GOOD GAMES: Shoah e storie di resilienza degli ebrei perseguitati spiegate a bambini e ragazzi.

GOOD GAMES: Shoah e storie di resilienza degli ebrei perseguitati spiegate a bambini e ragazzi.

TRANI – Il 31 gennaio si è conclusa a Trani l’iniziativa culturale GOOD GAMES: Shoah e storie di resilienza degli ebrei perseguitati spiegate a bambini e ragazzi. L’iniziativa culturale della città di Trani racconta la storia e la cronaca attraverso la potenza dei libri. È avvenuto, quindi potrebbe accadere di nuovo, queste parole di Primo Levi, sopravvissuto alla Shoah, sono un ammonimento per il futuro e un argine all’oblio della Storia.

Davanti alla tragedia della Shoah abbiamo oggi inevitabilmente come società e come singoli il dovere della memoria, affinché questa pagina disumana della storia non solo non venga dimenticata, ma non debba più, in nessuna altra forma, verificarsi. L’odio e l’intolleranza sono sempre in agguato e possono ripresentarsi in qualunque momento. Ne è prova  la vicenda  accaduta recentemente a Lia Tagliacozzo, figlia di due ebrei italiani sopravvissuti alla Shoah. che ha ricevuto insulti antisemiti e minacce durante la presentazione online del romanzo  La generazione del Deserto. Il titolo allude a quel deserto che, nella Bibbia, è una progressiva assunzione di responsabilità, la costruzione di uno spazio che lascia liberi gli interrogativi, perché è la possibilità di domandare ciò che rende libero l’essere umano.

Facendo tesoro delle parole sopracitate di Levi, ogni 27 gennaio l’Italia commemora il Giorno della memoria (grazie alla  legge 211/2000),  lo stesso giorno in cui  in cui, nel 1945 furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz.

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Una giornata per ricordare che durante la Seconda Guerra Mondiale milioni di uomini, donne e bambini furono perseguitati in nome delle leggi razziali e dell’ideologia nazista: ritenuti esseri privi di diritti umani, strappati alla loro vita, deportati nei lager, torturati e  sterminati con il gas.

In particolare il popolo ebreo pagò un tributo di sangue elevatissimo: la Shoah  causò la morte di  sei milioni di ebrei europei e pochissimi riuscirono a salvarsi dalla prigionia.

Good Games. Libri, reti e storia di ordinaria resilienza è l’iniziativa promossa dall’Assessorato alla cultura della città di Trani, per raccontare questa pagina buia della storia a bambini e ragazzi con numerosi appuntamenti.

 

A Trani, con il coordinamento della Libreria Miranflù, libreria dei giovani lettori, per tutto il mese di gennaio cinque  librerie cittadine sono impegnate per promuovere la cultura in diretta streaming. Gli incontri del progetto culturale sono tutti fruibili in diretta streaming sulla pagina Facebook della Biblioteca comunale ‘Giovanni Bovio’ e  stanno registrando un grande seguito dal pubblico on line.

Gli eventi in programma sono dedicati alla Shoah perché non è facile presentare l’orrore generata dalla mente umana senza sconvolgere i bambini e i ragazzi:  libri e storie positive possono aiutare genitori e insegnanti a trovare le giuste parole e modalità per raccontare e non dimenticare, educando ai valori dell’umanità di tutti gli appartenenti all’ unica razza umana, come scrisse  Albert Einstein appena arrivato negli USA compilando il modulo dell’Ufficio Immigrazione.

 

 Tra le presentazioni spicca la partecipazione di Anna Lavatelli, autrice del libro “Il violino di Auschwitz”, Interlinea edizioni,  con approfondimenti storici ed etici sul tema della deportazione ebrea in Italia.

Un piccolo commovente libro sulla Shoah diverso dagli altri quello scritto da Anna Lavatelli. Il filo della storia parte nel 2014, quando un colto e poliedrico collezionista novantenne, il signor Carlo Alberto Carutti, acquista presso un antiquario di Torino un violino Collin-Mézin con una stella di Davide incisa sul lato posteriore e un messaggio segreto custodito al suo interno. Di questo violino,  che gli sembra bellissimo e prezioso, vuole conoscere e ricostruire la storia e affida ad Anna Lavatelli  il compito di scriverla. La scrittrice fa una scelta originale: sceglie come voce narrante il violino e assegna ai vari capitoli titoli che riprendono le scritte poste all’inizio dei brani musicali, a sottolineare le emozioni da trasmettere: Adagio, Sostenuto, Agitato, Grave, Trionfale ecc…

Il racconto è tratto da una storia vera: si parla di una famiglia ebrea realmente esistita che da un giorno all’altro è stata costretta ad intraprendere un viaggio senza ritorno nei campi di concentramento di Auschwitz.

