Il mio lungo viaggio ad Oriente. Una storia straordinaria raccontata in parole e immagini

Il mio lungo viaggio ad Oriente. Una storia straordinaria raccontata in parole e immagini

ITALIA – “Vorrei raccontarvi la mia storia straordinaria, il mio lungo viaggio ad Oriente. Il mio nuovo libro” AI CONFINI DELL’ASIA avventure e incontri tra zar sultani e maioliche. Inizia così il racconto di Mario Cimarosti che vi illustriamo qui tra una piacevole chiacchierata e i colori delle sue foto, mentre ci racconta anche del perchè di #IOVIAGGIOSULDIVANO

Perché ho deciso di intervistare Mario Cimarosti? Perchè già il titolo, AI CONFINI DELL’ASIA avventure e incontri tra zar sultani e maioliche, mi faceva viaggiare via lontano, in luoghi dove non sono mai stato, ma che sono nell’immaginario (e penso) nel desiderio di tutti.

E quindi perché perdere l’occasione di attraversare le terre dei carovanieri sulla Via della Seta seguendo le orme di Marco Polo?

Oltretutto, mi è sembrato che ordinare il libro online, e leggerlo in questo periodo di #iorestoacasa, al tempo del Coronavirus, potesse dare inizio a #IOVIAGGIOSULDIVANO.

Ve ne parlo qui nella mia intervista, così come vi mostriamo le foto gentilmente concesse dall’autore, con l’augurio che possa distrarvi, anzi “rapirvi”, e portarvi con noi in questo lungo viaggio ad Oriente.

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L’autore del libro Mario Cimarosti tra Oro e Maioliche nell’ Harem Palazzo del Sultano

Mario iniziamo da te. Raccontaci chi è Mario Cimarosti.
Mi chiamo Mario Cimarosti, ho 46 anni e sono di origini muranesi (mio padre Ernesto era artista vetraio), oggi vivo in provincia di Venezia (attualmente zona rossa) quindi costretti giustamente a stare a casa per il rispetto ed il bene di tutti nella speranza di sconfiggere questo maledetto virus e tornare alla nostra vita di tutti i giorni.

Mario perché ci presenti tuo nuovo libro proprio in questi giorni?
Perché spero di essere di sollievo a tutte quelle persone chiuse forzatamente in casa a causa del maledetto virus che ci sta stravolgendo la vita a tutti. Questo libro è un’occasione per viaggiare comunque, anche rimanendo a casa. Certo la modalità è diversa però quando leggiamo o viaggiamo sogniamo sempre. Ma mi piacerebbe incentivare la lettura proprio contro questa quarantena.
Il mio messaggio vuole proprio indicarvi come, anche dal divano, possiamo comunque leggere, scoprire, informarci e soprattutto sconfiggere la noia e la paura del momento con la cultura e la storia: #IOVIAGGIOSULDIVANO

Quando hai cominciato a scrivere questo libro? E’ il tuo primo libro?
Questo è il mio primo libro. Ho scritto da poche settimane AI CONFINI DELL’ASIA avventure e incontri tra zar sultani e maioliche, anche se di fatto ho cominciato a scriverlo oltre 20 anni fa, quando mi sono recato per la prima volta in Russia e poi in un continuo turbinio di altri viaggi nei Paesi della ex Unione Sovietica e in Asia nelle splendide terre dei carovanieri sulla Via della Seta.
Prendendo appunti di viaggio, emozioni quotidiane, incontrando persone di popoli lontani e genti accoglienti ed ospitali, ho raccolto in questi anni esperienze straordinarie che mi hanno insegnato ad abbattere le barriere dei pregiudizi.
Poi 2 anni fa esattamente a settembre del 2018 ho pensato che fosse giunto il momento di raccogliere in un libro le mie esperienze vissute tra questa gente, per far conoscere a più lettori possibili le meraviglie all’ombra di Zar, Sultani e maioliche, un viaggio intenso, ricco di emozioni e di incontri, un percorso straordinario di oltre 24.000 km.

