Pitti Uomo 90: ritrovarsi nella fortezza della moda

Eccoci a Pitti Uomo 90 dove ci siamo ritrovati a visitare la fortezza della moda per l’evento modaiolo più atteso di Firenze arrivato alla sua 90esima edizione!

Dal 14 al 17 giugno la Fortezza da Basso ha ospitato 1.222 marchi con aziende che hanno proposto i trend e gli outfit più cool della prossima stagione, più di 20.000 i compratori passai da qui, fra i  quali 8.200 buyer esteri. Questi numeri segnano l’evoluzione di un salone e di un mondo, che dalla sua prima edizione, nel febbraio 1972, ad ogni stagione cresce e si evolve puntando su qualità, ricerca, internazionalità e sulla capacità di creare novità ,sorprendendo sempre i nuovi e i vecchi visitatori. Appena si entra nella Fortezza della moda si respira subito un’aria frizzante e piena di energia, dove ospiti e buyer si apprestano curiosi a recarsi nei vari stand alla ricerca delle prossime tendenze 2017.  E fuori dai padiglioni di Pitti Uomo 90 non poteva mancare lo Street Style, stile che caratterizza la nostra società liquida, sempre pronta al cambiamento.

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Il tema di questa edizione del Pitti Immagine Uomo é Pitti Luky Numbers. Poiché i numeri segretamente circondano tutta la nostra vita, con le loro qualità estetiche, grafiche, simboliche, nella moda e oltre la moda, questi hanno riempito scenograficamente tutta la Fortezza da Basso, presentati nel set design di Oliviero Baldini. A Pitti Uomo 90 è stato così svelato, in chiave ironica, il tema dei numeri è legato ad una serie di progetti molto interessanti e creativi riproposti per tutti e 4 i giorni della manifestazione: il Rolling Stone con “Wall of Fame” che realizza una grande parete con i 90 numeri della Smorfia Napoletana interpretati dalla street artist Laurina Paperina; il magazine Undici con “L’Epica dei Numeri” che dà vita a 11 sculture XL dedicate alle maglie dei giocatori che hanno fatto la storia del calcio; la rivista Studio con 4X4= 2016 ha invitato 4 giornalisti di moda a dare la loro opinione sul concetto di “new classic”, le loro voci sono confluite in un’installazione  realizzata da 4 giovani artisti italiani, ed in fine, il nuovo digital art project, accompagna la campagna pubblicitaria dei saloni di Pitti Uomo 90 interpretando il tema Pitti Lucky Numbers attraverso la tecnica del motion design (con la udirezione creativa di Sergio Pappalettera, la regia di Ced Pakusevskij, la fotografia di Toni Thorimbert, la produzione di HI Production e la supervisione di Max Brun).Pitti Uomo_Immagine 90

Le sezioni di  Pitti Uomo 90 sono 15: Pitti Uomo, Make, Pop Up Stores, Eye Pop, Fashion At Work, Futuro Maschile, Touch!, l’Altro Uomo, Born in the USA, Unconventional, Open, The Latest Fashion Buzz, I Play, Urban Panorama, My Factory

Ogni sezione di Pitti Uomo 90 propone un Concept, una filosofia e il significato del vestire maschile nel 2017 con le proposte più attraenti e innovative sul mercato. In particolare nella sezione Futuro Maschile, manifesto dei cambiamenti del menswear classico-contemporaneo, vorrei porre in evidenza il marchio Camo, che si presenta al Pitti immagine Uomo già da 15 stagioni. Originario di Biella, si ispira al concetto di Camouflage (dall’inglese, significa mimetizzarsi) e con la sua Relax Collection, ispirata alla filosofia di sentirsi sé stessi con il capo addosso, propone un modo fluido e morbido di vestire il formale con colori tenui e materiali come cotone, materiali tecnici e lana merino. Novità assoluta, per questo nuovo marchio emergente, è una più ampia cura per la collezione donna 2017 con la quale vuole affermare il No-Gender Styleo meglio vuole uniformare la moda maschile e femminile, sempre sotto l’insegna della comodità e del sentirsi a proprio agio nel vestito portato.

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Firenze, in l’occasione del Pitti Uomo 90, ospiterà personaggi d’eccezione come Karl Lagerfeld, Raf Simons, Fausto Puglisi, Gosha Rubchinskiy, Hiroki Nakamura, Lucio Vanotti con i loro straordinari lavori ed eventi organizzati appositamente rendendo nuovamente, l’antica città medicea, faro e fulcro della moda internazionale.

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Elisa Diana

Romana di origine ma cosmopolita dentro, ho sempre viaggiato sin dalla mia più tenera età, da Roma a Seul, anche se è la Germania la mia vera casa. Sono sempre stata attratta e affascinata dall’inconsueto, dall’esotico e da tutto ciò che sia passionale, vivace e scintillante. Sono un’esteta e penso che l’originalità è la forma migliore di apparenza. La mia vera passione è la danza, ma purtroppo è un amore impossibile. La comunicazione è la mia più grande passione, in qualsiasi forma essa sia, è un’arte. Costantemente trasportata e guidata dalla mia curiosità e dalla convinzione che il lavoro e i valori siano linfa vitale del nostro essere, vivo la mia vita assaporando ogni attimo intensamente.
Elisa Diana

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