Gaetano Pesce: un’antologica nel Salone di Padova

Gaetano Pesce: un’antologica nel Salone di Padova

PADOVA – Gaetano Pesce e il tema del futuro nella mostra appena inaugurata al Palazzo della Ragione, dal 23 maggio al 23 settembre 2018 in: IL TEMPO MULTIDISCIPLINARE

Potrà sembrare una mostra “invasiva” quella allestita all’interno del Palazzo delle Ragione di Padova sul lavoro di Gaetano Pesce ma … non è così! La carica di progetti multicolori e polimaterici che ha “invaso” l’ampio Salone affrescato restituisce alla vista un luogo gioioso e multicolore. Gli affreschi sembrano prendere ancor più luce e colore entrando in sinergia con i grandi plastici e le monumentali opere messe sopra piedistalli giganti.

Gaetano Pesce davanti al modello del progetto Passeggiata per Padova, 2017
Gaetano Pesce davanti al modello del progetto Passeggiata per Padova, 2017
Vista della mostra, in primo piano tavolo Sansone, 1972
Vista della mostra, in primo piano tavolo Sansone, 1972
Vista della mostra 4
Vista della mostra 4
Vista della mostra con in primo piano Pink Chair
Vista della mostra con in primo piano Pink Chair

Basamenti che sono ispezionabili aprendo l’anta e facendo luce con la pila appesa, svelando un secondo livello della mostra fatto di altri modelli e prototipi a piccola scala.

Basamento ispezionabile
Basamento ispezionabile
Bottiglia di acquaminerale per Vitttel, 1986-87
Bottiglia di acquaminerale per Vitttel, 1986-87

Anche il grande cavallo di legno quattrocentesco presente permanentemente dentro il Salone sembra, in questa occasione, aver trovato la giusta compagnia con oggetti altrettanto giganti che gareggiano con le sue dimensioni. Eppure i progetti di Pesce non sono sempre così giocosi come potrebbero sembrare e anzi, molte volte, sollecitano delle domande o comunque introducono delle vie alla ricerca espressiva nell’ambito del progetto in generale.

Vista della mostra, in primo piano Pluralist Tower, modello, 1987
Vista della mostra, in primo piano Pluralist Tower, modello, 1987

Certo, non tutto il lavoro dell’architetto messo in esposizione – che proprio a Padova ha visto iniziare la carriera – è digeribile e anzi, molta dell’espressività che appartiene alle opere più recenti sembra aver preso una sorta di deriva.

Vista della mostra con in primo piano il modello del progetto Passeggiata per Padova, 2017
Vista della mostra con in primo piano il modello del progetto Passeggiata per Padova, 2017
Modello del progetto Padova onora Galileo, 2016
Modello del progetto Padova onora Galileo, 2016
Vista della mostra 2
Vista della mostra 2

Potrebbe essere però un fraintendimento dato da una lettura contemporanea che ancora non ha il sedimento del tempo. Del resto Pesce è sempre stato avanti con la sua visione e i suoi progetti – specialmente quelli più vecchi – hanno non solo lasciato un segno indelebile nella storia dell’architettura e del progetto del prodotto, ma sono, molte volte, dei filoni di ricerca ancora aperti e che continuano ad influenzare molti progettisti. Si pensi al concetto di serie differenziata dove si cerca di conciliare l’unicità dell’artefatto con la produzione seriale. E poi quello di Gaetano Pesce è anche un discorso di critica sul contemporaneo e in particolare sul ruolo misconosciuto della donna nella società. Un dialogo iniziato con la serie di sedute Up nel 1969 e che continua anche nelle opere più recenti.

Poltrona Up 5 & 6, 1969
Poltrona Up 5 & 6, 1969
Lampada Moloch, 1970
Lampada Moloch, 1970

Nella mostra trova spazio anche uno degli ultimi progetti dell’artista-architetto realizzato per Morellato; un orologio che ha la particolarità di segnare il tempo a 0 a 90 anni con una sola lancetta, con lo scopo di sottolineare come il tempo non si ripete mai uguale ma è sempre in perpetua evoluzione.

L’orologio Mytime, prodotto da Morellato, si presenta con un corpo centrale a cui si uniscono tre diverse casse che rappresentano la testa di un uomo, di una donna e di un bambino. Inserendo la data di nascita o di un qualsiasi altro evento importante della vita, il dial centrale riporta il tempo trascorso dalla data prescelta, fino ad un massimo di 90 anni, che viene indicato da una lancetta digitale. Le teste dell’uomo e della donna riportano il giorno e il mese corrente. Il segnatempo analogico che indica l’orario, è racchiuso nella cassa più piccola, che assume la forma della testa di un bambino e rappresenta per Gaetano Pesce il tema del futuro.
L’orologio Mytime, prodotto da Morellato, 2018, si presenta con un corpo centrale a cui si uniscono tre diverse casse che rappresentano la testa di un uomo, di una donna e di un bambino. Inserendo la data di nascita o di un qualsiasi altro evento importante della vita, il dial centrale riporta il tempo trascorso dalla data prescelta, fino ad un massimo di 90 anni, che viene indicato da una lancetta digitale. Le teste dell’uomo e della donna riportano il giorno e il mese corrente. Il segnatempo analogico che indica l’orario, è racchiuso nella cassa più piccola, che assume la forma della testa di un bambino e rappresenta per Gaetano Pesce il tema del futuro.

GAETANO PESCE – IL TEMPO MULTIDISCIPLINARE
Padova, Palazzo della Ragione,
23 maggio – 23 settembre 2018

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Roberto Zanon

Roberto Zanon

Già prima della laurea in architettura, mi sono occupato del progetto dei prodotti fino a farlo diventare una professione. Poi con gli anni ho iniziato ad insegnare la progettazione tridimensionale – anche in giro per il mondo –  ed ora è questa la mia attività principale. Sono fortunato; all’Accademia di Belle Arti di Venezia tengo il corso di Design e questo mi permette di sviluppare assieme agli studenti i progetti che realmente mi interessano. Negli ultimi anni ho conseguito un diploma in oreficeria e un Phd in design. Da molti anni collaboro con diverse riviste occupandomi di allestimento e di design.
Roberto Zanon

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