Il ritorno della Linea Verde: Top 10 giovani italiani

ITALIA – Un progetto giovani nel calcio italiano sembra possibile. Tra speranze e certezze, ecco a voi la Top 10 dei migliori giovani calciatori italiani.

Il futuro di questi tempi, è francamente nebuloso. Non sappiamo che fine farà l’America, se l’Europa avrà un senso, se risolveremo il problema dei cambiamenti climatici, o quello dell’immigrazione. Chiedersi quindi cosa resterà del nostro calcio vuol dire porsi un quesito altrettanto complicato.

Di necessità virtù: i tanti infortuni che hanno costretto il ct Ventura a stravolgere l’originale assetto della squadra, stanno solo accelerando il naturale ricambio generazionale della Nazionale Italiana. E meno male! aggiungiamo noi. Fino a qualche anno fa, anzi addirittura qualche mese fa, l’idea di puntare sulla linea verde veniva vista agli occhi di molti come retorica e fantasiosa.

Ma ora un’operazione del genere sembra possibile, basta andare a vedere i risultati delle squadre italiane che puntano maggiormente sulle nuove generazioni di calciatori italiani; in Serie A stupiscono sempre di più le compagini di Atalanta e Torino, squadre composte prevalentemente da giocatori italiani, giovani e di talento e che rappresentano il futuro del calcio nostrano.

Insomma, la Linea Verde è un cambiamento in atto, un cambiamento al quale stanno partecipando anche altre squadre di Serie A, come il Sassuolo, e addirittura il Milan, magari un po’ più per inerzia che per reale progetto, ma che ora si ritrova a 5 punti dalla Juventus con un’età media in rosa di 25 anni e 10 mesi (record di sempre per i rossoneri).

Ma andiamo a scoprire chi sono questi enfants prodiges che iniziano a scalpitare sempre di più. Ecco la nostra Top 10 dei campioni del futuro, nati dal 1994 al 2001.

10) Moise Kean, 16 anni. Non fatevi ingannare dal nome e dal colore della pelle, Moise Kean, attaccante della Juventus, è italiano al 100%. Nato a Vercelli da genitori ivoriani, il ragazzo sembra davvero promettente. Non ha neanche 16 anni ma incanta già gli osservatori di tutta Europa. Una macchina da gol e non solo, Kean è un giocatore dotato di rapidità, forza esplosiva e ottima tecnica di base. Dopo le sue prodezze nei campionati giovanili (media di 2 gol a partita nei Giovanissimi e 13 gol in 12 partite in Under 17), Allegri lo ha convocato in prima squadra.

9) Lorenzo Pellegrini20 anni. Frutto della Primavera della Roma, sempre abile a coltivare talenti, Pellegrini è attualmente una delle colonne portanti del Sassuolo di Di Francesco. Interno di centrocampo, abile sia in fase di impostazione che in fase di interdizione. Nonostante la stazza, è dotato di una discreta agilità. Tra le sue caratteristiche spiccano la visione di gioco e il tiro dalla distanza, ma il suo punto di forza principale è sicuramente la capacità d’inserimento tra le linee. Stiamo parlando di un prospetto da Nazionale.

8) Roberto Gagliardini22 anni. A Bergamo c’è chi sta vivendo un sogno. Roberto Gagliardini non solo si sta ritagliando un ruolo da protagonista nella miracolosa Atalanta quarta in classifica, ma si è addirittura conquistato un posto in Nazionale. Mediano di centrocampo, forte fisicamente, abile sia in fase di contenimento che in fase d’impostazione, trova il suo punto di forza nelle verticalizzazioni agli esterni d’attacco, tanto care al suo allenatore Gasperini.

7) Manuel Locatelli18 anni. Segnare un gol da antologia a Buffon nel primo anno di Serie A. È questo il biglietto da visita con cui Manuel Locatelli si è presentato al calcio italiano. Il centrocampista del Milan, può ricoprire tutti i ruoli del reparto, data la sua stazza e la sua tecnica. Nel 2015 è stato inserito dalla rivista The Guardian nella lista dei migliori 50 calciatori nati nel 1998. Un predestinato, come si sente dire da voci autorevoli.

