ITALIA – Il giornalista e autore Igor Righetti è stato premiato con il Premio Anna Magnani per il suo docufilm “Alberto Sordi secret”. Il primo realizzato sulla vita privata del celebre attore romano. Un’opera che ha già ricevuto 14 riconoscimenti internazionali e che intreccia affetti familiari, ricordi inediti e testimonianze di nomi illustri del cinema italiano. L’attore, che amava profondamente gli animali, si definiva “gattaro” per amore dell’amica Anna Magnani.
Il Premio Anna Magnani, la maggiore manifestazione internazionale dedicata alla memoria della celebre attrice italiana, è stato consegnato al giornalista e conduttore Rai Igor Righetti per il suo docufilm “Alberto Sordi secret”, disponibile anche in inglese e spagnolo.

Il docufilm è il primo mai realizzato sulla vita privata di Alberto Sordi, che oggi, 15 giugno 2025, avrebbe compiuto 105 anni. Diretto da Righetti stesso e prodotto da Massimiliano Filippini e CameraWorks, con la fotografia di Gianni Mammolotti, musiche di Maria Sicari e costumi di Stefano Giovani, il film è tratto dal libro omonimo pubblicato da Rubbettino Editore, giunto all’11ª ristampa.

Un legame speciale con Anna Magnani
Durante la premiazione, Righetti ha rivelato un dettaglio commovente: “Alberto e la sua cara amica Anna Magnani andavano di notte a dare da mangiare ai gatti di largo di Torre Argentina”, area vicina alla casa dell’attrice. Sebbene Sordi amasse in particolare cani e cavalli, per l’amica Nannarella si improvvisava “gattaro”.

Secondo Righetti, Alberto era segretamente innamorato di Anna Magnani, affascinato dalla sua forza e personalità. Una relazione fatta di profondo rispetto e affetto che univa due icone del cinema italiano.
Il successo internazionale del docufilm
Presentato anche alla Festa del Cinema di Roma e al Senato della Repubblica, il film ha già vinto 14 premi internazionali, dagli Stati Uniti all’India, passando per l’Australia e l’Europa.

“Questo successo dimostra quanto Alberto sia ancora nel cuore del pubblico, anche all’estero”, ha dichiarato Righetti. “Lui diceva che si muore davvero solo quando si viene dimenticati”.
Un mix di fiction e documentario
La parte filmica, girata in bianco e nero con scene ambientate tra il 1920 e la fine degli anni ’30, è interpretata da attori come Fioretta Mari, Maurizio Mattioli, Emanuela Aureli, Enzo Salvi, Mirko Frezza e altri. Le scene, pur essendo fiction, sono tratte da aneddoti familiari reali raccontati a Righetti dal padre e dal nonno Primo Righetti, zio dell’attore.

A queste si alternano contenuti documentaristici, con foto di famiglia, video inediti dell’Istituto Luce e testimonianze di personaggi noti come Pupi Avati, Rosanna Vaudetti, Elena de Curtis, Rino Barillari, Patrizia e Giada De Blanck.

L’amore di Sordi per gli animali
Un aspetto poco conosciuto della vita di Sordi è il suo profondo amore per gli animali.
“Ne ebbe ben 18, sia di razza che meticci abbandonati”, ha raccontato Righetti. Vivevano nella sua villa, dove alla loro morte li seppelliva piantando delle rose in loro memoria.

A Roma si diceva che chiunque lasciasse un cane davanti al suo cancello, poteva star certo che Alberto se ne sarebbe preso cura. Quando non poteva tenerli tutti, li affidava a familiari o amici, come accadde con il padre di Igor Righetti.
- Franco Battiato al MAXXI: la mostra evento “Un’altra vita” – 23 Gennaio 2026
- I cantanti più ascoltati del 2025: da Billie Eilish a Bad Bunny – 5 Gennaio 2026
- Roma saluta il Giubileo: verso la chiusura anche l’ultima Porta Santa – 4 Gennaio 2026




