La Regina degli Scacchi spiegata da uno scacchista: intervista a Daviddol

La Regina degli Scacchi spiegata da uno scacchista: intervista a Daviddol

ITALIA – La serie più vista in questo autunno su Netflix è indubbiamente La Regina degli Scacchi. Lo sceneggiato con protagonsta Beth (Anya Taylor-Joy) è davvero fedele a questo antichissimo gioco? Per capirlo abbiamo intervistato Daviddol, giocatore esperto e YouTuber di successo con un canale interamente dedicato agli scacchi.

Da qualche settimana La Regina degli Scacchi, miniserie di Scott Frank e Allan Scott, si è conquistata lo scettro di serie più vista di Netflix nella stagione autunnale. Ne parlano tutti, non solo per la fedeltà rispetto al romanzo di Walter Travis ma anche per la forza del personaggio di Beth, interpretato da una sorprendente Anya Taylor-Joy. E poi, naturalmente ci sono gli scacchi, misterioso, inspiegabile ma ancora oggi giocato in ogni parte del mondo.

Di scacchi e… della Regina degli Scacchi ne parliamo con lo YouTuber e scacchista Daviddol che quasi ogni giorno sul suo canale pubblica tutorial, analisi e sfide di scacchi per ogni tipo di giocatore con un successo incredibile e in continua crescita sia in termini di iscritti che di visualizzazioni..

DAVIDDOL E IL CIRCOLO DI SCACCHI DI PISTOIA: IL CANALE YOUTUBE

Ci parli del tuo canale YouTube? Come mai hai deciso di aprirlo e ti aspettavi questo successo?

Una certa propensione all’insegnamento l’ho sempre avuta, e questo spiega forse perché alla fine mi sono ritrovato a fare l’insegnante alle scuole superiori. Il primo seme di quello che abbiamo oggi sul mio canale YouTube è stato piantato nel lontano 2005 quando da poco entrato a far parte del circolo di scacchi di Pistoia decidemmo di tenere un corso per principianti. Per fare una cosa un po’ originale decisi di mettere a frutto una mia passione per la realizzazione di contenuti video per DVD creandone uno da fornire agli allievi, con un po’ di lezioni ed alcune partite commentate. La cosa è poi rimasta  a macerare nel cassetto per diversi anni, avrei voluto volentieri condividere alcuni video di questo lavoro online su YouTube ma non trovavo modo di convertire i video in un formato accettabile per la pubblicazione. Alla fine presi la decisione di riacquisire i video da DVD con una scheda di acquisizione esterna. Non fu proprio il massimo della qualità ma nacquero così i primi contenuti da inserire su YouTube. L’idea di poter sfruttare meglio questa piattaforma mi ha poi portato a creare nuovi video che completassero le lezioni di scacchi presenti e mi resi conto che mi risultava molto più facile e piacevole di quanto mi ricordassi 5 anni prima. Da lì poi la mia passione degli scacchi unita a questa nuova passione per la realizzazione di video e a quella per l’insegnamento ha fatto il resto. Certo non posso vantare un successo così enorme, ma tenendo conto che questa avventura è iniziata quasi per caso, non me lo sarei certo creduto.

Oltre ad essere uno youtuber sei anche un grande giocatore. Ci parli di questo aspetto?

Non direi proprio di essere un grande giocatore, o per lo meno non grande nell’accezione del termine che intendo io. Sono quello che di più lontano possa immaginare dall’essere un giocatore agonistico. In realtà, i pochi tornei con variazione ELO che ho fatto (ormai 6 anni fa) sono stati necessari per poter prendere il punteggio necessario per divenire istruttore federale, anche se poi “dal vivo” non ho mai potuto usare ancora questa qualifica. Sebbene possa apprezzare la sfida di affrontare altri giocatori, per varie vicissitudini mi è sempre tornato scomodo riservarmi i tempi necessari ad affrontare un torneo a tempo lungo, senza parlare del fatto che realizzare i video per il canale YouTube già mi porta via molto del tempo libero che posso dedicare a questa passione.

PERCHE’ GLI SCACCHI SONO ANCORA AMATISSIMI?

 

Nonostante le sue radici antichissime, gli scacchi restano un gioco molto popolare e secondo le statistiche stanno vivendo una seconda giovinezza nell’era digitale grazie ad app, giochi e appunto canali YouTube. Secondo te quali sono i motivi che rendono gli scacchi ancora così affascinanti?

