Pagellone Sanremo 2019: il festival svecchiato supera l’esame in extremis

Pagellone Sanremo 2019: il festival svecchiato supera l’esame in extremis

SANREMO – Mahmood vince a sorpresa, battendo in finale Il Volo e il favoritissimo Ultimo (che poi sbotta in conferenza stampa). E’ stato un Festival a luci e ombre, premiato in parte dagli ascolti e dalla critica. Bene Baglioni, Bisio e Raffaele così così. A poche ore dalla conclusione della kermesse musicale più amata e discussa dagli italiani ecco a voi le nostre pagelle dedicate. Avevate letto le nostre anticipazioni su Sanremo 2019?

Un Festival confusionario, spesso incasinato e disordinato, ma che alla fine trova il suo ritmo nelle ultime serate. A vincere secondo Baglioni è stata la musica“Spero che il tracciato che fino a qui abbiamo segnato non venga smesso, perché in Italia abbiamo bisogno di un festival della musica” – ma secondo noi, il più grande traguardo di Sanremo 2019 è da ritrovare senza dubbio nello svecchiamento dei concorrenti e soprattutto dei vincitori. Mai infatti nella storia del Festival, avevamo un visto un podio così giovane, visto che tra Mahmood, Ultimo e Il Volo, l’età media è di soli 25 anni.

SANREMO 2019 – GLI ASCOLTI

sanremo 2019
Claudio Baglioni

Il Baglioni Bis non ha toccati i picchi di gradimento dell’edizione del 2018, ma ha comunque fatto il suo dovere. La serata finale del Festival di Sanremo, che ha incoronato vincitore Mahmood, è stata seguita in media su Rai 1 da 10 milioni e mezzo di spettatore con il 56,5% di share. Nel 2018 poco meglio, con 12 milioni di telespettatori e il 58%. La finale ha però guadagnato 10 punti percentuali rispetto alla quarta serata del festival, quella dedicata ai duetti (46.1%).

La prima parte dell’ultima serata di Sanremo 2019 (dalle 21.26 alle 23.51) ha avuto 12 milioni 129 mila spettatori con il 53.1%; la seconda (dalle 23.54 all’1.34) 8 milioni 394 mila con il 65.2%.

Un anno fa la prima parte della serata finale del festival aveva ottenuto 13 milioni 240 mila spettatori con il 54% di share, la seconda 10 milioni 401 mila con il 68.9%.

sanremo 2019

IL PAGELLONE DI SANREMO 2019

Baglioni voto 6,5

Il suo secondo Sanremo è un festival diesel che carbura nella parte finale. Da premiare il coraggio, rinuncia agli ospiti stranieri e alle star megagalattiche, per mettere in risalto la musica e soprattutto la bella gioventù. Grazie a Baglioni, a Sanremo sono tornati anche i musicisti «veri», quelli che il Festival lo snobbavano e non ci sarebbero venuti mai, vedi Ramazzotti e Ligabue. La smania però di italianizzare e “musicare” troppo il Festival porta a momenti di confusione: 24 canzoni in gara sono troppe, e l’assenza di ospiti internazionali capaci di regalare momenti epici e indimenticabili (vi ricordate Whitney Houston o Will Smith o ancora i Duran Duran e i Queen nelle edizioni passate?) pesa parecchio sul brio e sul divertimento della kermesse. La conduzione poi, non è il suo mestiere e qualche momento di difficoltà c’è stato, soprattutto perché Bisio e Virginia Raffaele non lo hanno aiutato come avevano fatto invece lo scorso anno Favino e la Hunziker. Insomma, luci e ombre, ma la sufficienza abbondante ci sta, se si pensa che anche quest’anno gli ascolti sono stati buoni e una quadra al tutto si è trovata.

Audio, voto 3

I problemi di auricolari e di audio, hanno penalizzato le esibizioni. Qualche errore e qualche intoppo nelle prime puntate ci può stare, ma se si persevera… Le problematiche legate all’audio a Sanremo sono state troppe, vedi il microfono rotto del vincitore Mahmood! Stiamo parlando del programma più visto in Italia dell’anno! Stiamo parlando di uno spettacolo in mondovisione!

Achille Lauro, voto 7,5

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Achille Lauro in Carlo Pignatelli alla seconda serata del Festival di Sanremo

Sorprende a sentirlo, ma la prestazione più rock’n’roll anzi più punk di Sanremo, arriva da uno dei trapper per eccellenza. Achille Lauro potrà non piacervi ma è uno di quelli che non passa inosservato. A metà tra Neo e Nosferatu, il cantante romano ha sfidato tutti col sorriso e divertendosi, con quegli occhiali da sole, e quel look dark quasi da Milano Fashion Week. Molto “figo” il duetto con Morgan, con il quale Lauro mostra grande feeling già dalle prime battute e che aggiunge quella manciata ulteriore di rock’n’roll al tutto che non guasta mai. Una bomba a orologeria. Quegli urletti, quella intonazione non certo perfetta ma che addirittura fa da valore aggiunto e quella faccia poco sanremese rendono la performance di Achille Lauro qualcosa di davvero particolare e originale.

Accompagnamento musicale e scenografia, voto 8

Ottimo il lavoro di Duccio Forzano, che in cabina di regia musicale esalta e valorizza i conduttori e i cantanti in quasi tutte le performances. Magnifico l’accompagnamento per il brano di Daniele Silvestri “Argento Vivo” (secondo noi è il brano migliore della kermesse a proposito). La scenografia ha invece diviso la critica, c’è chi l’ha trovata troppo schiacciata e cupa e chi invece ha gradito la vicinanza tra la scena, i musicisti di accompagnamento e il pubblico. A noi non è affatto dispiaciuta.

