La città dei Savoia, nei luoghi di re e di principesse

La città dei Savoia, nei luoghi di re e di principesse

TORINO – Una città raffinata ed elegante, tutta da scoprire. Dai luoghi dei Savoia e delle principesse a quelle dell’antico Egitto, in visita per la città. Qui anche la permanenza in boutique hotel, in perfetto stile sabaudo ovviamente, per rigenerarsi come facevano le regine, anzi come la Dea Iside, appunto…

Eleganza e raffinatezza sono nell’aria a Torino, prima capitale del Regno d’Italia e culla della dinastia monarchica dei Savoia. Non appena si esce dalla stazione si percepisce l’impostazione imperiale che si respira nell’intera città, fatta di grandi viali che si intersecano tra loro secondo uno schema a scacchiera, anticamente scelto proprio per facilitare la difesa dei punti nevralgici da attacchi esterni.

sabauda

L’elegante via Roma infatti conduce proprio in piazza Castello, sede di Palazzo Madama, su cui si affacciano i più importanti edifici sabaudi: il Palazzo della Prefettura, all’interno del quale si trova l’Armeria Reale, e il Teatro Regio mentre poco più avanti, sulla piazzetta Reale, svetta il maestoso Palazzo Reale, al cui fianco si trova Palazzo Chiablese, oggi sede di importanti mostre d’arte. Fino all’autunno all’interno di Palazzo Madama, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco è visitabile il Giardino della Principessa.

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La fedele ricostruzione del giardino, protetto dalle mura medioevali, si è basata sulla descrizione contenuta nei documenti conservati oggi nell’Archivio di Stato (per approfondimenti clicca qui). Aggirarsi tra i sentieri dove la principessa d’Acaia Bona di Savoia amava intrattenersi, leggere, passeggiare e conversare, regala la sensazione di tuffarsi in un altro tempo e un altro spazio, immaginandosi quanto dovesse essere diversa allora la vita ma quanto forse sia invece vicina a quella contemporanea se si riscopre la semplicità della natura. L’aspetto attuale del palazzo è dovuto a Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, reggente di Vittorio Amedeo II di Savoia, che le ha anche dato parte del nome poiché eletto a sede di due Madame Reali. La sovrana volle cancellare o, per meglio dire nascondere, la struttura medioevale del palazzo quindi ordinò la rimozione dell’antico ponte levatoio, e poi affidò il progetto per la nuova facciata a Filippo Juvarra che la eseguì in uno spettacolare stile barocco utilizzando pietra bianca (per la storia clicca qui).

Continuando il percorso abituale dei monarchi, da piazza Castello si prosegue verso via Po, un ampio viale caratterizzato dai portici, sia sul lato destro che sul lato sinistro, voluti dal re Vittorio Amedeo di Savoia per raggiungere la chiesa della Gran Madre anche in caso di pioggia.

La Gran Madre

La chiesa si trova oltre il Po, dopo l’imponente piazza Vittorio Veneto , in passato Piazza d’Armi, oggi centro di incontro e di aggregazione sia degli studenti della vicinissima università, sei dei tanti turisti che ogni anno affollano Torino e che amano sedersi ai tavoli dei numerosi bar e ristoranti per godersi lo spettacolo della collina di fronte; oltrepassato il ponte sul fiume, anticamente unico punto di accesso per raggiungere anche Chieri e il Monferrato, si resta completamente affascinati dell’imponenza della chiesa-tempio, molto rialzata rispetto alla piazzetta. Per raggiungere l’ingresso si deve salire un’ampia gradinata, al termine della quale si trova un grande pronao costituito da sei colonne frontali per tre sui due lati, sovrastate da altrettanti capitelli corinzi. La pianta è circolare come il Pantheon romano, ed è costruita in stile neoclassico, evidente nella facciata eretta per volontà degli Amministratori della città per festeggiare il ritorno del re Vittorio Emanuele I di Savoia il 20 maggio 1814, dopo la ritirata dell’esercito di Napoleone (per la storia clicca qui).

Ritornando nella piazza si può prendere la via Villa della Regina che conduce, dopo un sentiero in salita che vale la pena percorrere a piedi per ammirare lo splendido panorama sulla città, proprio alla residenza di campagna sabauda, la preferita di molte regine della dinastia rimasta chiusa e fatiscente per anni ma poi, grazie all’intervento della Sovrintendenza per i beni artistici e storici del Piemonte, con lavori di restauro durati oltre dieci anni e che hanno reso l’antica dimora visitabile a partire dal 2007.

Salone

L’edificio è in stile barocco e al suo interno si trovano affreschi e quadri di Giovanni Battista Crosato, Daniel Seiter e Corrado Giaquinto, visibili nel grande salone principale, oggi concesso anche per eventi e ricevimenti privati. Nelle altre sale, oltre alle stanze dedicate alle attività culturali e artistiche e alle camere reali, sono visibili quattro Gabinetti Cinesi in legno laccato e dorato. La maggior parte degli stucchi della villa sono opera di Pietro Somazzi.