Dal mio punto di vista le due cose più attraenti del gioco sono il suo “sapore antico” ed il fatto che, essendo un gioco ad informazione completa e non “randomico” (non si usano dadi o simili che possano influire in modo casuale sull’esito), è una sfida incredibile per la mente. In generale credo che la gente se ne possa appassionare anche per la relativa semplicità delle regole che però nasconde una complessità di possibilità di gioco anche difficile da quantificare. Gli scacchi sono un grande oceano in cui ognuno può nuotare e sentirsi appagato con i propri mezzi a tutti i livelli, dal principiante ai giocatori più forti al mondo. Va anche considerato che per il periodo attuale, il fatto che le restrizioni per la pandemia spesso non consentano tanto il gioco dal vivo e che sia un gioco “per tutte le età”, ne abbia oltremodo favorito lo sviluppo online negli ultimi mesi.

LA REGINA DEGLI SCACCHI RAPPRESENTA FEDELMENTE IL GIOCO?

la regina degli scacchi

Su Netflix qualche settimana fa è uscito La Regina degli Scacchi che sta letteralmente spopolando. La rappresentazione delle partite e delle atmosfere di questo gioco sono rappresentate fedelmente? E che ne pensi della serie?

La serie credo sia finalmente il santo Graal che stavo aspettando da tempo. Sul canale YouTube ho una playlist dedicata alle apparizioni degli scacchi nel mondo del cinema e della televisione. Per lo più, non era tanto dedicata ad esaltare l’uso delle 64 caselle in queste situazioni quanto piuttosto a farci due risate sopra, visti gli innumerevoli strafalcioni e situazioni al limite del grottesco in cui gli scacchi vengono spesso rappresentati. “La regina degli Scacchi” viceversa è veramente una delle prime opere in cui gli scacchi hanno un ruolo fondamentale a sviluppare i personaggi e la storia e sono trattati, finalmente, con il rispetto che si meritano e non come il solito cliché. La produzione si è avvalsa per curare la parte scacchistica di alcune tra le personalità più riconosciute nel mondo scacchistico quali Garry Kasparov (ex campione del mondo di scacchi) e Bruce Pandolfini (uno dei più famosi divulgatori ed istruttori del gioco negli Stati Uniti). Questa scelta si vede tutta, tant’è che eventuali piccole difformità tra quello che possiamo ritenere realistico in un torneo di scacchi e quello che vediamo su schermo, sono tutte giustificate da scelte che rendono l’opera più godibile per i tempi televisivi. Un esempio sono le partite che si svolgono veramente con mosse molto rapide, nessuno potrebbe immaginarsi di veder rappresentata una partita di torneo in tempo reale nella serie quando questa può facilmente durare ore ed ore. La serie mi è piaciuta molto anche se il genere drammatico/psicologico non è proprio tra i miei preferiti, perché è davvero molto ben curata e per la sorpresa di vedere il lavoro che è stato fatto con una miriade di dettagli scacchistici in quasi ogni scena. Viceversa avrei qualcosa da ridire sul lavoro che è stato fatto in fase di doppiaggio italiano, ma non si può avere tutto purtroppo!

Domanda forse facile per un appassionato incallito. Chi è il miglior giocatore di scacchi di tutti i tempi?

Questa credo sia una domanda difficile a cui rispondere, tanto per cominciare è molto difficile paragonare giocatori di epoche diverse facendo finta che potessero sfidarsi alla pari oggi, perché i giocatori più moderni hanno dalla loro parte anni e anni di sviluppo di teoria del gioco in più, che è un vantaggio enorme. Detto questo l’unico modo per rispondere a questa domanda è quello di paragonare i più forti giocatori rispetto al livello dei loro contemporanei. In questo caso probabilmente Bobby Fischer è stato quello ad essere, nel periodo appena antecedente la conquista del titolo mondiale di Reykjavik del 1972, completamente al di sopra del livello di ogni possibile contendente. Però Fischer è stato una meteora che ha illuminato il cielo scacchistico per poco tempo. Se vogliamo parlare invece di stelle durature dobbiamo forse pensare a Garry Kasparov che è stato sul tetto del mondo per quasi 20 anni. Alla luce di ciò anche l’attuale Magnus Carlsen potrebbe essere un valido contendente dei due precedenti, ma ha ancora un po’ di strada da fare per dimostrare sulla lunga distanza quanto può valere.

In conclusione, che consigli ti senti di dare ad un giovane che vuole intraprendere un percorso agonistico negli scacchi?

Per prima cosa gli consiglierei di coltivare la propria passione dal punto di vista ludico e non focalizzarsi troppo sul punto di vista agonistico. Questo perché, secondo me, se si perde il lato divertente del gioco si rischia più facilmente di abbandonarlo nel lungo termine. La cosa migliore per progredire poi è cercarsi un buon istruttore, non appena abbiamo acquisito una conoscenza base nel gioco è fondamentale come guida per massimizzare la resa del tempo impiegato ad imparare. Di fatto gli scacchi sono una giungla molto folta e ti serve sempre qualcuno che ti mostri la via più facile e veloce in funzione delle tue lacune e della meta che vuoi ottenere.

Paolo Riggio

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