Benevento sulla Via Francigena: un viaggio tra storia, sapori e cammini

Benevento sulla Via Francigena: un viaggio tra storia, sapori e cammini

CAMPANIA – Un percorso tra natura, archeologia, arte e gastronomia mi ha portato alla scoperta di Benevento, cuore sannita della Via Francigena e città dove il cammino diventa un modo diverso per conoscere il territorio.

Ci sono città che si visitano e città che si attraversano. Benevento appartiene a entrambe le categorie, ma quando la si incontra lungo la Via Francigena si finisce per guardarla con occhi diversi. Il passo rallenta, l’attenzione aumenta e monumenti, paesaggi e sapori sembrano raccontare una storia che non si lascia scoprire tutta in una volta.

È stata questa la sensazione che ho portato con me durante il tour dedicato a stampa e creator che mi ha permesso di conoscere più da vicino il tratto campano della Via Francigena, un progetto promosso dalla Regione Campania con l’Agenzia Campania Turismo. Un’esperienza che, nel caso di Benevento, mette insieme natura, patrimonio storico, arte e tradizioni gastronomiche.

Via Francigena

Dalla natura al cuore di Benevento

Il nostro percorso è iniziato lontano dai monumenti più conosciuti della città, lungo la pista ciclabile che attraversa l’oasi Zone Umide. Qui la nuova segnaletica della Francigena accompagna il viaggiatore e rende immediatamente evidente quanto il cammino non sia soltanto un itinerario spirituale o storico, ma anche un modo per entrare in contatto con gli ambienti naturali del territorio.

tratto campano della Via Francigena

Poi, passo dopo passo, siamo entrati in città.

A piazza Risorgimento ci siamo concessi una pausa che ha avuto il sapore più autentico del Sannio. La Pro Loco di Benevento ci ha accolto con alcuni prodotti del territorio: caciotta, capocollo e l’immancabile torrone, accompagnati da un calice di Aglianico e da uno di Falanghina.

È stato uno di quei momenti in cui il viaggio cambia ritmo. Dopo aver camminato, ci si ferma, si assaggiano prodotti locali e si comprende quanto anche la gastronomia possa diventare una chiave per leggere un territorio.

Da lì è iniziata la parte più prettamente culturale del percorso.

Via Francigena

Benevento, una città da leggere a strati

Benevento sorprende soprattutto per la quantità di epoche storiche che convivono nello stesso spazio.

Il simbolo più immediato è naturalmente l’Arco di Traiano, uno dei monumenti romani più importanti della città. Ma il viaggio nella storia di Benevento non si ferma all’età imperiale. Poco distante si incontra il Teatro Romano, mentre la Rocca dei Rettori racconta una storia ancora più stratificata.

Via Francigena MyWhere

La fortezza, infatti, sorge su un luogo che nel corso dei secoli ha avuto funzioni diverse: necropoli sannita, castellum romano, torrione longobardo e sede dei rettori pontifici. Guardarla oggi significa quindi attraversare idealmente secoli di storia in pochi passi.

Un’altra sorpresa è arrivata all’Hortus Conclusus, il museo a cielo aperto nato dalla visione dell’artista Mimmo Paladino nell’ex convento di San Domenico. Qui la storia della città incontra l’arte contemporanea e crea uno spazio decisamente particolare, quasi sospeso rispetto al resto del percorso.

È proprio questa stratificazione, forse, uno degli aspetti che più mi hanno colpito di Benevento: non c’è una sola città da scoprire, ma tante città sovrapposte, che emergono una dopo l’altra seguendo il percorso.

La Via Francigena come occasione per riscoprire il territorio

L’esperienza a Benevento mi ha permesso anche di comprendere meglio il significato che la Via Francigena sta assumendo in Campania.

Il tratto campano entra dal Lazio meridionale, attraversa il territorio di Teano e l’alto Casertano, raggiunge Benevento e prosegue poi verso l’Irpinia e la Puglia. Un itinerario che mette in collegamento borghi, aree rurali, città d’arte e paesaggi appenninici.

Benevento rappresenta un passaggio particolarmente significativo perché è l’unico capoluogo di provincia campano attraversato dalla Via Francigena.