6) Daniele Rugani, 22 anni. Considerato uno dei maggiori talenti? italiani della sua generazione, è un difensore centrale in forza alla Juventus. Fortissimo nella marcatura e nell’anticipo, Rugani è un giocatore già pronto. Il problema? La Juventus stessa. Sì perché Rugani gioca poco, pochissimo, avendo davanti a lui 3 mostri sacri come Bonucci Barzagli e Chiellini. Non sarebbe più logico (e sacrosanto, aggiungerei) mandarlo a giocare in prestito in qualche altra squadra?

5) Marco Benassi, 22 anni. Il Torino è fin qui una delle più grandi sorprese del campionato. La società granata, ormai da diverso tempo, investe sul settore giovanile e sui giovani talenti. E uno dei volti del progetto-giovani di Mihajlovic è sicuramente Marco Benassi. Capitano del Torino e dell’Under 21, per Benassi il passaggio in Nazionale maggiore è solo una formalità. I risultati della sua stagione in granata parlano chiaro: centrocampista dinamico, dotato di inserimento e attitudine al gol non indifferente. E poi, cosa non molto frequente per la sua età, una spiccata capacità di comando.

4) Federico Bernardeschi22 anni. La stagione è partita con qualche difficoltà per il numero 10 della Fiorentina. Tante le critiche, severe e senza sconti: “Si è montato la testa”, “guardate con che capelli si è presentato”. Del resto, nel calcio, c’è sempre un esame da superare, soprattutto se ti chiami Federico Bernardeschi, uno dei talenti più puri del calcio italiano. Le qualità sono tante: tecnica, velocità, disposizione al sacrificio, capacità di ricoprire 5 ruoli diversi, e tanta tanta fantasia. La fantasia appunto, qualità che finora i tecnici che lo hanno allenato non sono riusciti a valorizzare a pieno. In Nazionale è stato impiegato come mediano, alla Fiorentina come esterno nel 3-5-2, ma il suo vero ruolo è il trequartista.

3) Alessio Romagnoli21 anni. Difensore scuola Roma, passa nella stagione 2015/16 al Milan per la faraonica cifra di 30 milioni di Euro. Il primo anno al Milan non è stato eccelso, ma quest’anno Alessio Romagnoli sta offrendo prestazioni incredibili, forse addirittura al livello dei “magnifici 3” della Juve. Merito di Montella, del suo esperto compagno di reparto Paletta e soprattutto delle straordinarie doti di questo giovane difensore. Romagnoli offre un pacchetto completo fatto di forza fisica, eleganza, versatilità e grande intelligenza tattica. Ai prossimi Mondiali in Russia potremmo già vederlo titolare.

2) Gianluigi Donnarumma17 anni. Ormai non è più una scoperta. Il portiere del Milan sta battendo record su record (più giovane giocatore della storia Under 21 e più giovane giocatore della storia della Nazionale) e sta dimostrando una solidità mentale, tecnica e fisica degna di un giocatore già affermato da tempo. Il Milan lo coccola, ma sarà davvero difficile trattenerlo a vita in Italia, visto che su Donnarumma, hanno messo gli occhi squadre del calibro di Real Madrid e Chelsea. Considerato uno dei maggiori talenti della sua generazione, Donnarumma è un portiere agile nonostante la notevole statura, dotato di buoni riflessi e abile con i piedi. Sicuro nelle uscite, sia alte che basse, nonché nel dirigere la difesa, è inoltre avvezzo a parare i rigori. È lui il degno erede di Gianluigi Buffon.

1) Domenico Berardi22 anni. Una storia incredibile la sua. Fu scoperto a 12 anni durante una partita di calcetto, e da quel momento di Berardi se n’è parlato tantissimo. Mancino, attaccante esterno o seconda punta, nel 2014 è stato inserito nella top 50 dei migliori giovani talenti del mondo da France Football. Un giocatore di grandissimo talento, un calciatore moderno che gioca con e per la squadra a tutto campo. In Serie A, con la maglia del Sassuolo, ha segnato 40 gol in 92 presenze: né Baggio, né Totti, né Del Piero avevano questi numeri alla sua età. Vive di intuizioni e vivacità. Ha un caratteraccio, difetto che spesso lo ha fermato più volte in passato, ma è senza dubbio il giovane che più di tutti è pronto a esplodere.

 

linea verde

Torino-Palermo serie A

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86480228

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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