In chiusura la mostra Made in Italy. Destinazione America 1945-1954

In chiusura la mostra Made in Italy. Destinazione America 1945-1954

LUCCA – In vista del giorno di chiusura programmato per il 29 giugno 2025, vi ricordiamo la mostra Made In Italy. Destinazione America 1945-1954: un viaggio nel design e nella creatività italiani del dopoguerra, visitabile nelle sale del Complesso monumentale di San Micheletto a Lucca

A oltre settant’anni dalla storica mostra itinerante Italy at Work negli Stati Uniti, l’esposizione della Fondazione Ragghianti, a cura di Paola Cordera e Davide Turrini, documenta l’evoluzione della produzione artistica, artigianale e industriale italiana.

Made in Italy. Destinazione America 1945 – 1954: in che cosa consiste la mostra in poche parole

Stiamo parlando di una dimostrazione a tutti gli effetti, a livello artistico e non solo, degli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale.

Il fulcro è dunque l’importanza del rapporto con gli Stati Uniti nel favorire lo sviluppo e la promozione del designed and Made in Italy.

A partire dai vetri Venini, passiamo per le ceramiche di Gio Ponti e Lucio Fontana, e arriviamo fino alle calzature di Salvatore Ferragamo.

La mostra racconta un periodo di grande fermento creativo e di rilancio internazionale.

E lo fa attraverso opere pittoriche, scultoree e grafiche, oggetti d’arte applicata e di design, accessori di moda, disegni di allestimenti, prodotti e documentazioni di rilievo internazionale.

L’ammirazione e la soddisfazione e di Alberto Fontana e Paolo Bolpagni

Attraverso un ricco repertorio di materiali d’archivio, vogliamo offrire una nuova prospettiva sugli oggetti iconici di quel periodo, affrontando temi come le relazioni culturali tra l’Italia e gli Stati Uniti nel dopoguerra.

Ciò, riferendoci sempre alle reti internazionali che coinvolsero politici, critici, artisti e designer di spicco, nonché alla storia di eccellenze manifatturiere, alcune delle quali tuttora in attività.

Così commentano Alberto Fontana e Paolo Bolpagni, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Ragghianti.

Made In Italy. Destinazione America 1945-1954 - Foto: MyWhere Copyright
Previtali Delfo – Manifesto

Il contesto storico: un elemento fondamentale alla base della mostra

La mostra si inserisce nel contesto storico dell’Italia del dopoguerra.

Un periodo in cui, non a caso, è di grande rilevanza l’intenso dialogo con gli Stati Uniti a favore della promozione e della produzione artistica, artigianale e industriale del Paese.

In quegli anni, a seguito del Piano Marshall e dello scoppio dalla Guerra Fredda, le relazioni tra i due Paesi diedero impulso a numerose iniziative di valorizzazione del Made in Italy oltreoceano.

Made In Italy. Destinazione America 1945-1954 - Foto: MyWhere Copyright
Radiana Sangiorgi – Vaso Tre Caravelle

Grazie all’impegno di enti come la CADMA, la CNA e la Handicraft Development Inc., si organizzarono diversi eventi per la diffusione dei prodotti italiani negli USA.

Tra questi, le mostre alla House of Italian Handicrafts (1947 – 1956), l’esposizione itinerante Italy at Work (1950-1953) e le rassegne commerciali in prestigiosi stores come Macy’s e Kauffmann.

Made In Italy. Destinazione America 1945-1954 - Foto: MyWhere Copyright
Fulvio Bianconi – Arlecchino

Il catalogo che accompagna la mostra: un’opera d’arte, realizzata con cura grazie ad approfondimenti culturali e saggi storici

Durante tutta l’esposizione potrete consultare il ricco catalogo dedicato.

Quest’ultimo, si articola in un nucleo iniziale di saggi scientifici di Paolo Bolpagni, Paola Cordera, Sandra Costa, Davide Turrini e Alessandra Vaccari.

I saggi arricchiscono ed approfondiscono i contenuti e le dinamiche espositive del dopoguerra per promuovere la nuova cultura progettuale italiana all’estero.

Si parte, infatti, da un’ampia sezione iconografica e dai testi di approfondimento di Antonio Aiello, Manuel Barrese, Sandra Coppola, Ali Filippini, Lisa Hockemeyer, Lucia Mannini, Simone Rossi, Oliva Rucellai, Mauro Stocco ed Elisabetta Trincherini.

Made In Italy. Destinazione America 1945-1954 - Foto: MyWhere Copyright
Oggetti in vetro verde di Empoli

Fondazione Ragghianti

La Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti – ETS nasce nel 1981 su iniziativa di due grandi storici dell’arte italiani, Carlo Ludovico Ragghianti e sua moglie Licia Collobi.

Fin da subito, ha sede nel quattrocentesco Complesso monumentale di San Micheletto a Lucca.

Comprende uno spazio espositivo, una biblioteca, un archivio, una fototeca, una videoteca e una casa editrice che si occupa di produrre libri, pubblicazioni specialistiche e due riviste (Luk e Critica d’Arte).

È presente anche un centro studi, che svolge attività di ricerca e didattica e bandisce borse di studio post-dottorali.

Dal principio, la Fondazione si propone di promuovere l’attenzione verso l’arte tra gli appassionati e anche presso il grande pubblico.

