Napoli, alla scoperta di Villa Pignatelli

Napoli, alla scoperta di Villa Pignatelli

Vi invitiamo il 5 ed il 6 maggio a Villa Pignatelli di Napoli: una dimora che conserva, una casa museo che comunica.

La dimora accompagna da sempre la vita dell’uomo, conserva le sue abitudini e custodisce i suoi ricordi. Gli oggetti nella dimora, pian piano, diventano collezioni, le collezioni si aprono agli ospiti, e, intanto, il museo prende forma, cercando le migliori condizioni di fruizione. Allo stesso modo la casa museo, involucro e oggetti insieme, sente il bisogno da un lato di tutelare la propria storia, e dall’altro di comunicare, dal suo interno, alla comunità, alla città. La dimora museo è una realtà particolare poiché il suo involucro, i suoi oggetti, i suoi arredi, nascono con funzioni diverse da quelle museali e aprendosi al pubblico deve far fronte a queste funzioni, rispondendo a necessità di conservazione ed esposizione, nel suo trasformarsi da casa, appunto, in museo.

Il merito della persistenza di questa villa neoclassica napoletana, Villa Pignatelli, al tempo e agli avvenimenti va alla principessa Rosina Pignatelli, ultima proprietaria, che con il suo testamento, nel 1955 cede la dimora allo Stato, rendendo esplicita la sua volontà di conservare il piano nobile così com’era al tempo in cui la sua villa si apriva ai suoi invitati, al tempo in cui con i suoi ospiti discuteva di letteratura, di libri e di musica.

Da dimora che conserva la storia dei suoi proprietari, Villa Pignatelli si evolve, così, in casa museo: una storia personale, una storia di un gusto e di uno stile che comunica al pubblico, ai cittadini, al mondo urbano.

Villa Pignatelli presenta così due anime che si tengono per mano senza perdersi mai di vista, e questo accade da sempre, dall’inizio, da quando Rosina acquista la consapevolezza che le sue serate mondane potessero trasformarsi in eventi culturali pubblici.

Così, a metà del secolo scorso, Villa Pignatelli che si conserva secondo il volere di Rosina, si apre ai visitatori come museo, si presenta ai cittadini, si presta ad ospitare eventi culturali nei suoi spazi, e questo suo aspetto museale stringe sempre più la mano alla vecchia dimora, per fare in modo da renderne vivo il ricordo, per far si che contini a raccontarsi anche con lo scorrere del tempo.

Le serate di villa Pignatelli si trasformano in manifestazioni culturali pubbliche. Il piano nobile con le sue preziose collezioni di arredi e oggetti, produzioni artigianali locali di fine ottocento, si trasforma in museo da esporre.

<<Se gli oggetti non sono privati del loro ambiente e delle loro strade, ma vengono sistemati con cura e ingegno nelle loro case naturali, racconteranno da sé le proprie storie>> dice Orhan Pamuk nel suo meraviglioso testo, Il museo dell’innocenza. La Soprintendenza, con l’aiuto del maggiordomo Carlo Saracini, nominato da Rosina consegnatario della Villa, punta la sua attenzione alla presentazione museografica di spazi vissuti e collezione. È proprio l’attenzione agli oggetti, alla loro disposizione, il punto di partenza grazie al quale Villa Pignatelli in pochi decenni ha potuto sviluppare un apparato museografico adeguato alle collezioni e al loro involucro, facendo si che l’aspetto “museale” non fosse preponderante sulla dimora storica, ma che, al contrario, fosse sfruttato al meglio per rendere più chiara la storia che lega tra loro gli oggetti, i quali, oggi, sembra parlino da sé.                                                                                                                                   

Andrè Chastel, nel testo L’Italia. Museo dei musei, definisce l’Italia <<paese del triplice museo naturale>> dove <<grazie ad una sorta di incastro esemplare, la collezione s’inscrive nell’edificio che la città riveste, e queste tre forme di museo si rispondono mutualmente>>. In quest’ottica, la casa museo Pignatelli, garantisce in maniera esemplare il dialogo tra la storia dei proprietari, la storia delle collezioni, quindi della dimora e il pubblico e la città. Lo fa attraverso la sua attenzione alla conservazione, da un lato, e alla comunicazione, interna ed esterna dall’altro.

La collezione del Museo delle Carrozze nelle ex scuderie della Villa con il suo nuovo allestimento multimediale, la “Casa della Fotografia” al primo piano che ospita mostre fotografiche, gli spazi disponibili per concessioni di varia natura, i laboratori didattici: azzarderei definendo Villa Pignatelli un centro multifunzionale che nasce nella città e si restituisce alla città!

Molto si è fatto sia sul fronte della conservazione che su quello della comunicazione e per questo Villa Pignatelli, può essere seguita come buon esempio italiano di casa museo che conserva e comunica, e molto ancora si dovrà fare, per infondere nella comunità la consapevolezza di quanto un piccolo museo, un museo personale, possa infiltrarsi sotto la pelle e riposare nel sacco dei ricordi di coloro che vi entrano in visita.

