Recensione de I Morti non muoiono di Jim Jarmusch

Recensione de I Morti non muoiono di Jim Jarmusch

BOLOGNA – Cast d’eccezione, attesa alle stelle. Il grande Jim Jarmusch rilegge il genere zombie e dopo gli ottimi riscontri di critica e pubblico a Cannes 2019 arriva al cinema. Sarà riuscito nell’operazione?

Ho deciso di allietare il vostro amore per la scrittura e il cinema offrendovi una recensione su un film che ha suscitato in me una grande attenzione. Sto per narrarvi la storia de “I morti non muoiono”, film uscito nelle sale cinematografiche italiane quest’estate.

Il regista è Jim Jarmusch, la produzione è americana e svedese. La trama del film è particolare, perché il titolo si riferisce a degli zombie che compaiono esclusivamente alla sera e alla notte, ma non è proprio tipicamente un film dell’orrore, né sugli zombie. L’opera, infatti, è attraversata da una profonda ironia e anche da situazioni tanto grottesche quanto divertenti. Anche se le citazioni sono tantissime, non ci troviamo di fronte né a un’opera di Carpenter, né di Romero ma di Jarmusch, che si caratterizza con situazioni veramente insolite e originali.

I MORTI NON MUOIONO, CHE CAST!

jim jarmusch
Steve Buscemi, © Universal Pictures

Contribuiscono poi a dare un tocco di genialità i due protagonisti principali, l’attore Bill Murray e il preferito del regista, Adam Driver. Interpretano due poliziotti ma… Mai visti due poliziotti così poco poliziotti. La loro recitazione è tra il minimalismo più rigido e l’interpretazione brechtiana più estraniante. L’opposto quindi di tutte le tendenze stanislawskiane che hanno sempre attraversato tutte le interpretazioni dei poliziotti americani di questo mondo. Questa scelta stilistica fa sì che si creino sempre situazioni veramente bizzarre. Se a ciò poi aggiungiamo la figura di Tilda Swinton, il quadro è completo, per non dimenticare attori della grandezza di Steve Buscemi, di Danny Glover, di Chloë Sevigny e di Tom Waits. Tra le scene esilaranti segnalo l’inizio del film, dove i due poliziotti cercano di arrestare un ladro di galline che vive nella foresta come un barbone. Gli zombie escono dalla terra perché l’asse terrestre si è spostato. Ma non sono solo zombie avidi di carne umana: per esempio sono affamati anche di psicofarmaci e di connessioni wireless, quindi inseriti in un contesto molto attuale. I viventi sono costretti a sparare e ad abbattere i parenti perché diventati mostri, ma queste scene sono girate non come se fossero un dramma ma come se fossero un gigantesco divertissement.

COSA CI LASCIA IL FILM?

Jim Jarmusch
Jim Jarmusch

La presenza degli zombie potrebbe essere letta in due modi: la prima in riferimento a un’umanità sempre più disumanizzata e aliena da se stessa. L’altra lettura potrebbe essere che il nostro mondo è talmente complicato e complesso che oggettivamente non ce ne accorgiamo e gli zombie vivono tra noi, e non è necessario che siano morti viventi, possono anche essere viventi che sembrano morti.

Per concludere, la cosa più sorprendente del film è stata questa: quando sono uscito dalla sala cinematografica erano circa le 20 di sera, c’era ancora luce, sono salito su un autobus della mia città, Bologna, per tornare a casa. Sembrava che tutto il set cinematografico de “I morti non muoiono” si fosse trasferito sull’autobus. Gli zombie sono tra noi.

Buona visione.

Federico Grilli

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