A Venezia un’osteria tra Cinema e Cibo

A Venezia un’osteria tra Cinema e Cibo

Vivere il Festival del Cinema di Venezia è sempre emozionante, tanto più che dallo splendido Lido hai di tanto in tanto la possibilità di farti una passeggiata anche a Venezia, magari la sera tra le luci ed i colori di questa città magica. Quest’anno sfortunatamente (solo per una questione logistica) non ho trovato alloggio al Lido quindi ho soggiornato in uno splendido Hotel con affaccio sulla laguna e la sera ho approfittato per andare a conoscere, o verificare la notorietà, di alcuni ristoranti della tradizione d’alta cucina veneta.

Eccomi che sono partita dal più noto: L’Osteria di Santa Marina. Una realtà della ristorazione veneziana, dove mancavo da un po’ di anni e ne serbavo un ricordo splendido. Avevo il timore che la notorietà indiscussa dell’ Osteria l’avesse un po’ svilito rendendolo più commerciale e banale ma per fortuna non mi sono dovuta ricredere.

Ho trovato qualche piacevole cambiamento nel locale recentemente ristrutturato, che ha conservato nell’arredamento elegante, curato ed accogliente, l’aspetto tradizionale e classico.

La cucina, molto ricercata è comunque rispettosa della tradizione, ed elabora con fantasia le specialità locali, e soprattutto il freschissimo pesce, con abbinamenti originali.

Durante il periodo estivo, c’è l’opportunità di cenare nel giardino esterno al lume di candela in un campiello tranquillo e romantico, ma anche essendo nei primi di settembre, la serata era comunque fredda ed abbiamo cenato all’interno del locale.

Ci siamo fatti consigliare e siamo partiti, come da proposta di menù, da una variegata linea di antipasti tra le specialità di pesce crudo marinato, bollito e “saor” (classica specialità veneziana).

Eccoci presentato in bella vista un carpaccio di cappesante con riccioli di fegato grasso d’oca affumicato, e aceto balsamico invecchiato ed il prelibato antipasto l’Acquario con un gran misto di pesce crudo che loro acquisiscono direttamente dal tipico mercato ittico veneziano.

Poi non potevamo non degustare il profumato e saporito Misto di “cicheti “ veneziani e Linguine di “gragnano”con granchio, cubetti di pomodoro e zucchine, su crema di pancotto e acciughe. Chiudendo con le Mazzancolle su croccante di pancetta vellutata di patate chips di melanzane.  Devo ritornare per assaggiare anche un’altra loro specialità, quella del Gazpacho e filetto di baccalà in olio cottura alla “catalana”, ma non mi sentivo di saltare la loro pasta, fatta in casa ed abbinata sapientemente alle primizie stagionali degli orti veneti. Anche per i dei dessert la varietà e la squisitezza ci ha inebriato, ma soprattutto per la vasta e sapiente offerta dei vini in una completa ed ottima carta con una buona scelta regionale ed internazionale.

Chiaramente stiamo parlando di un ottimo ristorante, di elevato livello culinario, sia nel gusto che nella presentazione delle pietanze, il tutto offerto  con un servizio ineccepibile in una cornice elegante, quindi il conto è elevato ma sicuramente con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Ed è un’esperienza che, per chi passa qui a Venezia, va vissuta pienamente.

Osteria Santa Marina Venezia

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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