Ma quindi sono appunti di un viaggio solo esteriore o anche interiore?
Forse più un viaggio interiore. Mi sono seduto, ho chiuso gli occhi ed ho cominciato un altro viaggio personale, riportando alla luce dei miei ricordi i volti, le gesta, la vita emozionale tra popoli ricchi di storia, cultura, paesaggi incantevoli dalla steppa siberiana alle dune del deserto del Gobi in Mongolia, e ancora dalla muraglia cinese all’esercito di terracotta, attraversando l’Asia Centrale fino a Samarcanda, continuando il mio viaggio nel Caucaso nelle terre dei guerrieri del fuoco in Azerbaijan, in Georgia e in Armenia dove ho condiviso il dolore del popolo armeno e del suo genocidio ed ho scoperto il grande orgoglio di questa gente che si è saputa rialzare.

Ce lo racconti un po’?
Il mio viaggio è continuato fino al Mar Mediterraneo, sfociando nelle acque tra il Mar di Marmara e il Mar Nero lungo il corno d’oro sul Bosforo, visitando e facendomi persuadere dalla splendida Istanbul, terra di conquista anche dei veneziani, scovando e vivendo in prima persona la storia del grande Doge Enrico Dandolo, orgoglio per tutti coloro che hanno origini veneziane come me, oggi sepolto all’interno della Cattedrale di Santa Sofia di Istanbul.

Da dove parte il tuo viaggio?
Il mio viaggio parte dalle mie origini, da Murano dove è nato ed ha vissuto mio padre Ernesto (artista vetraio). Sono partito da Venezia ispirandomi al mitico Marco Polo, e dopo tanti anni nelle Terre d’Oriente, il mio viaggio termina con il rientro proprio a Venezia, con il mio omaggio alla splendida Murano dove ritrovo mio padre che da troppi anni non c’è più. Lì sugli scalini in riva alla laguna mi siedo e lo sento vicino, gli racconto le mie emozioni di viaggio fino ai confini dell’Asia.

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Gran Bazar Istanbul

Questo libro è un omaggio alla tua terra d’origine?
Sì, tutto il mio viaggio in queste terre lontane è fortemente legato alla mia città di mare Venezia: in Russia dove San Pietroburgo è chiamata la “Venezia del Nord”, in Cina a Suzhou villaggio di pescatori oggi soprannominato la “Venezia D’Oriente”, in Azerbaijan dove nella città della seta (a Sheki) ritrovo il vetro di murano nel Palazzo del Gran Khan, in Armenia terra legata ancora oggi a Venezia anche con il Monastero Mechitarista Armeno nell’isola di San Lazzaro e infine in Turchia a Istanbul dove il quartiere Pera si affaccia al Ponte Galata sul Bosforo, un tempo colonia veneziana.

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La splendida Suzhou detta la Venezia d’Oriente

In che modo c’è il legame tra il mare e la “ricerca” di pezzi di Venezia nelle varie città di mare visitate?
Il mare è filo conduttore della mia ispirazione di viaggio, all’inizio del mio lungo percorso esplorativo sono arrivato in Russia ho visitato i luoghi più nascosti della Russia da Mosca fino a San Pietroburgo e proprio qui a San Pietroburgo ho potuto sognare in una città di mare, posizionata proprio sulle rive del Mar Baltico. Pietro I° il grande Zar di Russia nel 1703 costruì questa bellissima città su immagine e somiglianza proprio di Venezia che ebbe l’onore di visitare qualche anno prima durante un viaggio in Italia dello Zar. Non a caso San Pietroburgo è stata progettata con centinaia di Ponti, tra cui alcuni levatoi per far passare le navi commerciali sul fiume Neva, e anche decine di canali e piccoli quartieri sulle sponde del mare, una meraviglia!
Ho ritrovato la mia Venezia anche in luoghi lontani, come a Suzhou in Cina, questa città si estende su casette rurali a bordo di un grande fiume che penetra nelle vie della città disegnando rivoli di canaletti sui quali solcano le acque imbarcazioni in legno sospinte da sapienti pescatori locali.
Nella tappa finale del mio lungo viaggio rimango estasiato quando, uscito dalle zone montuose del Caucaso, scendo sulle rive del Mar Mediterraneo e da li l’acqua blu si incrocia con altri due mari impetuosi: da una parte il Mar di Marmara che confina con le acque ventose del Mar Nero. Approdo incantato sul Bosforo, in me sale una forte vicinanza alla laguna di Venezia mentre osservo davanti a me l’antica Costantinopoli, l’attuale Istanbul città storica ricca di spunti culturali e paesaggistici ai confini tra Europa e Asia. E proprio qui a Istanbul andrò ad avvicinarmi totalmente al mare lagunare, poiché scoprirò la tomba del grande Doge veneziano Enrico Dandolo che con la sua flotta navale partì da Venezia alla conquista di Costantinopoli, giace Dandolo forte delle sue gesta tra le onde del mare, si trova oggi nella Cattedrale di Santa Sofia nel centro storico di Istanbul. Una visita irrinunciabile per chiunque arrivi in terra turca.

