Oscar Wilde principe per un giorno fra cultura e Teatro Senza Tempo

Oscar Wilde principe per un giorno fra cultura e Teatro Senza Tempo

ROMA – Il Nuovo Teatro Orione vi aspetta oggi a partire dalle ore 18.00 con l’anteprima speciale della nuova produzione “Stato Liquido”, scritto e diretto da Sofia Bolognini, che ripercorrerà i momenti cruciali della vita dei giudici Falcone e Borsellino dagli anni ’80 al cruento 1992. Nel frattempo vi parliamo della grande iniziativa “Born to be Wild(e)”, presentata da Teatro Senza Tempo Produzione Spettacoli e ospitata dal Teatro Orione Domenica 8 ottobre. Un’intera giornata di mostre fotografiche, degustazioni in stile vittoriano, conferenze, spettacoli teatrali e concorsi a premio, per il più importante evento italiano dedicato allo scrittore irlandese

La raffinata scrittura e il gusto estetico che permea l’intera opera di un autore-caposaldo della letteratura moderna come Oscar Wilde godono di una fortissima condivisione sin dai tempi dell’Età Vittoriana. I noti aforismi del dandy irlandese viaggiavano di bocca in bocca nella società a lui contemporanea come sulle bacheche degli odierni social network, popolati da larghe schiere di inconsapevoli egomostri che spesso non vantano un’altrettanto pronunciata familiarità con la lettura e rifiniscono con citazioni vagamente attinenti fotografie di dubbio gusto. Se simili atteggiamenti possono irritare l’intellettuale medio, forse avrebbero lasciato Wilde addirittura compiaciuto, considerando il ruolo della vanità e la stessa adorazione dell’effimero che traspare da parole e atteggiamenti di molti personaggi dei suoi romanzi, come Dorian Gray, o come i Lords delle sue pièces teatrali. La ricchezza di diffusione dell’opera di Oscar Wilde tende tuttavia ad interessare l’opera più che l’artista, i suoi affetti privati e le vicende personali che lo condussero a vivere dal lusso più sfrenato alla povertà. Una vita in cui, oltre ai giovani amanti come Alfred Douglas, detto Bosie, non mancarono una moglie e dei figli di cui raramente si parla. Proprio il fatto che la vita di un poeta è determinata dalle sue azioni molto più che

La locandina ufficiale dell'evento
La locandina ufficiale dell’evento

dalle sue parole, la briosa direzione artistica del Nuovo Teatro Orione ha sentito l’esigenza di ospitare, l’8 ottobre 2017, l’evento Born to be Wild(e), presentato da Teatro Senza Tempo Produzione Spettacoli e curato dal Direttore Artistico Antonio Nobili. Si è trattato della più grande iniziativa in Italia interamente dedicata allo scrittore irlandese: uomo, genio letterario, dandy, cinico e libertino. Per omaggiare quello che nella Società Vittoriana era considerato una sorta di affascinante e colto selvaggio, si è evidenziato, nel titolo della rassegna, l’efficace gioco di parole che rimanda al termine wild, il cui significato in inglese è appunto selvaggio, e all’omonima celebre canzone scelta come colonna sonora dell’evento, sostenuto da Regione Lazio, Comune di Roma, Arcigay Roma, Gay Center, DGay Project, GayLib e Bilioteche di Roma, con la sponsorizzazione di Meware.

Ad aprire al pubblico le porte del Teatro Orione alle ore 10.00 della soleggiata domenica da tipica ottobrata romana, è stata la mostra fotografica allestita nel foyer, non ricchissima ma sufficiente ad evocare le atmosfere dei panorami irlandesi che ispirarono tanta della poetica wildeiana. Presenti, fra le altre, un’immagine di fine ‘800 che ritrae il poeta accanto al giovane Lord Douglas e la foto di copertina di un numero della rivista mensile Lippincott’s in cui fu pubblicato The picture of Dorian Gray, romanzo-totem del culto della bellezza e capolavoro della letteratura inglese uscito nel 1891. Ironicamente significativa inoltre la fotografia dell’Abbey Theatre di Dublino, simbolo di un’accettazione solo postuma di Oscar Wilde da parte della sua terra d’origine e dunque dell’ipocrisia borghese che fa da perno essenziale alla maggior parte degli intrecci dei suoi scritti. Com’è noto, infatti, l’Abbey Theatre, che oggi ospita le repliche delle sue commedie facendo il pieno di pubblico, nacque dopo la morte dello scrittore, che trovò spesso rifugio nei teatri londinesi. Iconico e descrittivo, in tal senso, è l’aforsima: La mia prima? La commedia è stata un successo, ma il pubblico era un disastro.
Intorno alle 11.00 il primo momento teatrale, con una rivisitazione drammaturgica de Il fantasma di Canterville, curata e diretta da Mary Ferrara con la Compagnia di Arti Drammatiche Teatro Senza Tempo, grazie alla quale anche i più piccoli hanno potuto acquisire maggior familiarità con aspetti meno noti di Wilde, come quello di favolista. Sebbene si tratti di una delle opere più note e amate, questo adattamento si è dimostrato efficace nel rendere accessibili a una più vasta fetta di pubblico un’eleganza di scrittura intrisa di ironia e significati nascosti, tanto da costituire un ottimo prodotto anche per le scuole.
Non poteva mancare l’enogastronomia in un evento a 360 gradi come Born to be Wild(e). Ben due sono stati i momenti della giornata in cui, grazie allo Chef Maximilian, il pubblico ha potuto vivere il mondo vittoriano di Oscar Wilde anche attraverso profumi e sapori, con degustazioni finger food di piatti preferiti dal poeta e presenti nelle sue opere. Il primo di questi ha avuto luogo dalle 12.30 alle 14.00, in cui si è potuto gustare una colazione in stile

