Cori di Nero Buono, vino, enogastronomia e eccellenze locali

Cori di Nero Buono, vino, enogastronomia e eccellenze locali

CORI – Due giorni per celebrare i vini autoctoni di una zona ricca di tradizione e potenzialità. Noi di MyWhere non potevamo perderci questa manifestazione e vogliamo raccontarvi tutto sulle primizie enogastronomiche presenti, magari, facendovi venire un po’ d’invidia!

Sabato 27 e domenica 28 ottobre, ho avuto la possibilità (e la fortuna) di partecipare a una degustazione davvero speciale. L’evento di cui voglio parlarvi si è svolto a Cori nella bellissima location del Complesso Monumentale di Sant’Oliva nell’ambito della manifestazione “Cori di Nero Buono”.

Di che si tratta? Di una manifestazione dedicata all’attualità e alle prospettive della viticoltura autoctona. L’iniziativa ha come protagonista l’antico vitigno autoctono coltivato quasi esclusivamente nel territorio corese, di cui ne rappresenta l’identità vinicola, recuperato e rilanciato dalle tre cantine locali che lo trasformano in vini rossi di qualità certificata dai marchi DOC e IGT.

Vini autoctoni sicuro, buoni che ve lo dico a fare, come il Nero Buono di Cori, capace di raccontare l’identità di un territorio e trasformarsi in volano dello sviluppo commerciale e turistico di questa zona.

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La città di Cori ha un potenziale culturale, paesaggistico ed enogastronomico incredibile e si differenzia da molte altre zone vinicole per la sua grande varietà: le aziende vinicole locali – Cincinnato, Marco Carpineti, Pietra Pinta – impegnate nel recupero e nella valorizzazione, innovano nel rispetto della tradizione, in un contesto ricco di tipicità.

Insomma, una due giorni all’insegna della cultura del vino, con mini eventi, iniziative dedicate e grandi personalità presenti. Tra gli invitati, ho avuto la possibilità di interagire col Sindaco di Cori Mauro De Lellis, con l’assessore dell’Agricoltura Simonetta Imperia e con Sabrina Pistilli, Delegata alla Promozione del Territorio. E ancora Enrica Onorati, Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio; Tommaso Agnoni, Presidente della Fondazione Roffredo Caetani; Giuseppe Bonifazi, Professore ordinario della Sapienza Università di Roma; Carlo Hausmann, Direttore Agro Camera –Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma; Paolo Pietromarchi, Enologo e ricercatore al Cra-Enc Italia Centrale; Raffaele D’Amato, business consultant.

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Cori di Nero Buono si è svolto in un contesto davvero piacevole, arricchito dal buon vino naturalmente e dalle primizie gastronomiche (ve ne parlerò tra poco) e da un’atmosfera suggestiva piena di musica con il concerto dei Non Stop Jazz Quartet, e tradizione come la bellissima esibizione dell’arte del maneggiar l’insegna proposta dagli Storici Sbandieratori delle Contrade di Cori.

Credete sia finita qui? Neanche per sogno! Ho potuto ammirare il Museo dell’Associazione culturale Arcadia, animato dalle musiche rinascimentali della Compagnia Tres Lusores e di ascoltare il racconto dei capitelli figurati del chiostro di Sant’Oliva con i musici Francesco Ciccone (violino) e Angelo Giuliani (percussioni e tamburo a cornice).

CAPITOLO ENOGASTRONOMIA

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Non potevo non partecipare alle degustazioni di vini e entrare così a contatto con tutte le piccole aziende che fanno di Cori un vero e proprio ayatollah del settore. Tra i vari vini provati, consiglio a tutti quelli dell’azienda Cincinnato, nostra vecchia conoscenza incontrata già al Vinitaly (cliccate qui per saperne di più). Quando si parla di degustazioni non ci si può limitare a parlare solo del vino, c’è molto altro, che risulta fondamentale nell’esperienza culinaria che si va ad assaporare. Quello che mi ha colpito di più è stato l’abbinamento con il profumo dei prosciutti, cotto al nero buono con un vecchio procedimento tradizionale, quello de Le Bontà e Macelleria Saccucci. Il prosciutto cotto e bollito nel vino bianco di Cori, (sennò il vino rosso macchia), esalta in particolar modo il sapore insieme alle spezie cotte con esso. E’ il rito di un’antica tradizione di questa terra che è stato recuperato dando ancor più valore (e sapore) ad una specialità enogastronomia, tanto da farle avvalere il riconoscimento come Prodotto Tipico Tradizionale del Lazio. Nato tanto tempo fa, questo processo garantiva la conservazione, e la copertura degli odori forti in assenza di altri metodi, ma ora, con gli ottimi vini del corese come il nero buono, il tutto viene ulteriormente impreziosito da un gusto inimitabile. Il recupero delle tradizioni è stato infatti protagonista anche nella tipicità  dei prodotti bio, sempre per l’olio e il vino, dell’Azienda Agricola Filippi. Poi ho assaggiato qualche prodotto dell’azienda Agnoni, dico “qualche” perchè in realtà sono 14 tipologie di prodotto… Abbinamento perfetto per aperitivi, antipasti e contorni infatti sono i sott’olio dei diversi ortaggi. Io ho assaggiato quelli con i carciofini, superbi per la loro delicatezza (qui l’aceto non copriva il sapore come spesso accade!), poi quelli con funghetti o pomodori secchi. Il sapore dichiarava la semplicità del prodotto ottenuto con un metodo di preparazione artigianale e sapiente.

Il sapore degli oli EVOO, frutto di quelle meravigliose distese di ulivi che padroneggiano nella zona, ha dato un tocco unico al palato anche nella pur semplice degustazione di una bruschetta. Infine, ma non in ultimo, ho assaggiato il pane alle visciole o alle scaglie di cioccolata fondente e polvere di caffè, ed altre particolarità come il torrone fuso, della pasticceria al Nero Buono di Maciste.

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L’antico vitigno autoctono corese ha mostrato le sue radici, ma anche la sua contemporaneità, grazie allo sviluppo delle imprese del territorio. Professionalità e cultura determinano l’aggiornamento del mercato imprenditoriale di questa provincia di Latina, ma a pochissimi chilometri da Roma, che gode di reperti archeologici meravigliosi, una campagna accogliente e verdeggiante, e di una popolazione affabile e sincera che si sta facendo conoscere bene anche oltre confine grazie alle strutture ricettive rurali ed eleganti, semplici ma curate, dove vi consiglio di soggiornare almeno un weekend nelle tipiche e accoglienti stanze.

Tra queste strutture, a proposito anche di ristorazione, vincono su tutto, grazie al giusto mix di tradizione, originalità, e cultura dei sapori, i ristoranti dell’Agriturismo Cincinnato con lo chef Antonio Marco MoricoChef della Cincinnato dal 2013; l’Agriturismo L’oca e la Graticola dove si mangia tutto a base d’oca, dal Foie gras al coscio d’oca; l’antico Casale delle Vigne, casa signorile che risale addirittura al ‘700, fino al Castello Santa Margherita, sempre a Cori, che offre un esperienza di altri tempi nella magia del borgo.

Che dire? Cori offre davvero tanti spunti, non solo enogastronomici, per trascorrere un weekend indimenticabile. Io ci torno spesso, e voi?

Photo by Agostino Loffredi©

 

 

Cori di Vino Buono

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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