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Eva Maria ha tutto ciò che una ragazza possa desiderare: una vita bella e agiata, una famiglia che le vuole bene, tanti amici e una grande passione per la musica. Ma è ebrea e durante la guerra tutto cambia. Le rimarrà solo il suo violino, da cui non si separerà a nessun costo. Sarà proprio lui a raccontare, dopo un lungo silenzio, la lenta discesa verso l’inferno del campo di Auschwitz, dove lei sarà costretta a suonare per le SS. Scoprirà però che la musica rende liberi. La giovane violinista troverà la forza di resistere alla fame, agli stenti, alla crudeltà e ad atroci sofferenze solo aggrappandosi alla sua musica, al suo violino, divenuto simbolo di libertà e di bellezza in una situazione aberrante. L’autrice, attraverso lo sguardo discreto e sconsolato del violino, ripercorre le angoscianti fasi del viaggio in treno, la separazione forzata dal fratello e dalla madre, l’arrivo ad Auschwitz, i giorni passati in quel luogo orribile e assurdo in cui degli esseri umani si sentivano autorizzati ad uccidere altri esseri umani.

Un altro testo inserito nel programma e di sicuro interesse è Luci nella ShoahLe cose che mi hanno tenuto in vita nel buio, di  Matteo Corradini, edito da DeAgostini.

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Il filo della narrazione getta luce su quegli  elementi di speranza con cui gli internati hanno opposto resistenza al dolore che provavano e alla follia in cui erano costretti a vivere. Anche nella paura però ci sono attimi di serenità. Anche nei campi di prigionia ci sono stati lampi di umanità. Anche vicino allo sterminio è passata la vita.

Molti sopravvissuti ricordano che pur nel buio e nell’angoscia si aggrappavano a ricordi, pensieri, oggetti per conservare dentro di sé un mondo che sembrava non esistere più. Piccole speranze che hanno permesso ai deportati di passare il tempo, arrivare a sera, non demordere, in una parola: resistere. La resilienza dei deportati passa attraverso piccoli oggetti quotidiani, passioni, affetti. Cose apparentemente poco significative che in questo modo diventano fondamentali.

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Le 27 storie raccolte in questa antologia sono vere e i loro protagonisti adolescenti del tutto simili ai giovani lettori cui il libro è destinato. Vicende commoventi, illuminanti ed esemplari che rivelano ai giovani e in fondo a tutti noi dove trovare la forza di cui abbiamo bisogno nei momenti difficili.

Le dirette streaming della presentazione dei libri per il Giorno della Memoria saranno moderate da Enzo Covelli e saranno fruibili anche dalla pagina fb della Libreria Miranfù, oltre che dal canale istituzionale della Biblioteca comunale “Giovanni Bovio”.

Qui il programma dell’iniziativa: comune di Trani, presentazione e programma GOOD GAMES

Il sindaco di Trani Amedeo Bottaro

Una grande intuizione che ha avuto un felice successo, secondo il sindaco di Trani Amedeo Bottaro. Si è un sistema, una rete culturale tra il Comune  e gli operatori culturali del territorio che si distinguono per competenze e passione. GOOD GAMES ha riscontrato una grande partecipazione e ha funzionato in modo eccellente, tanto che è stato anche imitato da altri  ed è riuscito a coinvolgere tutti, dai più piccoli ai più grandi. Un nuovo modo di fare cultura da proseguire anche nel futuro.

L’assessore alla cultura, Francesca Zitoli

Tutta l’iniziativa è nata da una semplice ma fortunata intuizione, ha osservato l’ assessore alla cultura Francesca Zitoli, che ha creato un sistema di collaborazione tra  le cinque librerie del territorio e la Biblioteca comunale per avere spazi e servizi culturali dedicati alla  città e non solo (vedi streaming). Si è dato vita a una rete per  programmare e guidare le politiche culturali intorno alla filiera del libro. Obiettivo pienamente realizzato per Trani, una “città che legge”.

 

Teresa Paladin

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