La Roma è di Mourinho, ce l’ha fatta: questa è la sua squadra

La Roma è di Mourinho, ce l’ha fatta: questa è la sua squadra

ROMA – Dopo un anno e mezzo sulla panchina della Roma, José Mourinho sembra essere finalmente riuscito a trasmettere la sua identità a i giallorossi

“Dio plasmò l’uomo a sua immagine e somiglianza” Genesi 1:26, senza cadere nella blasfemia e senza togliersi una costola, Josè Mourinho si è fatto carico della creazione di una Roma sempre più “Mourinhana”. Non ci ha messo 7 giorni ma circa un anno e mezzo però alla fine lo Special One ce l’ha fatta, questa è indubbiamente la sua squadra.

Roma, il primo anno di Mourinho

Dal 5 maggio 2021, giorno dell’annuncio ufficiale del tecnico nativo di Setubal come nuovo allenatore giallorosso, è cambiato tanto, sono stati compiuti veri e propri passi da gigante. I primi giorni di Mourinho nella Capitale sono contraddistinti da un’euforia totale, entusiasmo alle stelle tra la tifoseria e gli addetti ai lavori, un po’ di preoccupazione per la stampa che si rende conto che per i prossimi tre anni, durata del contratto dello Special One sulla panchina romanista, avrà vita difficile.

Graffito a Roma in onore di José Mourinho
Graffito a Roma in onore di José Mourinho

Il tifoso della Roma è innamorato perso ed acciecato dall’ambizione e i giornali enfatizzano il tutto, si parla di Scudetto già al primo anno nonostante la rosa a disposizione del tecnico nativo di Setubal non sia abbastanza valida per un obiettivo tanto grande. In ogni caso, tra alti e bassi, scivoloni e risalite, il dramma sportivo della sconfitta per 6-1 contro il Bodo Glimt e la conseguente mortificante pubblica arrabbiatura, per usare un eufemismo, di Mou verso i suoi calciatori, alla fine i giallorossi riescono, seppur con qualche difficoltà, a chiudere bene la stagione.

Si perché nel 25 maggio 2022 la Roma di Mourinho riesce a sollevare la prima storica edizione della UEFA Conference League vincendo la finale contro il Feyenoord in una gara che, se non fosse stato per i miracoli di Rui Patricio e per l’assoluta compattezza e solidità dimostrata in fase difensiva, avrebbe avuto sicuramente esiti differenti.

Durante gli infiniti festeggiamenti estivi per le strade della città eterna, sulla scia dell’entusiasmo della vittoria della Conference League, il GM Tiago Pinto lavora giorno e notte per smaltire gli esuberi e i calciatori esclusi dal progetto di Mourinho e soprattutto per rinforzare la rosa a sua disposizione. Arrivano Matic, Svilar, Celik, Wijnaldum, Dybala e Belotti. Il centrocampista olandese arrivato in prestito dal PSG, si infortuna gravemente e la società fa un ulteriore sforzo per rimpiazzarlo alla buona acquistando Camara dall’Olympiakos. 

Roma, il secondo anno di Mourinho

Lo Special One ha una rosa decisamente più competitiva rispetto a quella della sua prima stagione. Di nuovo bisogna farsi scudo dalle proclamazioni di inizio stagione che ancora una volta raccontano di una Roma candidata per lo Scudetto.

Prima della pausa per il Mondiale in Qatar i giallorossi se la cavano tra alti e bassi. Riescono a passare il girone di Europa League, con qualche insidia di troppo, occupando il secondo posto del gruppo e qualificandosi ai preliminari dove ad attenderli, il prossimo16 febbraio, ci sarà il Salisburgo sceso dalla Champions League. 

José Mourinho
José Mourinho

Si arriva a ridosso del Mondiale con la Roma al settimo posto in classifica. La squadra chiude il 2022 con due deludenti pareggi con Sassuolo e Torino. Mentre a Qatar 2022 le varie nazionali si danno battaglia, Mourinho porta i suoi in gita in Giappone per una tournèe. Poi in Portogallo, precisamente nel territorio dell’Algarve, luogo di allenamento dei giallorossi utilizzato anche per le preparazioni estive. 

L’uomo chiave della Roma in campo è assolutamente Paulo Dybala. Ogni volta che ne ha la possibilità ribalta le sorti della sua squadra con una giocata fantascientifica o con un gol dei suoi. La Joya però, oltre ad essere la stella che illumina la via giallorossa, ha purtroppo una maledizione inflittagli probabilmente dagli stessi Dei del calcio per par conditio. Paulo è soggetto a molti infortuni muscolari. Ne ha due nella prima parte di stagione, l’ultimo quasi rischia di fargli perdere il Mondiale. Palcoscenico in cui con la sua Argentina, riesce a sollevare la Coppa del Mondo segnando anche uno dei rigori decisivi nella finale contro la Francia.

La Roma post Mondiale

Mourinho utilizza la pausa per compattare il gruppo e per lavorare ancora meglio alla fase difensiva, punto di forza assoluto di tutte le sue squadre. Lo Special One, quando mancavano una manciata di giorni al ritorno della Serie A fermatasi per il Mondiale, chiama Dybala al cellulare. Gli chiede di tornare prima dai suoi festeggiamenti a Buenos Aires perché la squadra ha bisogno di lui. Testualmente “Paulo sarebbe meglio che tornassi il 29 dicembre perché il 4 gennaio abbiamo il Bologna e senza di te non ce la faremmo a vincere”. Onesto, schietto e diretto questo è il portoghese. Detto fatto, Paulo non solo torna prima nelle Capitale nonostante i suoi compagni argentini stessero ancora festeggiando, ma torna il 27, due giorni prima rispetto a quanto chiesto dal suo allenatore.