L'aperitivo vittoriano finger food
L’aperitivo vittoriano finger food

vittoriano, mentre il secondo, dalle 18.00 alle 19.00, ha creato nel foyer un gradevole salotto prima degli spettacoli serali, con un aperitivo composto da cuori di merluzzo con sesamo, sandwich irlandesi con sesamo e spiedini di formaggio e uva, il tutto accompagnato con dell’ottimo vino bianco di Cork. Interessante il momento di approfondimento costituito dalla conferenza pomeridiana, a partire dalle ore 16.00, incentrate sul tema dell’omosessualità, sviluppato dai relatori moderati dal giornalista e militante per i diritti LGBT Daniele Priori. Durante l’incontro, partendo dal tema inquadrato nel contesto della società vittoriana e del ruolo che in questa assunse l’ironica opposizione di Wilde, nel primo intervento tenuto da Fabio Ciambella, dottorando in Lingue e letterature straniere all’Università di Tor Vergata, si è passati a trattare aspetti sensibili e sempre attuali anche nella società di oggi, come quello del rapporto tra omosessualità e carcere, attraverso gli interventi di Margherita Caravello, rappresentante della produzione di Born to be Wild(e), e di Francesco Angeli, Presidente di Arcigay di Roma e politologo, per concludere con la questione dell’evoluzione dell’omosessualità nella società dello spettacolo, discussa da Sonia Lima Morais, laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali e attivista nei movimenti femministi.
La giornata è però entrata nel vivo a partire dalle 19.00, con le due grandi produzioni teatrali presentate da Teatro Senza Tempo. Accolti in sala in un’atmosfera sospesa dalle figure immobili di alcuni Lords e da altrettante signore dell’alta società inglese in abiti ottocenteschi, ha preso il via la magia del movimento e dei brillanti dialoghi della commedia Il ventaglio di Lady Windermere, diretta e adattata, dai quattro atti originari a uno unico dal ritmo incalzante, da Antonio Nobili. Protagonisti del nutrito cast i bravissimi giovani attori dell’Accademia

I protagonisti della commedia preserale
I protagonisti della commedia preserale

Teatro Senza Tempo, Vanessa Innocenti e Daniel De Rossi, che abbiamo già potuto vedere in scena lo scorso anno nei panni consolari di un tonante Cicerone nell’apprezzatissimo Catilina. La qualità delle produzioni cui ci ha abituati il Nuovo Teatro Orione non smentisce se stessa neppure questa volta, tanto da far trascorrere le quasi due ore di spettacolo senza il minimo accenno di calo. Ciò grazie tanto alla dinamicità del testo di partenza e della vicenda narrata, concentrata nell’arco di ventiquattro ore, quanto alla prontezza degli attori, capaci di gestire al meglio i tempi comici (notoriamente più serrati e impegnativi di quelli drammatici), gli ironici siparietti wildeiani ambientati in una Londra d’età contemporanea all’autore e le spassose controscene che sfruttano sapientemente la geometria e i vari livelli di profondità del palcoscenico, come nel caso di uno dei personaggi femminili che mima il suicidio durante un dialogo di altri due personaggi al centro della scena. Esilarante anche il Lord Augustus interpretato da Stefano Di Giulio (che avrebbe di lì a poco vestito anche i panni del secondo carceriere nel De Profundis), perfettamente a suo agio nella dinoccolata marionetta dalla forte coloritura comica, accentuata da una prova vocale che ricordava a tratti, forse volutamente, le cadenze del Pannofino al doppiaggio di Forrest Gump.
Regina della scena risultava essere indiscutibilmente la protagonista che, oltre a un’incantevole presenza, mostrava una sicurezza e un’esperienza da attrice navigata. Lady Windermere è una signora puritana sposata, ma oggetto di un serrato corteggiamento da parte di Lord Darlington, che le rivela che suo marito sta intrattenendo una relazione con una delle donne meno rispettabili della città: Mrs Erlynne. La donna, in realtà vera madre di Lady Windermere che anni prima si era allontana dal marito e dalla figlia per seguire un’amante, è tornata in Inghilterra per ricostruirsi un posto in società e riavvicinarsi a sua figlia (che ne ignorerà sempre la vera identità), grazie anche alla generosità di Lord Windermere, al quale ha rivelato ogni cosa e che le paga ingenti somme di denaro per sostentarla ed evitare lo scoppio di uno scandalo.
La richiesta da parte di Mrs. Erlynne di essere invitata al compleanno della figlia viene accolta positivamente da Lord Windermere, suscitando invece sdegno nella migliore società londinese e nella stessa Lady Windermere, sempre più convinta che il marito la tradisca. Proprio quando, per rivalsa, sta per cedere alle lusinghe di Darlington ed è sul punto di rinunciare alla sua rispettata posizione sociale,