San Pietroburgo Il Palazzo d’Inverno residenza degli Zar

Interessante il parallelo con Marco Polo, ci puoi raccontare qualche aneddoto di viaggio?
Il mio viaggio è stato ispirato dal mio conterraneo il mitico viaggiatore di tutti i tempo Marco Polo, proprio lui che partì tra il 1200 e il 1300 insieme al padre Niccolò ed allo zio Matteo, inoltrandosi nelle selvagge e lontane terre d’oriente spingendosi proprio come poi ho fatto io da Venezia fino in Oriente, in Cina. Ricordo molto bene il giorno che arrivai per la prima volta a Bukhara sul deserto rosso in Uzbekistan, città incantevole Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Bukhara è un mercato di sete, spezie, artigianato in legno, e ori, qui ho compreso perché Niccolò e Matteo Polo decisero di stabilirsi e abitarci per 3 anni interi prima di rientrare a Venezia, estasiato dalle prelibatezze commerciali di questa città millenaria sulla via della seta ho rivissuto in prima persona il cammino di Marco Polo e della ispirazione innata per il commercio, trainante ancora oggi per tutto il popolo veneziano.

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Dove ormeggiano le barche dei pescatori a Suzhou

Vuoi aggiungere qualcosa di inedito per i nostri lettori?
Vorrei raccontarti alcuni aneddoti inediti che riguardano il collegamento cibo in viaggio, spero ti possa interessare:
Una cosa che mi ha sempre incuriosito nei miei viaggi è cercare di assaggiare tutti i piatti tipici delle zone toccate nel mio lungo percorso, come quando durante una sosta in una dispersa stazione ferroviaria siberiana i contadini locali mi hanno proposto una gallina intera, ovviamente ho rifiutato ma ho accettato invece in una bancarella un po’ più in là di assaggiare il caviale locale, una prelibatezza unica che unita al salmone è una esplosione di sapori di mare.

AI CONFINI DELL'ASIA MyWhere
La Gata, dolce tipico armeno, venduto dai contadini armeni

Oppure quando in Armenia ho assaggiato il Lavash il pane sacro armeno servito con ottimi formaggi locali e un buon bicchiere di vino, bisogna sapere che gli armeni come i georgiani sono ottimi produttori di vino, tutta la zona armena e georgiana che ho spesso percorso a piedi è disseminata di splendidi vigneti posizionati sulle colline ai piedi del Monte biblico Ararat dove arenò l’Arca di Noè.

Interno di una yurta tipica tenda mongola

Un altro aneddoto legato al cibo in viaggio, ricordo quando ho mangiato in una casa privata avvolto dal calore di una famiglia uzbeka a Samarcanda il “plov” piatto tipico locale composto da riso carne e verdure varie, cotto in una grande pentola nel cortile all’aperto, una magia di sapori ancora più amplificata dalla ospitalità e dai sorrisi dorati del meraviglioso popolo uzbeko.
E non posso non citare la prima volta che ho mangiato in Mongolia, in una Yurta nel deserto del Gobi, una famiglia nomade della Mongolia mi ha ospitato ed offerto un ciglio sui tappeti al caldo dentro la propria tenda, di sera abbiamo cantato insieme in mezzo ai loro splendidi bambini, le donne hanno cucinato pietanze locali dai sapori lontani da quelli occidentali, tra tutti ricordo il sapore ottimo dei buuz, simili ai nostri ravioloni di pasta con all’interno dell’ottima carne di montone.

