RIETI – La dodicesima edizione di Con il Cuore nel Piatto conferma il suo impegno solidale a favore del Centro Clinico NeMO Roma. L’evento sostiene ricerca, assistenza e nuovi progetti dedicati ai pazienti affetti da malattie neuromuscolari.
La pioggia non ha fermato la solidarietà. La XII edizione di “Con il Cuore nel Piatto” si è conclusa con un grande successo. Confermando così il valore di un’iniziativa che da anni unisce gastronomia, beneficenza e impegno sociale.
All’evento hanno partecipato anche il Prefetto di Rieti e i rappresentanti del Centro Clinico NeMO, che hanno ricordato il significato più profondo del progetto con una celebre frase: “Se potete curare, curate. Se non potete curare, calmate. Se non potete calmare, consolate.“
Un risultato reso possibile dall’impegno della fondatrice Laura Marciani. Dal lavoro degli chef coinvolti, dal sostegno degli sponsor e dalla generosità dei partecipanti.
Un sostegno concreto al Centro Clinico NeMO
Negli anni, Con il Cuore nel Piatto ha scelto di sostenere realtà solidali trasparenti e affidabili. Anche nel 2026 il ricavato sarà destinato al Centro Clinico NeMO Roma, dopo che la scorsa edizione aveva raccolto e devoluto oltre 31 mila euro.
Grazie a queste donazioni sono stati finanziati strumenti diagnostici all’avanguardia, come un ecografo. Oltre a borse di lavoro per specialisti e al supporto dell’attività di neurologi e pneumologi impegnati nella cura delle malattie neuromuscolari.

Un punto di riferimento per la cura delle malattie neuromuscolari
Attivo a Roma dal 2015 presso il Policlinico Gemelli, il Centro Clinico NeMO rappresenta un’eccellenza nella presa in carico di pazienti affetti da SLA, SMA e distrofie muscolari.
La struttura può contare su un’équipe multidisciplinare composta da neurologi, pneumologi, fisiatri, psicologi, fisioterapisti e infermieri che lavorano insieme per offrire percorsi di cura personalizzati, accompagnando pazienti e famiglie in ogni fase della malattia.

Con il Cuore nel Piatto: il progetto 2026 dedicato alla nutrizione
L’edizione 2026 prosegue il percorso avviato con “Il Gusto della Vita”, progetto dedicato al delicato tema della nutrizione nelle persone affette da SLA.
L’iniziativa punta ad approfondire l’impatto della disfagia, una delle complicanze più frequenti della malattia, attraverso uno studio qualitativo condotto da psicologhe e da un Nurse Coach specializzato.
L’obiettivo è sviluppare strumenti concreti per migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei caregiver, prevenire complicanze e restituire al momento del pasto il suo valore umano, relazionale e sociale.