La promozione in questione avviene grazie a mostre dedicate a varie forme di espressione, incentrate su tendenze, artisti e temi meritevoli di approfondimento.

Oggi, la presidenza della Fondazione è nelle mani di Alberto Fontana, con l’aiuto del direttore Paolo Bolpagni.

Per ulteriori informazioni

Potete contattare la Fondazione Ragghiantti ai seguenti contatti:

Email: fondazioneragghianti@imagebuilding.it

Tel. 02 89011300

Mostra Made in Italy. Destinazione America 1945 – 1954: il discorso di Daniela Ballard, la Console Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze

Per l’occasione, non poteva mancare il discorso di Daniela Ballard, la Console Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze.

Ecco un piccolo estratto delle sue parole, intrise di orgoglio e passione:

È un onore per il Consolato Generale degli Stati Uniti a Firenze prendere parte a questa straordinaria mostra, soprattutto nel momento in cui commemoriamo l’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale.

Made In Italy. Destinazione America 1945-1954 - Foto: MyWhere Copyright
Pier Luigi Torre – Ciclomotore Lambretta

La mostra Made in Italy. Destinazione America. 1945-1954 illumina un capitolo fondamentale della cooperazione tra Stati Uniti e Italia.

La Toscana, in particolare, è un polo di collaborazione economica tra Stati Uniti e Italia, con oltre 200 aziende americane attive nella regione e molte imprese toscane che investono negli Stati Uniti.

Lo scambio di idee, arte e innovazione tra Stati Uniti e Italia ha influenzato generazioni di artisti e consumatori su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Made In Italy. Destinazione America 1945-1954 - Foto: MyWhere Copyright
Salvatore Ferragamo – Décolleté Iride

Introduzione alla mostra Made in Italy. Destinazione America 1945-1954, realizzata dai curatori Paola Cordera e Davide Turrini

Nell’ambito dei più recenti studi sugli scambi culturali italiani nel Novecento, le relazioni con gli Stati Uniti d’America emergono come un caso esemplare.

Offrono così spunti di riflessione sulle origini e sugli sviluppi della globalizzazione.

Grazie poi all’European Recovery Plan, che  segnò i primi anni del secondo Dopoguerra, tali rapporti si concretizzarono in una serie di iniziative sostenute dai governi centrali dei due Paesi.

Il fine unico era la promozione della nuova produzione artistica, artigianale e industriale italiana.

Made In Italy. Destinazione America 1945-1954 - Foto: MyWhere Copyright
Paolo De Poli – Vaschetta verde con macchie blu

Ecco perché Her Renaissance in Design Today (1950-1953) e le rassegne commerciali in grandi magazzini come Gimbels, Macys e Kauffmanns hanno contribuito a ridefinire l’immagine di un Paese in ricostruzione.

In questo contesto si creano dunque le condizioni per il riconoscimento e la valorizzazione della cultura artistica, progettuale e manifatturiera italiana dell’artigianato e dell’industria.

Notevoli furono le ripercussioni sulla costruzione di un immaginario collettivo identitario, tuttora centrale nella promozione del Made in Italy.

Made In Italy. Destinazione America 1945-1954 - Foto: MyWhere Copyright
Salvatore Ferragamo – Stivaletto

La mostra Made in Italy. Destinazione America 1945 – 1954 si inserisce nel solco delle ricerche

Le ricerche alla base del progetto sono i pilastri fondamentali che hanno apportato maggiore credibilità e concretezza, a partire dalla presentazione, opera del presidente Alberto Fontana.

Il 2 dicembre 1947 si tenne inoltre l’inaugurazione della mostra Handicraft as a fine art in Italy nella sede della House of Italian Handicraft a New York

Una realizzazione della CADMA, la Commissione Assistenza Distribuzione Materiali Artigianato, nata nel 1945 con sede a Firenze.

Il presidente dell’epoca, Carlo Ludovico Ragghianti, scrisse il testo introduttivo per il piccolo ma prezioso catalogo che accompagnava la rassegna.

In un’Italia distrutta dal conflitto bellico, egli ebbe l’intuizione e la grande lungimiranza d’incarnare la dignità di un Paese e di promuovere iniziative per ridestare l’interesse verso la nostra produzione artistica e artigianale nel mondo.

Enorme fu quindi il suo contributo, non soltanto culturale, ma anche progettuale e politico.

Proprio da questo spunto, oltre che da più generali considerazioni, deriva Made In Italy. Destinazione America 1945 – 1954: un viaggio nel design e nella creatività italiani del dopoguerra.

Made In Italy. Destinazione America 1945-1954 - Foto: MyWhere Copyright
Carlo Mollino – Tavolo Arabesco

Per concludere in bellezza

Insomma, come avrete ben immaginato, si tratta di una vera narrazione storica – artistica.

Ma Made in Italy. Destinazione America 1945 – 1954 non è l’unica mostra recente che elogia il Made in Italy.

Infatti, anche Gioielli di Gusto. Racconti fantastici tra ornamenti golosi, visitabile a Castelmaggiore (CR) fino al 28 settembre 2025, vuole onorare la tradizione manifatturiera italiana, unendo due must del nostro Belpaese: l’oreficeria e la gastronomia.

E se vi abbiamo incuriosito a riguardo, qui trovate l’articolo con tutti i dettagli della mostra e alcune foto in anteprima.

Chiara Fogliati

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