José Mourinho
José Mourinho

Il 4 gennaio 2023 allo Stadio Olimpico la Roma vince con il Bologna e Dybala chiaramente era in campo. I giallorossi non giocano particolarmente bene ma con solidità, coraggio e caparbietà ottengono i 3 punti. L’8 gennaio a San Siro il Milan di Stefano Pioli, Campione d’Italia in carica, sfida i ragazzi di Mourinho. I rossoneri vanno in vantaggio per 2-0, la partita sembra finita. Al minuto 87 c’è un calcio piazzato in favore della Roma, le palle inattive sono l’arma in più dell’armata dello Special One. Capitan Pellegrini va dalla bandierina e crossa al centro, c’è Ibanez che con una frustata di testa accorcia le distanze. Ma non è finita qui. Al 93’ Tammy Abraham, che nella prima parte di stagione aveva tanto deluso, risorge dalle proprie ceneri e fa 2-2 facendo esplodere il settore ospiti di San Siro.

Il cambio di marcia della Roma 

Quel Milan-Roma è stata la scintilla che ha dato vita al fuoco primordiale Mourinhano, capace di scottare chiunque in qualunque situazione. I rossoneri sono usciti traumatizzati da quel match e da allora hanno iniziato la loro caduta nel baratro. Parallelamente, in senso contrario, i giallorossi, sono decollati come non avevano mai fatto. 

Il 2023 della Roma prosegue con un crocevia fondamentale, lo scontro di Coppa Italia contro il Genoa dove a risolvere la questione ci pensa ancora una volta Paulo Dybala, finisce 1-0 e la squadra capitolina approda ai quarti di finale dopo qualche anno di assenza.

In seguito, le vittorie arrivare contro Fiorentina e Spezia, entrambe per 2-0, hanno consacrato la costanza della Roma che prende pochi gol ed è difficile da stanare. La recente sconfitta al Maradona contro il Napoli, creatura stellare forgiata dalle sapienti mani di un artigiano del calcio come Luciano Spalletti, non ha creato problemi ai giallorossi anzi. Mourinho si è ritenuto soddisfatto e non poco della prestazione dei suoi che hanno messo in netta difficoltà fino al 96′ una squadra capace di annientare tutte le sue avversarie in Europa. 

L’eliminazione dalla Coppa Italia e la reazione in campionato

Il passo falso con la Cremonese in Coppa Italia aveva gettato ombra su tutto il 2023 giallorosso. La Roma è scesa in campo con un atteggiamento sbagliato, sottovalutando l’avversario e l’importanza di un quarto di finale. Un trofeo che gli uomini di Mourinho avrebbero potuto forse vincere considerando la caratura delle squadre coinvolte. D’altronde, la dea bendata aveva aiutato i capitolini facendo eliminare il Napoli proprio dalla Cremonese, la stessa che ha sconfitto i giallorossi. Battuta d’arresto arrivata anche in seguito ad una formazione di riserve schiarata dallo Special One. La Roma di Mourinho è dunque chiamata a reagire in fretta.

Dopo i meritati fischi di mercoledì 2 febbraio in Coppa Italia, l’Olimpico si colora di giallorosso di nuovo nell’ennesimo sold out consecutivo. Torna in campo la Roma contro l’Empoli per la 21a giornata di Serie A. Di nuovo è necessario usare il termine “Mourinhana”. Si, perché questo è l’aggettivo che meglio descrive la prestazione dei giallorossi contro i toscani. Dopo soli 6 minuti è 2-0 per i padroni di casa. I capitolini sono cattivi, affamati e grintosi, vogliono dimostrare a tutti di non essere quelli scesi in campo con la Cremonese. Ci riescono e si portano a 40 punti in classifica, 8 più della stagione precedente a questo punto. Mourinho ha compattato il gruppo ancora una volta e li ha spinti a tirare fuori l’orgoglio in un’ottima gara.

Mourinho è maestro nella gestione del gruppo

Fin ora, durante il percorso di questa prima parte di stagione, Mourinho è stato un maestro della gestione del gruppo. Tra infortuni, casi di ammutinamento come accaduto per Karsdorp e Zaniolo, e tanti giovani della Primavera lanciati tra i grandi, lo Special One ha trovato il giusto equilibrio. Stabilità dimostrata anche in campo dalla sua squadra. I giallorossi lottano uniti con coraggio e aggressività, fortificati dal proprio sudore e sangue versato sul prato del rettangolo di gioco.

Il tecnico di Setubal, mai come ora, nei suoi quasi due anni sulla panchina giallorossa, è riuscito a trasmettere il suo credo calcistico, la sua idea di gioco e la propria identità caratteriale ai suoi uomini. Ora, con una Roma così e con un’ottima classifica, l’obiettivo qualificazione alla prossima Champions League sembra ad un passo. Finalmente la Lupa potrebbe tornare ad ululare alla luna sotto il cielo della competizione europea per club più affascinante del mondo. 

Stefano Gentili
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