Di un’altra voce sarà la paura: poesie dedicate alla violenza sulle donne

Di un’altra voce sarà la paura: poesie dedicate alla violenza sulle donne

ITALIA – L’ultima silloge “Di un’altra voce sarà la paura” è la ventesima di Yuleisy Cruz Lezcano, le cui poesie sono state tradotte in francese, spagnolo, portoghese, inglese, albanese. L’autrice sarà ospite de Il Salotto culturale di Casa Sanremo Writers. “ Yuli”, come ama chiamarsi,  ha conseguito vari riconoscimenti e premi letterari per le sue poesie: questo ultimo suo testo ha partecipato al Salone Internazionale del Libro di Torino edizione 2024 ed  è stato selezionato per il Premio Strega Poesia 2024.

Di un’altra voce sarà la paura: l’autrice sarà ospite de Il Salotto culturale di Casa Sanremo Writers, iniziativa letteraria legata al Festival della Canzone italiana, che ha lo scopo di promuovere eventi e appuntamenti di grande qualità con protagonisti del mondo della Cultura lanciando messaggi significativi.

Di un'altra voce sarà la paura
Al Salone del Libro di Torino 2024

Yuleisy Cruz Lezcano è laureata in Scienze Biologiche e con Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetricia ed è  originaria di Cuba ma vive in provincia di Bologna, città dove lavora presso la sanità pubblica. “Di un’altra voce sarà la pauraè un viaggio immersivo che la mente e il cuore compiono nel terreno del dolore e della resilienza relativamente a un tema doloroso e angosciante: quello della violenza sulle donne.

In Di un’altra voce sarà la paura la poetessa si dedica a una tematica dolorosa e devastante che lascia ferite insanguinate nell’anima e nei corpi le donne: le sue poesie spezzano il muro di silenzio che cala sulle vittime, spesso fatte addirittura oggetto di commenti accusatori,  per assegnare loro spazio e  dignità. Attraverso la delicatezza delle parole e l’essenzialità delle immagini la sua raccolta getta pertanto una luce nel tunnel oscuro di amori distrutti e assalti cannibaleschi.

Di un'altra voce sarà la paura

In “Di un’altra voce sarà la paura”   la pietas si esprime con forza, ma senza tacere la rabbia e la scrittura poetica diventa un grido di protesta, un tentativo di restituire voce e visibilità a chi è stato privato della propria integrità.

Il messaggio poetico fa risuonare i passi del cammino delle vittime per sgretolare interiormente disperazione e paura, ma non dimentica un’altra certezza: l’umanità tutta ha bisogno di ritrovare la propria innocenza e una terra senza sangue versato, dove reimparare ad amare.

La raccolta di Lezcano ci mostra molteplici approdi emotivi diversi, indicando come la possibilità di un nuovo inizio, il sogno di un cambiamento e il fiore della speranza  possano far rinascere nonostante tutto il male subito:

Voglio vedere il mondo

attraverso l’amore

tra la rugiada della sera

e la rugiada del mattino

 

Di un'altra voce sarà la paura

INTERVISTA ALLA POETESSA

Tu hai, pur essendo giovane, già editato venti raccolte poetiche, di per sé un traguardo ragguardevole. Quando hai scoperto il fascino della poesia e quali sono le tematiche più ricorrenti per te?

Con la mia poetica affronto tematiche ricorrenti e diverse e soprattutto cerco di farlo in modo profondo e variegato. Le mie opere sono un intreccio di riflessioni personali, sociali e filosofiche. Tramite la poesia ho esplorato diverse aree tematiche, per esempio la natura è una presenza ricorrente e, spesso, la utilizzo come simbolo di una realtà più profonda e universale. La natura rappresenta per me un mezzo per esplorare emozioni intime e per entrare in contatto con le dimensioni più misteriose dell’esistenza. Mi aiuta a esplorare temi come il senso della vita, la solitudine, la ricerca di sé e il destino umano, oltre ad essere fondamentale per creare accostamenti, quindi immagini.

Con la poesia, spesso, mi interrogo sul significato dell’esistenza e sul nostro posto nell’universo, ma non mi sono mai limitata a esplorare temi personali, ho cercato di farmi anche portavoce della lotta alle ingiustizie sociali. Credo che la poesia possa essere anche un atto di denuncia contro l’oppressione e la disuguaglianza, pertanto ho cercato di veicolare le mie parole per difendere cause sociali, con una particolare attenzione alla difesa delle persone più vulnerabili, come i bambini, le donne e le minoranze.

La tua ultima raccolta «Di un’altra voce sarà la paura» ancia un grido contro la violenza sulle donne: come ti sei avvicinata a questa tematica?

