100 anni di Isaac Asimov attraverso le sue previsioni sul rapporto uomo-macchina

100 anni di Isaac Asimov attraverso le sue previsioni sul rapporto uomo-macchina

MONDO  – Isaac Asimov avrebbe compiuto 100 anni nel 2020. La letteratura fantascientifica ricorda Isaac Asimov, scrittore e scienziato, capace di creare mondi e leggi, facendoci viaggiare attraverso tempo e spazio. Uomo intelligente e brillante, fu in grado, a suo modo, di “predire” molte delle innovazioni tecnologiche che sarebbero diventate il nostro pane quotidiano nel 2019. Al tempo del Coronavirus, è giunto il momento di riscoprirlo.

“Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l’ignoranza che possiamo risolverli”.

Asimov – Focus numero 98, pag 188

 

Il 2020 è un anniversario molto importante per la letteratura fantascientifica, e per gli appassionati del genere: il 2 gennaio scorso Isaac Asimov avrebbe compiuto 100 anni, uno degli autori più prolifici ed importanti del secolo scorso.
Ebreo d’origine, nato il 6 aprile 1920 a Petroviči, cittadina russa nei dintorni di Smolensk vicina al confine con la Bielorussia, emigrò negli Stati Uniti all’età di soli tre anni, mentre nel suo paese nasceva l’Unione Sovietica. Uomo brillante, dotato di enorme intelligenza, propone il primo racconto (Anello intorno al sole) ad Astounding Science-Fiction (nota rivista fantascientifica dell’epoca) nel 1938, che viene però rifiutato. Rifiuto sempre ricordato con orgoglio dallo stesso Asimov.
La prima pubblicazione arriva nel 1939, con Naufragio al largo di Vesta, e da quel momento sarà un crescendo: la serie dei Robot, la serie della Fondazione, la divulgazione scientifica. Opere che nascondono un pensiero complesso, di uno scrittore che fu anche uomo di scienza e che votò gran parte della sua vita a studiarla e a indagarne i legami inscindibili con etica e filosofia.

Oltre ad essere prolifico scrittore Asimov fu, prima di tutto, uomo di scienza: con una laurea in Chimica alla Columbia University, dove conseguì anche un master e un dottorato in Biochimica che lo portarono a collaborare attivamente con alcune delle menti più brillanti del secolo nella ricerca farmaceutica, prima di abbandonare e dedicarsi totalmente ai suoi scritti.

Isaac Asimov MyWhere

Ad Asimov si deve la prima traduzione in inglese del termine “robotica (1941) parlando di macchine altamente tecnologiche in grado di riprodurre automaticamente il lavoro umano. La parola era stata utilizzata già da un altro scrittore di fantascienza, Karel Čapek, ma fu Asimov a conferirgli dignità linguistica per definire una disciplina in grado di toccare i più svariati ambiti di applicazione scientifica, ricerca filosofica e riflessione etica. Per la figura di scrittore e quella di scienziato, infatti, una scienza pensata senza il costante apporto di una salda riflessione morale, sarebbe stata impossibile. È in questo modo che i mondi abitati da robot e governati dalle famosissime Leggi della robotica prendono forma nella sua letteratura.

“Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno”. Prima legge della robotica.

“Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge”. Seconda legge della robotica.

“Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge”. Terza legge della robotica.

Queste sono le celeberrime “regole” che danno forma al rapporto uomo-macchina nella letteratura di Asimov vengono citate per la prima volta esplicitamente nel 1942 nel racconto Runaround (Circolo vizioso o Girotondo nella traduzione italiana), uno dei nove che compongono la famosa antologia Io robot del 1950.

Isaac Asimov MyWhere

Gli imperativi categorici suggeriti dallo scrittore russo ebbero talmente tanto successo da divenire quasi leggi fondamentali del modo stesso di scrivere fantascienza. Alle tre, successivamente, Asimov aggiunse una quarta legge conosciuta anche come Legge Zero: “Un robot non può danneggiare l’Umanità, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, l’Umanità riceva danno”, recita la postilla che conclude il Ciclo delle Fondazioni.

Ma, come tutte le leggi, anche queste possono essere infrante: nessuna fiducia cieca, né ingenue speranze di redenzione. Nella sua letteratura “scientifica”, la costante messa in discussione delle verità oggettive e controllabili porterà alla salvezza.

Al grande scrittore di fantascienza e divulgatore scientifico, si deve anche una famosa “previsione”. Infatti, il 31 dicembre del 1983, Isaac Asimov raccontò sulle pagine del Toronto Star come sarebbe stato il mondo nel 2019. Al più grande scrittore non fu affidata una data casuale. Infatti, il quotidiano canadese lo invitò a ripercorrere quello che, in forma di romanzo, aveva fatto George Orwell con 1984, pubblicato nel 1949. Le domande da cui partire, del resto, erano molto semplici.

Come sarà il mondo tra 35 anni? Basterà una generazione a produrre quelle innovazioni capaci di modificare la vita sul nostro pianeta? Avremo conquistato lo spazio?

Per Asimov, 35 anni dopo, l’informatizzazione già importantissima per governi e nazioni, sarebbe diventata ancora più essenziale per ciascuno di noi, nella nostra quotidianità professionale e domestica. Aveva previsto che l’effetto più ingombrante portato dalla tecnologia sarebbe stato quello di cambiare le nostre abitudini lavorative, senza però far perdere posti di lavoro. Nel 2019 sarebbe stato ovvio prevedere anche una netta metamorfosi nell’istruzione dei giovani, anch’essa trasmessa attraverso nuovi supporti tecnologici (addirittura ad oggi, 2020, con l’emergenza Covid19 tutti gli studenti sono impegnati in lezioni telematiche).

Isaac Asimov MyWhere

Era sicuramente un uomo di grandi vedute, capace di andare oltre il conosciuto. Purtroppo non poté mai vedere quanto veritiere fossero le sue parole.
Lo scrittore morì il 6 aprile 1992. Inizialmente la causa del decesso comunicata fu un’insufficienza renale, ma nel 2002 la moglie dello scrittore rivelò che a uccidere Asimov furono complicazioni cardiache e renali causate dall’AIDS, contratto nel 1983 durante un intervento chirurgico al cuore a causa di una trasfusione di sangue infetto.
Grazie al suo Ciclo delle Fondazioni e per il suo Ciclo dei Robot Asimov è passato alla storia.

Magistrali anche i suoi innumerevoli racconti, tra i quali forse il più celebre è Notturno, che nel 1964 è stato votato dall’associazione Science Fiction Writers of America come “miglior racconto di Science fiction di tutti i tempi”.

 

Testo e foto di Francesco Frosini

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