Dal parco circostante il palazzo, un tempo completamente coltivato a vigneti, si può godere del panorama mozzafiato sull’intera città. Tornando indietro verso piazza Vittorio Veneto e riprendendo via Po non si può non visitare la maestosa Mole Antonelliana al cui interno si trova il Museo Nazionale del Cinema, uno dei più importanti al mondo per la ricchezza della collezione e tra i più particolari per la struttura espositiva a spirale.

La Mole Antonelliana

Di particolare interesse storico il primo piano del museo, quello dedicato all’Archeologia del Cinema, dove si possono vedere i percorsi sperimentali e le tappe fondamentali che hanno poi alla nascita del cinematografo dei fratelli Lumière, per poi passare nei piani superiori alle ricostruzioni fedeli di scene dei film cult degli anni passati e finire a spiegazioni interattive sul doppiaggio, sul suono e altri segreti della “scatola magica”. Imperdibile, dopo la visita, la salita panoramica fino alla cima della Mole, da cui si domina l’intera città. Poco distante il Museo Egizio, il secondo al mondo per importanza dopo quello del Cairo, e ricco di reperti storici importantissimi, testimonianze dell’antica civiltà che ha lasciato un profondo segno nelle generazioni future, con conoscenze che stupiscono ancora oggi.

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Il Museo raccoglie collezioni che si sono sovrapposte nel tempo, alle quali si sono aggiunti i ritrovamenti a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935. In quell’epoca vigeva il criterio secondo cui i reperti archeologici erano ripartiti fra l’Egitto e le missioni archeologiche mentre la regolamentazione attuale prevede che i reperti rimangano nel paese d’origine. All’interno dei tre piani del polo museale papiri, sarcofagi, mummie, utensili che accompagnavano i deceduti nel loro viaggio nell’al di là, appartenenti alle varie epoche in cui sono storicamente suddivisi i regni dell’antico impero. Il restauro dei reperti è sponsorizzato da Gli Scarabei, un’Associazione di Soci Sostenitori del Museo che in meno di tre anni hanno finanziato importanti interventi di restauro, per un importo di 80.000 euro, soprattutto legati alla Tomba di Kha e consistenti in operazioni di rimozione di vecchi interventi, il consolidamento e la stabilizzazione dei tessuti e la pulizia dei reperti.

Dopo una giornata tanto intensa, il luogo ideale per riposarsi è l’Hotel Victoria, a un passo dalla lussuosa via Lagrange, da piazza Carlo Emanuele II, anch’essa piena di ristoranti tipici in cui fermarsi a mangiare, ed esattamente dietro la Borsa Valori; la struttura in perfetto stile sabaudo si presenta elegante già dall’esterno ma è entrando che il boutique hotel svela la sua eleganza nascosta.

Lobby Hotel Victoria

La luminosa hall è arricchita da arredi e tromp l’oeil in perfetto stile francese, le stanze di relax adiacenti mostrano ognuna la propria spiccata personalità, testimonianza della passione con cui i proprietari, Mia Rolla e Riccardo Vallinotto, hanno portato nella struttura ciò che hanno visto e amato nei loro viaggi in giro per il mondo. Elementi orientali sono armoniosamente accostati ad arredi coloniali, lo stile provenzale è perfettamente legato a quello Old England, l’etnico associato all’Art Nouveau, costruiscono uno stile in meraviglioso equilibrio armonico che rende il soggiorno indimenticabile.

Fiore all’occhiello della struttura è sicuramente la Spa Iside, un omaggio al Museo Egizio di Torino e arredata con uno stile evocativo delle meraviglie dell’antico Egitto, dedicata a Iside, dea egizia della salute e patrona della natura.

Spa Iside

Al centro benessere si accede con ascensore riservato da ogni piano e permette agli ospiti di regalarsi momenti di assoluto relax: vasca idromassaggio, piscina, doccia con cromoterapia, bagno turco, sauna finlandese e il fantastico bagno romano, sono solo parte del centro a disposizione dei clienti dell’hotel. In una sezione separata ci sono anche le cabine per massaggi e trattamenti di ogni tipo eseguiti da personale altamente qualificato (per saperne di più cliccate qui).

Torino è una città davvero tutta da scoprire, è per questo che vi invito a guardare tutta la ricca gallery fotografica di questa magica città. Certo richiede tempo per scoprirne le varie sfaccettature, ma leggete anche il mio prossimo reportage dove vi racconterò della Venaria Reale e della mostra su Lady Diana (per leggere l’articolo clicca qui)!

INFO:

Palazzo Madama – piazza Castello, Torino, Sito

Villa della Regina – strada Santa Margherita 79, Torino Sito

Mole Antonelliana e Museo Nazionale del Cinema – via Montebello 20, Torino Sito

Museo Egizio – via Accademia delle Scienze 6, Torino Sito

Hotel Victoria – via Nino Costa 4, Torino Sito

Torino città

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Marta Lock

Marta Lock

Sono romanziera, aforista, saggista, ho una rubrica socio-psicologica, L’Attimo Fuggente, che parla di emozioni, sentimenti relazioni, nella complicata realtà contemporanea, e che esce ogni lunedì sul mio sito web www.martalock.net, Recensisco mostre di pittura e vado alla scoperta dei piccoli luoghi e scorci interessanti di Italia di cui raccontarvi. Scrivere è la mia vita, la mia vocazione e la mia gioia più grande.
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