Il Calendario Pirelli 2017 e gli standard oppressivi che ritraggono la femminilità

MONDO – La 45a di The Cal, il calendario più famoso al mondo, come l’edizione precedente non sarà una tradizionale esplosione di bellissimi corpi di donna ma raffiche di bellezza al femminile “New Normal”, una femminilità al naturale richiesta ad alcune tra le più espressive dive di Hollywood +1 (una giovane docente di Teoria Politica presso la MGIMO, l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali).

Il progetto si chiama “Emotional”, il fotografo è Peter Lindbergh, la scelta della forma della rappresentazione visiva è il bianco e nero e l’obiettivo è raggiungere o tentare di avvicinarsi a una bellezza diversa, più reale, autentica, non manipolata dai trucchi del cinema, della moda o del digitale, senza nascondere rughe, occhiaie e colli segnati dal tempo.

Alle 14 speciali modelle è stato in pratica chiesto di provare ad esprimere se stesse, di svelare la loro anima, di non vestire per una volta i panni di un’altra, come devono fare sempre nel loro mestiere.

Risultati? Vediamoli insieme attraverso gli scatti di alcune delle 14 protagoniste di The Cal. I nomi sono Jessica Chastain (Golden Globe per Zero Dark Thirty), Penelope Cruz, Nicole Kidman, Rooney Mara (Millennium – Uomini che odiano le donne), Helen Mirren, Julianne Moore, Lupita Nyong’o, Charlotte Rampling, Lea Seydoux (Palma d’Oro a Cannes con La vita di Adele), Uma Thurman, Alicia Vikander (Oscar in The Danish Girl), Kate Winslet, Robin Wright, Zhang Ziyi + la prof., Anastasia Ignatova.

Iniziamo da gennaio con Nicole Kidman che si mostra al naturale, in sottoveste bianca, col suo sguardo algido e profondo, al tempo stesso inquietante, come il suo ruolo da premio Oscar in “The Hours”.

Julianne Moore, come dimenticarla colpita da Alzheimer precoce in Still Alice, qui è ritratta agitata e sempre bellissima nei suoi 56 anni. Robin Wright, indimenticabile e sensibile amica di Forrest Gump, qui sembra ricordare la determinata First Lady di House of Cards, ma lo scatto mostra l’inquietudine e l’ostinata voglia di reagire di una donna. Helen Mirren, la perfetta regina Elisabetta II. Lindberg sembra qui utilizzarla per rivolgersi contro il mito della eterna giovinezza ma ci restituisce anche la forza del ragionamento di una donna e la sua capacità di leggere il mondo attraverso un semplice sguardo. Uma Thurman, il fascino assoluto di una donna, indefinibile, irresistibile, senza tempo e allo stesso modo immersa nel presente. È una delle foto più riuscite. Penelope Cruz e i suoi inconfondibili oci ciornie/ojos negros castigliani che ti scavano dentro e si lasciano scavare, che si mostrano, in cerca di qualcuno che possa comprenderli. Ancora una, Kate Winslet (la protagonista di Titanic), un scatto non edulcorato, non tranquillizzante, complesso. Il volto intenso e intelligente di un’attrice che ha affascinato il mondo intero.

Lasciamo a voi giudicare le altre, ma consentitemi di indicare lo scatto, secondo noi, più bello, che ad essere precisi è un’immagine del backstage del calendario. Ritrae un altro premio Oscar, Lupita Nyong’o di 12 anni Schiavo. Qui, oltre alla bellezza non manipolata e al naturale, il fotografo sembra raggiungere, nella infinitesimale frazione di tempo dell’apertura dell’otturatore, l’utopia? della spontaneità e della semplicità di una donna.

Il tentativo di Lindbergh, ritrarre le star di Hollywood al naturale è riuscito? L’incanto senz’altro è stato raggiunto e il maestro tedesco ha mostrato ancora una volta tutto il suo talento. Ma è riuscito a “spogliare” l’anima delle attrici? A ottenere il nudo più nudo? Certamente è stata ottenuta una rivincita sull’ossessione al femminile per la giovinezza e la perfezione dal momento che l’età media delle protagoniste è di 44 anni, e più in generale sugli standard oppressivi che ritraggono la femminilità.

Il commento di Penelope Cruz è stato «Quando reciti in un film c’è un personaggio che ti copre. Anche se sei nuda, non lo sei mai veramente. Con Peter nel Calendario Pirelli, è stato molto più profondo perché anche se tutte noi eravamo vestite, ci siamo messe a nudo mostrando chi siamo davvero».

Sarà, ma per noi tutti questi volti di donna ci ricordano l’immaginario cinematografico, un immaginario molto sofisticato, poco “New Normal”, caratterizzato per sempre dai ruoli che queste star hanno interpretato.

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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