I fasti altaromani tornano a celebrare l’alta moda

I fasti altaromani tornano a celebrare l’alta moda

ROMA – Nella settimana di AltaRoma di gennaio 2018 il ritorno di grandi couturier, le sfilate nelle prestigiose location capitoline, il fil rouge classicheggiante dell’organizzazione ci riporta ad antiche edizioni, dove i fasti dell’alta moda celebravano la bellezza della città eterna.

La prima serata vede il ritorno di Camillo Bona ad AltaRoma che narra in una frequenza filmica la bellezza anni ’50 di Silvana Mangano, partendo da Riso Amaro alla sua sensuale danza del film  Anna.

Collezione d’alta moda sofisticata e leggera come il vento che l’attraversa. Delicata nei toni e nei tessuti. Il romanticismo degli anni più eleganti della moda prende forma in una passerella che ricorda la Sala Bianca, con un fluire lento (decisamente troppo!) delle modelle che si soffermano ai flash dei fotografi. Una coreografia che poteva apparire molto più affascinante di quanto non sia stata, dilungandosi esageratamente e facendoci cedere alla stanchezza del primo giorno di tour de force, anziché appassionarci e farci godere della palette dei colori e dei tagli impeccabili del couturier.

Lo stilista Camillo Bona si è formato nell’atelier delle Sorelle Fontana. Io ho avuto la fortuna di stare seduta proprio accanto alla nipote, la signora Luisella Fontana (nuora di Giovanna) che mi descriveva ogni tessuto, ogni ricamo esaltando la manifattura del grande sarto. Ho così potuto apprezzare ancor più la maestria del designer.

Camillo Bona AltaRoma 2018

Un’altra generazione, un altro stile, per la razionalista della moda. Il design della collezione dell’architetto Sabrina Persechino si erge leggero in strutture a rete che ricordano le cupole o le volte metalliche. Questa sfilata ricorda le precedenti collezioni dove Sabrina Persechino, indagando nel pensiero architettonico di Frank Lloyd Wright scomponeva figure geometriche fino a ricreare la sua forma preferita delle cupole, o evocava l’architettura eclettica ottocentesca dalla torre Eiffel in poi, nelle reti e costruzioni metalliche che qui si dipanano in cappe dai tagli laser.

Ci sorprende poi quando, dai sui monocromi monotoni, il tutto si accende d’improvviso in un fucsia lucente fino ad illuminarsi nell’oro più brillante. Ma i flash di luce che gli Antichi Greci chiamarono elektron sono sprazzi di vita che delineano la perfezione della struttura e scorrono come la Senna in un rigoroso flusso aritmetico.

Renato Balestra AltaRoma 2018

Renato Balestra a Palazzo Brancaccio celebra la sua carriera nell’alta moda senza stupirci. È una carrellata dei suoi abiti icone, avvolti dalla luce dell’antico palazzo che vede la partecipazione massiva della nobiltà e delle signore dello spettacolo che con i suoi abiti hanno illuminato il palcoscenico. Il maestro si concede generosamente ai fotografi ed alla sua clientela che lo ama e lo rispetta come merita.

Peccato che non ci abbia stupito come nelle passate edizioni di AltaRoma, ma la sua è stata una festa che merita tutta la magnificenza della cornice.

Sfilata Persechino Alta Roma

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Antichi fasti che si fondono nell’arte contemporanea, dal MAXXI di Zaha Hadid alla Galleria di Arte Contemporanea, meglio conosciuta come GNAM, dove si è celebrato il gran finale con il ventennale dello stilista Francesco Scognamiglio.

Un tributo celebrato anche dal ricco parterre di ospiti e di vip italiani che hanno contribuito a scrivere la storia e il folgorante successo del designer. Ma ricordiamo che la maison è nota in tutto il mondo grazie anche alle celebrities tra cui Madonna, Beyoncé e Nicole Kidman.

L’allure del design d’alta moda qui si è fuso nell’arte contemporanea in un mix di ricercatezza e femminilità, sensualità e romanticismo. E’ stato un defilè in stile parigino, sofisticato e sublime nella sua semplicità.

Grazie ad AltaRoma che ci ha regalato, ancora una volta, un grande spettacolo.

Photo Copyright Marco Serri 2018 per MyWhere
All rights reserved – Use by permission

Francesco Scognamiglio
La sfilata di Francesco Scognamiglio (ph_MyWhere)

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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