MONDO – Ecco i cinque film imperdibili per il periodo natalizio con le pellicole più acclamate ai festival cinematografici di Venezia e Cannes. Spaziando tra drammi, musical e commedie, la selezione include opere italiane come Vermiglio di Maura Delpero, vincitore del Leone d’Argento. Ma anche capolavori internazionali come La stanza accanto di Pedro Almodóvar, Emilia Pérez, Maria di Pablo Larraín e il ritorno di Tim Robbins con Beetlejuice Beetlejuice. Un viaggio tra emozioni, talento e tematiche profonde per arricchire le festività.
5 film per Natale? Sono ben undici i film nominati alla prossima 82esima edizione dei Golden Globe Awards e che hanno avuto il loro battesimo mondiale all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Altri hanno raccolto consensi e riconoscimenti al Festival di Cannes 2024. Alcuni sono proprio quelli da tenere d’occhio prima che vengano annunciate le nomination agli Oscar il prossimo gennaio. Tra film (e serie) drammatici, commedie e musical, la scelta è ampia e si può approfittare del periodo di vacanze natalizie per andarli a vedere al cinema o sulle piattaforme televisive. Ne abbiamo selezionati cinque che, per motivi diversi, sono da non perdere.
5 film per Natale: Vermiglio, La stanza accanto e Beetlejuice Beetlejuice
A cominciare dal film italiano che un po’ a sorpresa rappresenterà il nostro paese proprio agli Oscar, ovvero Vermiglio di Maura Delpero. Vincitore del Leone d’Argento a Venezia, ha ottenuto la nomination Golden Globe quale miglior film straniero. Un film in dialetto, lontano dai modi consueti di girare, realizzato con appena 4 milioni di budget. Una pellicola che si ispira al cinema di Olmi, De Sica, Tarkovskij. Racconta la storia di una ragazza che nell’ultimo anno della seconda guerra mondiale, nel paesino di montagna di Vermiglio in Trentino, si innamora di un soldato siciliano disertore.

Un altro film da vedere è quello che ha vinto il Leone d’Oro, La stanza accanto di Pedro Almodovar, basato sul romanzo di Sigrid Nunez e interpretato da una coppia di attrici formidabili, Julianne Moore e Tilda Swinton, nominata come miglior attrice drammatica. In questo nuovo film il maestro spagnolo affronta temi intimi e profondi che riguardano l’individuo, come l’amicizia, l’empatia, la generosità, il sovvertimento dei canoni tradizionali della famiglia e altri che riguardano tutto il genere umano come la crisi climatica e il delicatissimo tema dell’eutanasia come affermazione della propria autodeterminazione.
E poi c’è il film di Tim Robbins, standing ovation a Venezia, Beetlejuice Beetlejuice, nominato per Miglior risultato al cinema e al box office, con un cast stellare composto da Michael Keaton, Winona Ryder, Monica Bellucci, Willem Dafoe, Catherine O’Hara, Jenna Ortega e Justin Theroux. Il 65enne regista americano con quest’opera sembra aver ritrovato il gusto scanzonato e divertito per il macabro. Gusto che lo ha reso celebre in film come “Edward mani di forbice”, “Ed Woods” e “Big Fish”.
Emilia Perez e Maria ritratto di un’icona femminile
Se invece si vuole tenere conto del film che ha ottenuto il massimo numero di nomination per i prossimi Golden Globe, la scelta ricade sul musical Emilia Pérez, con 10 candidature totali, il numero più alto mai assegnato a un musical o a una commedia. Un musical anticonvenzionale, storia di un narcotrafficante e della sua transizione di genere. Il Premio per la migliore attrice è andato proprio al trio protagonista di questo lavoro, composto da Karla Sofia Gascón, Selena Gomez e Zoe Saldana.

Infine suscita grande curiosità il film già applaudito a Venezia, Maria, di Pablo Larraìn, sceneggiato da Steven Knight con Angelina Jolie nei panni della grande Maria Callas, affiancata da Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher e Valeria Golino, con nomination per la Jolie come miglior attrice drammatica. E’ il terzo ritratto che Larraìn dedica ad un’icona femminile. Un’artista, una cantante, una donna eccezionale, fragile e forte nello stesso tempo. Forse la voce più importante nella storia della lirica. Una donna che ha trasferito nella sua stessa vita quel senso tragico dell’esistenza appartenente alle eroine che incarnava sul palcoscenico.