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Yurte in Mongolia

Le stelle erano molto basse nella notte desertica mi sembrava di toccarle con le mani, vicino a me le mandrie di cavalli selvatici, mi sono addormentato sereno protetto da un paesaggio che solo la natura più incontaminata può offrire.
I tuoi racconti Mario sono affascinanti e “visivi”. Ancor prima di vedere le foto quando mi raccontavi dei tuoi viaggi, delle esperienze, delle sensazioni, tutti i sensi si sono sentiti attivati, dalla vista all’olfatto per terminare con queste prelibatezze delle culture locali che tu chiami cibi in viaggio, che mi hanno fatto pregustare i sapori e i profumi di questo lungo viaggio ad Oriente. Siamo certi che anche i nostri lettori si appassioneranno ai confini dell’Asia. E grazie Mario del tempo che ci hai concesso.

AI CONFINI DELL'ASIA MyWhere

Ultima domanda, è anche un libro fotografico? E se i nostri lettori, incuriositi dalla mia intervista, volessero comprare il libro come possono fare?

Sì, il libro si divide tra testo e fotografie da me scattate nei luoghi visitati durante il mio lungo viaggio. AI CONFINI DELL’ASIA avventure e incontri tra zar sultani e maioliche, è già stato distribuito in tutte le librerie d’Italia, si trova facilmente oggi anche online in tanti siti per esempio Mondadori store oppure Feltrinelli, segue un link tra i tanti per ordinarlo comodamente con consegna direttamente a casa IBS in questo periodo di #iorestoacasa. Una precisazione, il libro si trova sia in forma cartacea che anche elettronica EBOOK, ecco dove potete ordinarlo.

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L’autore Mario Cimarosti nel deserto del Kyzylkum in Uzbekistan sulla Via della Seta

 

 

INFO LIBRO:

AI CONFINI DELL’ASIA avventure e incontri tra zar sultani e maioliche

EDICICLO EDITORE

224 PAGINE corredate da fotografie scattate dall’autore nei luoghi visitati durante il lungo viaggio

COSTO 15,00 EURO

Mario Cimarosti AI CONFINI DELL'ASIA
La copertina del libro di Mario Cimarosti AI CONFINI DELL’ASIA avventure e incontri tra zar sultani e maioliche.

 

Vi consigliamo di guardare anche il sito di Mario Cimarosti e questo link: https://youtu.be/dLS84z3w154

Se vi piace l’idea di Viaggiare al tempo del Coronavirus con #IOVIAGGIOSULDIVANO vi consigliamo di leggere anche la collana Passaggi di Dogana

L'Editore

4 Responses to "Il mio lungo viaggio ad Oriente. Una storia straordinaria raccontata in parole e immagini"

  1. Teresa paladin   3 Aprile 2020 at 15:49

    Ringrazio per questo articolo vivace e suggestivo, che mi ha riportato alla mente il mio viaggio di quest’estate a Istanbul, lungo il Bosforo e nel resto della Turchia: resta un sogno per ora poter visitare Samarcanda, vedremo….

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  2. Flavio Redhair
    Flavio Redhair   3 Aprile 2020 at 16:00

    Ho sempre sognato di fare un lungo viaggio ad Oriente! Ed il racconto anche in immagini qui lo trovo straordinario:
    Certo, anche se il libro sarà bellissimo, viverlo come ha fatto l’autore è ben altro!

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  3. Steve Moss
    Steve Moss   3 Aprile 2020 at 16:04

    Questa è la parte più bella per vivere la cultura locale, conoscere anche le tradizioni culinarie. Ha fatto bene l’autore a raccontare anche “Una cosa che mi ha sempre incuriosito nei miei viaggi è cercare di assaggiare tutti i piatti tipici delle zone toccate nel mio lungo percorso” e descriverli! Grazie al nostro editore per questa bella intervista!

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  4. Lucia   3 Aprile 2020 at 16:08

    Sono stata varie volte in Turchia e a Istanbul ma, a dire la verità, non ne ho mai subito il fascino… anzi…

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