Pasolini a Villa Ada. In scena un ritratto inedito del grande scrittore

Pasolini a Villa Ada. In scena un ritratto inedito del grande scrittore

ROMA – A pochi giorni dalla ricorrenza del compleanno di Pier Paolo Pasolini, l’attore Ivan Festa torna alla ribalta con il monologo tratto dal testo di Giorgio Manacorda, Pasolini a Villa Ada. Dopo il plauso da parte di pubblico e critica al Teatro Tordinona e in molti prestigiosi festival, lo spettacolo sarà in scena nella sede dell’Associazione Teatrosophia da oggi al 10 marzo.

Nella storia originale del libro di Manacorda, una passeggiata in un parco di Roma del protagonista-autore viene interrotta da una telefonata dello scrittore Renzo Paris, da cui si apprende dell’uscita, sulla prima pagina di Repubblica, di una lettera inedita di Pier Paolo Pasolini. Nasce così fra i due un dialogo fitto e non privo di momenti d’ironia, da cui si delinea un ritratto intimo del poeta friulano. Attraverso le confessioni e i ricordi di Manacorda che riemergono nella conversazione con Paris, viene tratteggiato il tormentato rapporto di amicizia e di emancipazione tra il primo e la gigantesca figura di Pasolini. Il racconto di questo rapporto personale, rimasto sinora riservato alla dimensione privata, rivive ora in un denso monologo di Ivan Festa, che ne ripercorre l’impianto del testo originale. L’attore conferma la propria predilezione per la particolare forma drammaturgica che abbatte completamente la barriera tra pubblico e performance, come già

Pasolini a Villa Ada
Ivan Festa 

visto nel recente Fragments, altro monologo surreale che cuce insieme testi di Harold Pinter e Martin Crimp. L’attore, nell’intento dichiarato da Festa, evade del tutto da qualsiasi rapporto dialogico con un testo o con altri attori in scena e si fa spettacolo che ingloba la platea. La medesima operazione è pensata per presentare un Pasolini meno conosciuto, spiega l’attore, attraverso una rappresentazione che è un incontro nuovo con Pier Paolo Pasolini, un racconto diverso, lontano dalle polemiche politiche, da ricostruzioni o riduzioni del protagonista a mero e semplice fatto di cronaca. Sono passati un po’ di anni dal debutto, sono tante le repliche che ha alle spalle questo spettacolo, ma per me è sempre una grande emozione. Inedita sarà anche la location dello spettacolo, che sarà ospitato dall’Associazione Teatrosophia e sarà un evento riservato ai soli soci. Per essere tesserati è possibile compilare il modulo collegandosi alla sezione ASSOCIATI del sito ufficiale. In questi giorni, nel foyer sarà anche allestita una mostra con una selezione di scatti di Nowhere Now, lavoro che a breve verrà raccolto e pubblicato in un volume da Urbanautica Institute.  Le immagini sondano l’impalpabile viaggio della luce, dei colori, delle particelle che generano la vita in un continuo disordine. È l’improvviso, l’impalpabile che genera e muta come una reazione a catena. La confusione possiede al proprio interno tutti i gli elementi della creazione, imprevisti compresi che sono anzi la base del processo. La distruzione, l’errore, è parte necessaria della creazione.

Teatrosophia

Via della Vetrina 7 – Roma

dall’ 8 al 10 marzo 2019

ore 21.00 – domenica ore 18.00

Info e contatti: info@teatrosophia.it

tel: 06.68801089 – 375.5488661

web. www.teatrosophia.com

Bigietti 13€ + 2€ tessera associativa del teatro

Fb: www.facebook.com/teatrosophia2018/

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Stefano Maria Pantano

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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