Ultimo giro gastronomico all’Hungarikum Biztrot

Ultimo giro gastronomico all’Hungarikum Biztrot

Ultimi giorni a Budapest in questa settimana di fine estate. Vogliamo degustare  ancora le specialità che questa cultura ci offre. Passando in taxi mentre eravamo diretti al Palazzo del Parlamento, notato per caso, poi rientrando a piedi verso l’albergo poco dopo l’ora di pranzo, decidiamo di fermarci e…ovviamente la cucina ha già chiuso. Nulla di fatto, dobbiamo tornare, dando un’occhiata dentro al volo, il locale si presenta semplice ma con molta cura, qualche tavolo ancora impegnato ma verso la fine del pranzo. Ok, prendiamo accordi per la cena e la sera ci ripresentiamo, ma ovviamente anche questa volta abbiamo fatto tardi, sono le 22…! Ci facciamo al volo quattro chiacchiere con la proprietaria, Zsuzsa, bella, gioviale, sorriso aperto e due occhi azzurri gentili e…parla un italiano perfetto, con alcune inflessioni e modi di dire decisamente difficili da sapere per chi non ha vissuto in Italia un po’. Infatti ha studiato italiano e spesso trascorre tempo in Italia, ospite di amici.
E quindi decidiamo di tornarci. Stavolta siamo puntuali, quasi in anticipo, le 12.30, anche perché questo è l’ultimo giorno del nostro tour, nel pomeriggio si riparte. Quindi il pranzo deve essere indimenticabile!
Siamo accolti dall’ormai “solito” sorriso, che adesso è quasi una risata -finalmente ce l’avete fatta- e ci accomodiamo con tutti i bagagli intorno al tavolo, siamo pieni di valigie, valigette e pacchetti di vestiti comprati per colpa di una serie di visite in negozi di giovani stilisti ungheresi, decisamente interessanti.
Personale tutto femminile, locale ordinato e pulito, profumo di buono. Ordiniamo, consigliati ovviamente da Zsuzsa, che ci guida verso piatti della tradizione ungherese: gulasch, che tiene a precisare, non ha niente a che fare con lo “spezzatino” che spacciano per gulasch in Italia. La carrellata dei dessert è epica ed indimenticabile. I vini ungheresi abbiamo già constatato che sono buoni, anche se pesantini (ma in aereo avremo modo di dormire!).
Le chiacchiere con la proprietaria ci hanno fatto ulteriormente volare il tempo, ed il nostro pranzo indimenticabile, (di cui è stato complice anche il vino ed il dolce meraviglioso!), fa dissolvere tutta la stanchezza come bolle di sapone, anche se aggiunge la malinconia di lasciare questo luogo, sperando in un prossimo ritorno!

Budapest Hungarikum Biztrot ITA

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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