Che Guevara, Tu Y Todos, la grande mostra a Bologna è in chiusura

Che Guevara, Tu Y Todos, la grande mostra a Bologna è in chiusura

BOLOGNA – La mostra “Che Guevara Tu Y Todos”, aperta al pubblico dal 27 marzo e in chiusura il 30 giugno 2025 presso il Museo Civico Archeologico di Bologna, vi aspetta per gli ultimissimi giorni in cui sarà possibile visitarla. 

La conferenza stampa di questa grande mostra antologica ha visto gli interventi di Paola Giovetti, direttrice del Museo Civico Archeologico di Bologna, Emily Marion Clancy, vicesindaca di Bologna, Mirta Granda Averhoff, ambasciatrice di Cuba in Italia, di Davide Zambelli, curatore della mostra e di Aleida Guevara March, figlia del Che e responsabile della Centro de Estudios Che Guevara dell’Avana, che ha fornito il materiale inedito della mostra.

L’esposizione ha il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, dell’Ambasciata di Cuba in Italia, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna. E la realizzazione del progetto, a cura di Simmetrico Cultura e prodotta da Alma e dal Centro de Estudios Che Guevara, ha visto la stretta collaborazione della moglie di Che Guevara, Aleida March, e del figlio Camilo Guevara, scomparso nel 2022, a cui l’intero progetto espositivo è dedicato.

Quindi tutto su Ernesto Guevara de la Serna, universalmente noto come il “Che”: la sua formazione, le sue battaglie, la sua umanità e i suoi legami affettivi raccolti in una mostra antologica che ha richiesto oltre due anni di lavoro, di cui 7 mesi spesi al Centro Estudios Che Guevara de l’Avana, oggi riconosciuto come patrimonio di interesse “Memoria del Mondo” dall’UNESCO nel 2013.

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I numeri di questa esposizione: oltre 2000 documenti, tra foto, lettere, cartoline, scritti e manoscritti, 97 ore di documentari, cinegiornali d’epoca e le registrazioni dei discorsi ufficiali. È stata studiata una bibliografia di oltre 40 titoli tra editoria europea e cubana, oltre 100 pubblicazioni tra tesi di laurea, saggi e articoli della stampa internazionale. Sono stati impiegati oltre 6 mesi di ricerche su archivi esterni a supporto del percorso storico.

Di grande fruibilità gli elementi del percorso espositivo che comprendono:

  • 4 album interattivi sfogliabili
  • 60 mq di video proiezione interattiva
  • 60 mt lineari di timeline biografica strutturata con immagini, testi e 24 schermi
    da 22” 8 totem che raccontano il contesto sociopolitico
  • 5 tavoli interattivi con schermi da 55” ciascuno per gli approfondimenti sull’archivio

Tu y todos

Il titolo della mostra prende efficacemente spunto da una breve poesia inviata alla moglie Aleida prima della sua partenza per la Bolivia, dove fu catturato e assassinato il 9 ottobre 1967, sintetizzando con efficacia lo scopo della mostra di restituire una dimensione intima del Comandante, oltre all’iconica e per molti versi spersonalizzata immagine del rivoluzionario. Suo figlio Camilo, morto prematuramente nel 2022 e responsabile dei progetti speciali del Centro de Estudios, così la commentava:

tú y todos è tratto da una poesia che il Che ha scritto a mia madre, per me rappresenta un atto di fede davanti a due passioni: l’amore intimo da un lato e dall’altro l’amore che si professa verso ciò che si considera una causa sacra. Sono inalienabili e coesistenti in essa. Era un poema di addio a mia madre prima della sua partenza imminente in Bolivia. In queste parole, si riassume quello che era il Che: un uomo capace di superare l’egoismo che abbiamo dentro, una forte convinzione sulla preponderanza della solidarietà nei rapporti umani; chissà, forse questa è la più grande sfida evolutiva che “l’uomo nuovo” e la società dovrebbero superare.”

Tre i livelli narrativi proposti: una introduzione al quadro geopolitico dell’epoca, un livello biografico ed infine la dimensione intima.