Claudio Bisio, voto 4,5

“Claudio! Bisio! Che simpatico umorista!!” recitava una canzone di Zelig, il fiore all’occhiello della carriera del comico milanese. Bisio a Sanremo però più che umorista risulta un robot, troppo impostato, forse troppo emozionato e bloccato per rendere al meglio ed esaltare le sue immense qualità di intrattenitore. L’attore di “Benvenuti al Sud” ci mette troppo a trovare l’alchimia giusta con Baglioni e la Raffaele. A Sanremo, quando si conduce, bisogna trovare un perfetto equilibrio tra gli schemi fissi del lobo e i momenti di improvvisazione. Favino lo scorso anno aveva sorpreso tutti proprio in questo aspetto, Bisio invece non è mai riuscito a carburare e dispiace, vista la bravura e la simpatia del soggetto in questione.

Virginia Raffaele, voto 6

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Virginia Raffaele crediti ufficio stampa Signorelli per Teatro Brancaccio

Ci si aspettava tantissimo da lei. Perché? Perché è la più eclettica show girl italiana del momento, perché in tutte le sue apparizioni televisive degli ultimi anni aveva strappato momenti memorabili e divertentissimi, perché è bellissima e completa sotto ogni aspetto. Virginia Raffaele a Sanremo 2019 ha rappresentato però a nostro avviso un’occasione persa. La 38enne romana non è riuscita a trasmettere tutto il suo talento, forse perché il meglio di sé lo da con dei sketch brevi e di impatto e non nella conduzione, o forse perché con Baglioni e Bisio non trova il mix giusto. La Raffaele però ha un talento unico e straordinario e quando riesce a metterlo in scena, regala momenti incredibili. Un esempio? Guardatevi il medley con le voci di Malika Ayane, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, un mix perfetto di bravura, voce, simpatia e duttilità. Ah se avesse sempre mantenuto questo ritmo durante tutto il festival…

Patty Pravo, voto 5

Patty cara, ti vogliamo bene e lo sai ma con questa canzone dove volevi andare? Il duetto con Briga non funziona proprio e il brano non convince per niente. Ha fatto piacere rivederla a Sanremo 2019, per la sua storia, per la sua carriera e per la sua identità ribelle, ma purtroppo siamo davanti a un mezzo fallimento dal punto di vista artistico.

Mahmood, voto 7,5

Un ragazzo italo-egiziano semiscoconosciuto alla conquista di Sanremo. Una bella storia, una canzone fresca e differente. Mahmood rappresenta una bella immagine per l’Italia e porta in scena una storia di riscatto. Il suo brano “Soldi” sarà sicuramente un tormentone nei prossimi mesi insieme alla canzone di Ultimo, Mahmood ha dimostrato di saper cantare e all’occorrenza di saper superare anche le difficoltà tecniche audio. La cosa più bella del suo Sanremo è da ritrovare sicuramente nella sua espressione subito dopo esser stato incoronato vincitore. La sua essenza sta tutta lì.

Loredana Bertè, voto 8

Gianluca Saitto veste Loredana Berté a Sanremo 2019
Gianluca Saitto veste Loredana Berté a Sanremo 2019

Avrebbe meritato di più per tante ragioni. La Loredana nazionale va a un passo dal podio con una canzone scritta da Vasco riarrangiata e ritmata a modo suo. Nel brano “Non ti dico di no” riporta in auge il suo stile, la sua rabbia, la sua voce graffiata e inconfondibile, che rimangono impresse forse più di ogni altra cosa di questo festival. Il pubblico a casa e il televoto fanno la differenza nella sua assenza dal podio, ma quello presente in sala fischia rumorosamente appena appresa la notizia. Una bella sorpresa, che potrebbe rivelarsi un tormentone nei prossimi mesi.

Ultimo voto 7

Bravo, giovane e fresco. Farà ancora più strada e a breve diventerà uno dei casi musicali dell’anno. La sua canzone “I tuoi particolari” è già in vetta alle classifiche con numeri pazzeschi per quanto riguarda YouTube. I suoi testi non mancano di parole e di energia. Manca però in equilibrio, quando si scaglia contro i giornalisti in conferenza stampa a fine festival, rei di avergliela “tirata”. Una gaffe probabilmente indolore che sta però facendo il giro del web.

Ospiti, voto 7

Anche quest’anno tutti italiani. Tra i più vivaci a Sanremo 2019, Pio e Amedeo, che regalano momenti divertenti con il loro solito stile irriverente amatissimo dai più giovani. Bella performance di Ramazzotti, emozionante Bocelli insieme al figlio, buoni Rovazzi e la Hunziker. Da menzionare l’omaggio di Serena Rossi a Mia Martini con “Almeno tu nell’universo” e il ritorno dell’iconico Pippo Baudo, che se non è iconico lui a Sanremo allora chi? Manca come detto in precedenza l’acuto che avrebbe potuto portare un importante ospite straniero.

E dato che io sono il meno indicato per parlare di moda, se volete un parere sui fashion trends di Sanremo 2019 allora vi consiglio di leggere l’articolo del nostro direttore Fabiola Cinque sul suo Blog in Formiche!

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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