E camminando lungo il percorso si percepisce come l’obiettivo non sia semplicemente quello di recuperare un’antica strada. La sfida è trasformarla in una vera infrastruttura turistica, capace di portare visitatori nei territori interni e di distribuire i benefici del turismo anche fuori dalle destinazioni più conosciute.

Via Francigena

Oltre 6,7 milioni di euro per il cammino campano

Dietro la valorizzazione del percorso c’è un progetto regionale che negli anni ha assunto dimensioni importanti.

La Regione Campania ha aderito nel 2015 al progetto interregionale delle Vie Francigene e nel 2018 ha sottoscritto il protocollo per l’estensione del percorso nel Sud Italia. Nel 2019 è stato poi approvato il tracciato campano, che attraversa Matese, Sannio e Irpinia.

La fase operativa è entrata nel vivo nel 2023, con l’affidamento all’Agenzia Regionale Campania Turismo del progetto di messa a sistema del cammino turistico culturale della Via Francigena.

Gli investimenti complessivi superano oggi 6,7 milioni di euro. Una parte delle risorse è stata destinata alla sicurezza, alla manutenzione e alla segnaletica del percorso, mentre gli interventi più recenti puntano anche sulla qualità dell’esperienza.

Sono previste, tra le altre cose, nuove aree di sosta con strutture in legno, pergole ombreggianti, panchine e portabiciclette, oltre a nuova segnaletica, installazioni artistiche e sistemi di illuminazione alimentati da pannelli solari.

Elementi che possono sembrare secondari, ma che diventano fondamentali quando si parla di turismo lento.

Via Francigena

Un’altra idea di turismo

Quello che mi porto via da questa esperienza è soprattutto una sensazione: la Via Francigena può diventare un modo per conoscere la Campania con tempi completamente diversi.

Via Francigena MyWhere
Buonalbergo il Museo ViATor foto MyWhere

Non c’è la necessità di correre da un monumento all’altro. Si cammina, si osserva il paesaggio, ci si ferma in un piccolo centro, si assaggia un prodotto locale e si riparte.

È un modello di viaggio che può coinvolgere strutture ricettive, ristoranti, agriturismi, produttori e attività commerciali e che, soprattutto, può contribuire a riportare attenzione su borghi e aree interne spesso lontani dai grandi flussi turistici.

Il tratto campano della Francigena attraversa luoghi come Teano, Calvi Risorta, Capua, Santa Maria Capua Vetere, Caserta, Maddaloni, Benevento, Paduli e Buonalbergo. Ognuno conserva una storia diversa, ma il cammino li mette in relazione attraverso un unico itinerario.

Buonalbergo ViATor foto MyWhere
Buonalbergo ViATor foto MyWhere

In particolare sono rimasto affascinato da museo denominato ViATor Via Appia Traiana.  Il giorno 27 luglio 2025, ad un anno dall’iscrizione della “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, è stato inaugurato a Buonalbergo, nella splendida cornice dell’antico Palazzo Angelini, il museo denominato ViATor Via Appia Traiana – Officina per la Ricerca, realizzato a valere sui fondi resi disponibili dal Ministero della Cultura per la candidatura UNESCO.

Buonalbergo ViATor Foto MyWhere
Buonalbergo ViATor Foto MyWhere©

Si tratta della prima esposizione interamente dedicata alla Via Traiana e, più che un museo è un centro di documentazione e di interpretazione, fondamentale per accogliere e introdurre i turisti e le comunità locali sui temi che riguardano la storia e gli sviluppi dell’antica via, oltre che sui valori per i quali la stessa è stata riconosciuta tra i beni del Patrimonio Mondiale, rimandando agli itinerari culturali del territorio circostante.

A Benevento, però, questa relazione mi è sembrata particolarmente evidente. Perché qui la Francigena non è soltanto una strada da percorrere: è un filo che unisce natura, memoria, arte e gastronomia.

E forse è proprio questo il modo migliore per scoprire una città: non limitarsi a guardarla, ma attraversarla lentamente, lasciando che siano i suoi luoghi a raccontarsi.

In homepage foto della cittadina di Buonalbergo. Foto MyWhere©

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