CheGuevara

Il contesto geopolitico

Il primo livello narratico introduce il visitatore al quadro geopolitico dell’epoca: una full immersion nel contesto storico e politico in cui si è mosso il Che. Le importanti discrepanze tra il patinato mondo anni 50 e le reali condizioni dell’America Latina, che portarono alla presa di coscienza del Che, sono efficamente rappresentate da una linea gialla che il visitatore è invitato a superare: oltre la linea, su una parete a fasce mobili su cui sono proiettate immagini patinate anni 50, l’arrivo del visitatore fa improvvisamente cambiare la prospettiva mettendo in luce povertà, malattie, e tutte le ingiustizie sociali che affliggevano l’America Latina. La sofferenza degli emarginati che Ernesto Guevara ebbe modo di vedere con i suoi occhi nei suoi anni di formazione e di viaggi attraverso il Sud America (come il diario Latinoamericana)

Ernesto Guevara a Buenos Aires. 1951©Centro de Estudios Che Guevara

La Biografia

Il percorso si snoda attraverso una sequenza di materiale d’archivio, noti e originali, volti a coprire la dimensione pubblica della vita del Che. Sono gli anni degli incarichi istituzionali attraverso i quali Guevara contribuì a modellare il socialismo cubano, amministrando e riorganizzando la società dell’isola: dai suoi celebri discorsi ufficiali alle riflessioni sull’educazione, la politica estera, l’economia, il significato della rivoluzione e la speranza nell’“Uomo Nuovo”.

Che Guevara parla al primo congresso della gioventù Latinoamericana a L’Avana.1962©Centro-de-Estudios-Che-Guevara

Il racconto della missione in Congo, propone un focus sulle motivazioni che spingono Guevara ad aderire all’Internazionalismo, scegliendo di portare la lotta fuori dall’America Latina.
Nella lettera d’addio a Fidel Castro ribadisce il suo obiettivo di combattere in prima persona contro l’imperialismo:

 “Altre sierras nel mondo reclamano il contributo delle mie modeste forze. io posso fare quello che a te è negato per le responsabilità che hai alla testa di Cuba, ed è arrivata l’ora di separarci”.

La Dimensione Intima

Questo segmento si propone di dare voce alla dimensione più intima del Comandante, tramite frammenti dei suoi scritti personali, diari e lettere a familiari ed amici, fino alle registrazioni inedite delle poesie che Guevara compose per la moglie Aleida. Qui è più forte la dimensione del dubbio, dell’incertezza sul da farsi, sulla nostalgia bruciante per gli affetti lontani e forse perduti. Una dimensione fortemente umana, lontana dal guerrigliero duro e puro mitizzato ed iconografato da scatti famosi come quello di Korda.

Ernesto Che Guevara con Aleida March. 1959©Centro de Estudios Che Guevara

Particolarmente sentito il contributo del curatore Zambelli, che ha sottolineato come le parole del Che siano a tutt’oggi di una impressionante attualità:

“Dopo due anni di lavoro, ciò che mi rimane di questo dialogo ideale con Ernesto Che Guevara è la scoperta di un uomo intenso, che ha dedicato tutto sé stesso al servizio di un’idea ‘stramba’: un’umanità che ha come imperativo morale l’evoluzione verso una società più giusta. Un intellettuale che ha trasformato l’utopia dell’‘uomo nuovo’ in azione concreta, lavorando per costruire una società orientata al bene comune, una società che non dimentica gli ultimi. Un uomo che sentiva davvero, sul proprio volto, il bruciare dello schiaffo dato dal potere a una moltitudine di uomini e donne privati di speranza e dignità.
Dietro l’intellettuale e il rivoluzionario, però, ho scoperto anche la persona: fedele ai propri ideali, certo, ma anche attraversata da dubbi e incertezze. Le sue scelte, talvolta compiute con piena partecipazione, altre volte con sofferenza, sono sempre state una risposta a un imperativo morale di giustizia sociale, un impegno pagato sempre in prima persona.
Possiamo non essere completamente d’accordo con le sue idee o con i metodi adottati, ma resta per me profondo il rispetto per un uomo che non si è mai nascosto con ipocrisia dietro le parole, ma ha dato forma alle sue convinzioni attraverso le azioni, contribuendo a dare voce a chi non ne aveva.

A coronare la mostra, un’installazione multidimensionale, opera dell’artista americano Michael Murphy, pioniere della Perceptual Art, intitolata Che, portrait of Ernesto Che Guevara, dove un sorprendente effetto ottico trasforma il volto iconografico del Che nella sua firma. La colonna sonoraoriginale che accompagna il percorso è invece stata composta da Andrea Guerra, figlio di Tonino.

L’installazione di Michael Murphy

©Marianne Bargiotti Photography 2025

Informazioni

La mostra è aperta dal 27 marzo al 30 giugno, con i seguenti orari:
Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Venerdì dalle 10.00 alle 18.00.

Sabato, Domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00. Martedì e 1° Maggio chiuso
Sito web dedicato.

Catalogo edito da Pendragon.

Marianne Bargiotti

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