Wes Anderson Venezia 80: un gigante della regia

Wes Anderson Venezia 80: un gigante della regia

VENEZIA – Wes Anderson, grandissimo regista e sceneggiatore statunitense ha presentato il suo nuovo film The Wonderful Story of Henry Sugar al Festival del Cinema lagunare.

 

Wes Anderson a Venezia 80 ha uno stile unico e inconfondibile. Crea le sue storie come un architetto visionario, ma estremamente preciso ed elegante: Wes Anderson, regista e sceneggiatore americano, ha presentato al Festival di Venezia il suo ultimo film e ha ricevuto, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, il premio “Cartier Glory”, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo. Un riconoscimento meritatissimo per Anderson presente al Lido con “The Wonderful Story of Henry Sugar”, mediometraggio di 40 minuti, con Ralph Fiennes, Benedict Cumberbatch, Dev Patel, Ben Kingsley e Richard Ayoade.

Il nuovo film di Anderson

Si tratta del primo di quattro filmbrevi per Netflix, tratti da altrettanti racconti di Roald Dahl. Il film narra di un uomo ricco che scopre l’esistenza di un guru che riesce a vedere anche con gli occhi bendati. Decide allora di imparare la sua tecnica, per barare al gioco d’azzardo. “Ero molto interessato a realizzare questa storia, ci abbiamo messo due settimane e mezzo di riprese. Non saprei dirvi esattamente cosa è: qualcosa a metà tra cinema e teatro, ma è un film. “Non ho idea di quante persone andranno al cinema per vedere qualcosa di 40 minuti, ma sei hai voglia di andare anche a cena puoi fare entrambe le cose, d’altronde siamo persone impegnate”, ha sottolineato il regista.

Wes Anderson a Venezia 80: un gigante della regia

Autore di film come “Willy Wonka”, “Matilda”, “Budapest Hotel”, “Fantastic Mr. Fox”, “Moonrise Kingdom”, “The French Dispatch” e “Asteroid City”, Anderson ha saputo imporre al pubblico il suo linguaggio costruito in modo tradizionale, senzaeffetti speciali: “Nel mio cinema cerco sempre di far vedere l’illusione e mostrare come i filmmaker creano i diversi momenti cinematografici, per me quello che ha reso magico il cinema di Buster Keaton è il fatto che tutto succedeva davanti alla macchina da presa”. Anderson è cresciuto in Texas, vive in Francia e tra i suoi autori preferiti c’è Alfred Hitchcock.

Wes Anderson foto di Gianluca Minchillo

E’ grazie a lui che ha capito che voleva fare il regista, non solo per la suspence che riusciva a creare, ma per la chiarezza della messa in scena. Ed è proprio la chiarezza uno dei tratti essenziali del suo universo visionario, curato fin nei minimi dettagli, scandito da inquadrature rigorosamente simmetriche, colori e prospettive precise, popolato da personaggi per lo più sognatori problematici, ma romantici e sorridenti. E poi nei suoi film hanno sempre avuto un peso determinante le colonne sonore, le scenografie e i costumi, necessari a ricostruire un mondo immaginario, eccentrico, poetico e umano. Ovunque le sue storie ci conducano, dall’India a Parigi,ci sorprendono e scaldano il cuore.

La masterclass di Anderson

Lo hanno capito anche i tanti giovani, aspiranti filmmakers, che il regista ha incontrato aVenezia, dove ha tenuto anche una masterclass. È stata l’occasione per ricordare al pubblico il suo esordio, nel 1996, con “Un colpo da dilettanti” scritto insieme a Owen Wilson. Anderson ha raccontato che anche se si sentiva sicuro del suo lavoro, lo ha presentato per la prima volta in un ambiente difficile e non incoraggiante. “È stato un modo terribile di presentare un film per la prima volta. C’erano 86 persone nel pubblico, penso, e verso la metà circa 20 se n’erano andate e le guardavo andarsene”. Il suo consiglio ai giovani su come costruire la fiducia in sé stessi è questo: ”La sicurezza è qualcosa di cruciale. Non so come si fa a costruirla. So come possono distruggervela! Dovete proteggervi da questo e il modo migliore per farlo è avere delle persone con voi, qualcuno di cui vi fidate al vostro fianco.”

Anderson viene celebrato anche in una mostra a Milano, fino al 7 gennaio 2024, della Fondazione Prada, dal titolo “Wes Anderson – Asteroid City: Exhibition”. L’evento è previsto in occasione dell’anteprima italiana del nuovo film del regista, ambientato nel 1955, in un’immaginaria città americana nel deserto, dove ha luogo un convegno di giovani astronomi e cadetti spaziali, mentre il paese è scosso da misteriosi eventi.

Alex D'Alessandro

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