare per condividere», questa mostra è innanzitutto una raccolta di informazioni didattiche, ricavate da una ricerca “in superficie”, su una piccola parte di quel prezioso patrimonio  da conservare, tutelare e valorizzare. La riscoperta di una parte preziosa e significativa del patrimonio dell’Università degli Studi di Torino diventa anche occasione per interrogarsi sull’origine e sul significato delle collezioni. Il patrimonio dell’ateneo piemontese, composto oltre che da dipinti da mobili, oggetti d’arte e soprattutto libri e documenti di grande pregio, ha poco a che fare con la storia plurisecolare legata al potere Regio e molto invece con la storia dell’ultimo secolo, costellato da acquisti, lasciti e donazioni. Questo perché nell’Università si riconosce un’istituzione che dura nel tempo, radicata nel passato e protesa al futuro, luogo di conservazione, tutela e valorizzazione di cultura, arte, memoria, identità al di là delle esistenze individuali e delle vicende politiche.

LE COLLEZIONI (IN)VISIBILI: TANTI I CAPOLAVORI IN ESPOSIZIONE

Università degli studi di Torino
Domenico Induno, Donna sdraiata

Esposti in mostra, oltre al capolavoro caravaggesco e alla grande tela di Gaetano Previati, Morte di Torquato Tasso, data per distrutta da molti studiosi del Maestro,  anche alcuni dipinti antichi, come la cinquecentesca tavola raffigurante Venere e Cupido già attribuita a Innocenzo da Imola, sulla quale sono state fatte indagini scientifiche di ultima generazione, o la seicentesca tela di maestro caravaggesco raffigurante un “Profeta”.

Laboratorio Diagnostico: le indagini tecnico diagnostiche sulle opere di Innocenzo da Imola

Tra le firme note, ricordiamo un dipinto con Donna sdraiata di Domenico Induno, firmato, un rapido schizzo a pennello raffigurante “Donna con scialle in una strada d’inverno”, di Angelo Dell’Oca Bianca, un inconsueto “Sulla spiaggia (Lido di Venezia?)” dipinto da Lorenzo Delleani  nel 1887,

Ada Quazza scrive nel citato volume del 2004 «Non è possibile qui dare conto oggi di tutti i dipinti in possesso dell’Università: saranno necessarie altre indagini e ben altro spazio. Rimando quindi per molti alla documentazione fotografica che abbiamo raccolto, che comprende alcuni acquisiti di cui cito due estremi: il dipinto di Battistello Caracciolo (di cui vi abbiamo parlato precedentemente), acquistato da una collezione casalese nel 1952, e il bel dipinto novecentesco firmato Geicer, “Pierrette e Pierrot”, acquistato pochi anni fa  per Scienze della Formazione».

Un’iniziativa che apre le porte ad opere quasi inaccessibili, custodite per lo più in Rettorato e nei luoghi di rappresentanza delle diverse sedi dell’Ateneo Torinese. Per cui, se sarete nel mese di ottobre nella capitale sabauda, vi consigliamo di visitare questa esposizione che offre, oltre agli aspetti artistici e suggestivi delle rinomate opere, risvolti inediti che mostrano quanto di  (In)visibile ci possa essere in queste Collezioni.

INFO

Tra Battistello e Previati – LE COLLEZIONI (IN)VISIBILI dell’Università degli Studi di Torino

9 settembre- 25 ottobre 2019

Sala Athenaeum – Biblioteca Storica di Ateneo Arturo Graf

Rettorato Università degli Studi di Torino

dal lunedì al venerdì 10.00-18.00.

A cura di Daniela Magnetti

Contributi al catalogo: Daniela Magnetti, Paola Novaria, Annalisa Ricuperati, Thierry Radelet, Filippo Timo

Mostra realizzata in collaborazione con Banca Patrimoni Sella & C.

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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