Io ho lavorato per tanti anni nel consultorio familiare di Bologna. Per professione sono venuta in contatto con diverse donne che avevano subìto violenza. Il mio approccio è stato influenzato dalla comprensione profonda dei traumi psicologici causati dalla violenza sessuale. Anni fa, mi sono avvicinata allo studio di Burgess e Holstrom del 1974 sul trauma da stupro, e questo è stato fondamentale per scrivere questo libro. Infatti, all’interno del libro offro una visione degli aspetti emotivi, psicologici e comportamentali che le vittime di stupro possono vivere, come il senso di colpa, l’isolamento e la difficoltà a parlarne. La consapevolezza di queste dinamiche mi ha aiutata a rendere le esperienze delle vittime autentiche e a creare una narrazione che le rispecchiasse con rispetto.

Per esplorare il ruolo sociale della violenza, ho fatto, anche, riferimento alla teoria dei sistemi di Luhmann, che ci aiuta a capire come la violenza sulle donne non sia un atto isolato, ma un fenomeno strutturato che è radicato nel funzionamento della società. Luhmann suggerisce che le violenze non sono solo espressione di atti individuali, ma riflettono anche una logica sociale che può essere intrinsecamente disfunzionale. Questo approccio mi ha aiutata a inserire la violenza in un contesto più ampio, mostrando come essa possa essere riprodotta e legittimata da strutture sociali, politiche e culturali.

Quando hai scritto queste poesie cosa hai provato? Qual è il tuo modo di gestire la rabbia?

Scrivere su temi come la violenza di genere richiede un equilibrio tra sensibilità, ricerca scientifica e impegno sociale, con l’obiettivo di denunciare e stimolare una riflessione critica sul fenomeno. Dopo anni di studio e riflessione personale, ho imparato a gestire la rabbia e il dolore derivanti dalle ingiustizie, trasformandoli in un motore di cambiamento. La scrittura, per me, è diventata uno strumento di liberazione e terapia, che permette di esprimere la rabbia in modo sicuro e costruttivo. Invito chi ha subito violenza, a usare la scrittura per canalizzare le emozioni, trasformandole in un’opportunità di riscatto e analisi, evitando che la rabbia diventi paralizzante. La catarsi arriva quando la scrittura consente di dare forma e distanza al dolore, puntando a un cambiamento positivo.

Di un'altra voce sarà la paura

Tu fai parte di un progetto itinerante contro la violenza alle donne: ci illustri in cosa consiste?

Dal punto di vista intellettuale, una scrittrice che si occupa di violenza di genere come me, deve padroneggiare una serie di strumenti teorici che permettono di analizzare il fenomeno in profondità. Il mio progetto itinerante usa il libro «Di un’altra voce sarà la paura» come strumento. Lo chiamo itinerante perché lo sto portando in diverse associazioni, scuole, comuni e manifestazione, che stanno toccando diversi luoghi di Italia. Sto sfruttando anche mezzi potenti come la televisione e la radio per parlare del fenomeno violenza donna e di come si potrebbe ostacolare attraverso l’arte e la cultura. Per esempio il 10 febbraio sarò ospite di Casa Sanremo Writers, il 15 gennaio sarò ospite dell’Associazione Anghiari Centrostudi, il 22 febbraio sarò alla libreria del Convegno di Cremona, il 4 marzo sarò ospite di Casa Dante a Firenze, il giorno 8 marzo ho un doppio appuntamento, farò una conferenza sull’argomento violenza di genere, relazioni equilibrate e nuovo maschile al Centro Culturale San Bartolomeo di Bergamo e al CERT di Bergamo, il 16 marzo sarò a Dozza, Comune di Imola, Provincia di Bologna negli incontri dozzesi, il 23 marzo sarò alla Fiera del libro di Cremona e il 27 marzo sarò ospite dell’Università della Libera età a Teramo, il giorno 11 e 12 presenterò il libro a Gorizia. Queste sono solo alcune delle mie prossime tappe. Durante tutte queste presentazioni, non sarò solo una poetessa che parla del suo libro, non mancherà l’approccio sociologico, psicologico e filosofico per affrontare il fenomeno, non mancherà il dialogo e adotterò come sempre un atteggiamento di ascolto ed empatia, così da costruire incontri in cui con il sistema dei vasi comunicanti, ciascuno dei presenti si possa sentire importante per contrastare il fenomeno. 

 

Quanto è importante in una società che si definisce civile la solidarietà al dolore degli altri esseri umani?

La solidarietà è fondamentale per affrontare le sfide sociali, promuovendo un cambiamento positivo attraverso l’empatia, la consapevolezza e l’azione collettiva. Non è solo un valore astratto, ma si traduce in comportamenti concreti che alleviano la sofferenza altrui. La nostra interconnessione come esseri umani rende il benessere degli altri essenziale per il nostro stesso benessere. Per non essere indifferenti al dolore, è necessario sviluppare consapevolezza emotiva, empatia e un’educazione che promuova il rispetto, l’uguaglianza e la comprensione, costruendo una società che si prenda cura dei più vulnerabili.

 

Di un'altra voce sarà la paura

È possibile acquistare il libro cliccando qui

 

In homepage Yuleisy Cruz Lezcano a Casa Sanremo Writers

Teresa Paladin

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