Giovedì 5 e venerdì 6 maggio Villa Pignatelli di Napoli ospiterà Wikimuseums: musei open data, evento organizzato da BAM! Strategie Culturali, con la collaborazione del Polo Museale della Campania, di cui la villa fa parte. Due appuntamenti, due occasioni di discussione sulla comunicazione tra museo e territorio nel mondo della digitalizzazione e dell’approccio wiki. Il workshop del 6 maggio sarà dedicato ai professionisti del mondo museale e concentrato in un’esperienza in parte teorica, in parte pratica, sulle modalità e gli effetti dei progetti open data. La maratona dal 5 al 6 maggio, coinvolgerà un gruppo di studenti al fine di valorizzare e comunicare, attraverso la digitalizzazione e la geolocalizzazione, i beni meno conosciuti della città di Napoli.

Wikimuseums è solo uno dei tanti appuntamenti in villa Pignatelli, ed è solo un pretesto, un brillante pretesto, per raccontare come, questo splendido esempio di dimora nobiliare italiana, si proponga oggi come un affascinante museo, come un cuore che pulsa e interagisce con la città, invitandola a partecipare alle sue iniziative, occasioni di aggregazione della comunità in momenti artistici e culturali. Infondo, come dice Orhan Pamuk: <<il futuro dei musei è dentro le nostre case>>.

 

Wikimuseums: musei open data

Villa Pignatelli, Riviera di Chiaia 200, Napoli.

5 maggio 2016 – 6 maggio 2016: la maratona digitale

6 maggio 2016: conferenza ore 14.00, workshop ore 14.30

Evento organizzato da BAM! Strategie Culturali, in collaborazione con Villa Pignatelli e il Polo Museale della Campania

Per maggiori info: http://www.bamstrategieculturali.com/wikimuseums/

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Raffaella Del Gaudio Pernice

Colori e linee, oggetti e forme, parole e inchiostro. Concentrata fin da bambina ad afferrare l’arte dalla vita reale in ogni sua sfumatura, ho cercato di fare della mia passione lo scopo dei miei studi.  La propensione alla lettura e al confronto mi hanno avvicinato alla critica d’arte, la curiosità mi trascina in giro nella sua valigia, per vivere il mondo. Quando la curiosità apre la valigia per farmi uscire, prendo carta e penna, e scrivo.
Raffaella Del Gaudio Pernice

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8 Responses to "Napoli, alla scoperta di Villa Pignatelli"

  1. Giulio   24 aprile 2016 at 12:13

    Ho avuto la fortuna di visitare il museo Villa Pignattelli, esperienza fantastica che consiglio a tutti di provare.

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  2. simone   24 aprile 2016 at 21:21

    un ulteriore elemento a favore del sempre maggior incremento della comunicazione al pubblico si deve al fatto che la Villa, nonostante i restauri, sia sempre rimasta, almeno in parte, aperta al pubblico. La visita con il maggiordomo della Villa è una esperienza che spero il museo riproponga.

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   24 aprile 2016 at 23:06

      La visita con il maggiordomo? Di cosa si tratta? Mi incuriosisce molto…

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  3. Raffaella Del Gaudio Pernice
    Raffaella Del gaudio pernice   25 aprile 2016 at 02:24

    Credo che Simone si riferisca alle visite animate da una guida che veste i panni del maggiordomo. Questo credo sia il punto della situazione: Villa Pignatelli è un centro multifunzionale ed è molto attenta soprattutto alla mediazione culturale, ma interna al museo stesso. Ancora c’è da lavorare sulla comunicazione esterna. Maggiore pubblicità ad eventi e attività come le visite animate dal “maggiordomo” o dalla guida che veste i panni di Rosina Pignatelli, darebbe sicuramente continuità a questi eventi rilevanti nel panorama della didattica museale e in generale della mediazione culturale italiana.

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  4. Turi   25 aprile 2016 at 11:15

    Spero di potere visitare questo scrigno di storia e cultura incuriosito dalla puntuale e chiarissima descrizione della giornalista : imperdibile occasione di ammirare questa bellezza di Napoli.

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  5. valentina   26 aprile 2016 at 15:24

    Ottimo spunto per la prossima gita a Napoli!

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  6. Simona   26 aprile 2016 at 21:35

    Prima di leggere questo articolo, non conoscevo la casa museo di Villa Pignatelli, devo dire che si scoprono sempre cose nuove!
    Mi attrae molto l’insolita collezione delle Carrozze nelle ex scuderie della Villa e anche il suo allestimento multimediale e interattivo il quale, secondo me, dovrebbe avere maggiore spazio in tutti i musei italiani in quanto è un mezzo conoscitivo per un apprendimento più facilitato e versatile; inoltre, da appassionata di fotografia, la “Casa della Fotografia” farà sicuramente al mio caso! Grazie per questo consiglio, lo metterò nella lista dei prossimi luoghi da visitare.
    P.S.: leggerò anche “Il museo dell’innocenza” di Pamuk!

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  7. Federico   27 aprile 2016 at 19:19

    Napoli nasconde tesori inestimabili sotto vari aspetti, le iniziative artistiche nel territorio partenopeo non mi hanno mai tradito ma emozionato. Senz’altro da vedere!

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