Il confronto decisivo tra Lady Windermere e Mrs Erlynne
Il confronto decisivo tra Lady Windermere e Mrs Erlynne

Mrs Erlynne riesce a salvare la situazione evitando che sua figlia subisca una sorte analoga alla sua e ad un tempo guadagnandone la fiducia.
Se la situazione iniziale in cui si trova la protagonista è efficacemente rappresentata dal rosa degli abiti, che insieme a un’austera affettazione di marca puritana dipinge perfettamente la maschera dell’ipocrisia borghese dell’epoca, l’evoluzione del personaggio verso il ribaltamento e la rottura di questi elementi è affidato alla sola capacità recitativa dell’attrice, che gradatamente, tra intensi monologhi e interazioni con gli altri personaggi, centra l’obiettivo con grande perizia vocale e di movimenti sino a confluire nel sontuoso scioglimento corale.
Alle 21.30 ancora sulla scena la regia di Antonio Nobili per il gran finale dell’evento, con i toni drammatici del De Profundis, biografia umana e testamento morale di Oscar Wilde, interpretato dallo stesso Nobili, che ha rivisitato la lettera rivolta all’amato Bosie e scritta durante la prigionia dell’autore seguita alla condanna per gross indecency. Lo spettacolo serale ha affrontato con sensibilità il tema dei “diversi”, incarnato dal personaggio di un Wilde sotto processo e costretto a rivedere tutti i suoi punti di riferimento umani e affettivi dalla prospettiva di una condanna ai lavori forzati. Oltre ai valenti attori della Compagnia di Arti Drammatiche Teatro Senza Tempo, il regista e Direttore Artistico Nobili è stato affiancato sul palcoscenico da Dalila Cozzolino (Premio Hystrio 2017), nel ruolo della caustica coscienza del protagonista, da Alessio Chiodini, attore di cinema che ha dato corpo e voce alla prima guardia carceraria, e da Lucia Rossi, altro nome noto del cinema e della tv, che ha interpretato Constance Lloyd, moglie di Wilde e inerme testimone della vicenda del marito.
Born to be Wild(e) si è dimostrato un evento di qualità che ha riscontrato un successo di pubblico pienamente meritato, soprattutto alla luce dell’importanza del messaggio che vuole lanciare al mondo di oggi, non troppo diverso rispetto al carcere di Reading quanto alla tendenza di osteggiare tutto quello che diverge dall’ipocrisia e dal conformismo di un nuovo pensiero unico che rischia di fungere da base per nuove forme di totalitarismo.
Prima di salutare il pubblico dandogli appuntamento alla prossima edizione, ha avuto luogo l’omaggio, a uno dei biglietti estratti tra quelli acquistati, di un viaggio a Dublino per due persone offerto da Irish Tour Operator.

Il Nuovo Teatro Orione vi aspetta inoltre oggi 13 ottobre con la nuovissima produzione “Stato Liquido”, pièce teatrale firmata da Intervallo Teatro di cui verrà presentata un’anteprima serale speciale. Scritto e diretto da Sofia Bolognini, giovane promessa nel panorama teatrale contemporaneo, Stato Liquido intende ripercorrere i momenti cruciali della vita dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino dagli anni ‘80 fino a giungere al 1992, l’anno delle stragi. Il programma della serata prevederà alle 18.00 un piccolo buffet di benvenuto e una presentazione dei progetti in essere, con la partecipazione di docenti e addetti ai lavori. L’inizio della prima di Stato Liquido seguirà invece alle 21.00.

La stagione artistica della struttura di Via Tortona 7 riprende dunque in grande stile dopo la pausa estiva e promette di regalarci un nuovo anno di emozioni da non perdere.

born to be wilde

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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